Buemi: prima pagina del suo diario online

22 marzo 2009 11:15 Scritto da: Redazione

Sara’ un lungo viaggio verso Melbourne, ma non ci penso né mi preoccupo su come trascorrere il tempo. Avro’ un sacco di roba da leggere in volo, tra cui 325 interviste che, da quando sono stato confrrmato come pilota della Toro Rosso, ho effettuato con riviste e quotidiani elvetici. All’aeroporto, ci sono altri piloti e capi squadra in coda per il check-in, ma non li ho piu’ visto dopo aver passato il controllo passaporti. Mi sono diretto ai negozi, mentre loro hanno seguito i segnali di un’altra porta, benché mi sia parso strano perché non avevo mai sentito parlare di una compagnia aerea chiamata “VIP.”

No, mi sbagliavo: erano nel mio stesso volo, ma anche una volta nell’aereo non li ho piu’ visti. Sono di nuovo improvvisamente spariti e mi spiace per loro perché io sono stato abbastanza fortunato da potermi sedere nella parte posteriore dell’aeroplano, assieme al resto della mia squadra. Ho scelto un sedile centrale, che offre il vantaggio di consentirmi di parlare con le due persone a fianco a me, ed e’ anche pratico per andare in bagno.

A meta’ volo, ho cominciato ad aver fame ed anche a sentirmi un po’ sottosopra con lo stomaco, per aver mangiato troppa frutta. Ma nel menu’ non c’era niente altro che la dieta preparatami dal mio allenatore fisico mi autorizzasse a mangiare. La prossima volta, forse, scegliero’ una compagnia aerea giapponese perché e’ piu’ facile che propongano del tofu’ ed insalata di fagioli crudi. Si direbbe che gli altri membri della squadra apprezzino bere vino. Penso che debbano essere tristi di lasciare le loro famiglie dopo aver trascorso un felice inverno insieme, e che bevano per dimenticare la loro tristezza di dover restar lontano da casa per un mese, per disputare le prime quattro gare.

Prima di lasciare l’azienda, il mio addetto stampa –ehi, vi piace questo? “il mio addetto stampa”- mi ha detto che quando sarei arrivato a Melbourne ci sarebbero stati forse alcune troupe televisive locali e giornalisti dei quotidiani del posto e che avrei dovuto effettuare, forse, qualche intervista e posare per qualche fotografia. Mi ha pregato di rispondere a tutte le domande d’intervista che mi saranno rivolte. Sono sorpreso da questa carenza d’organizzazione. Non e’ il modo in cui le cose vengono fatte in Svizzera, per cui prima di partire ho cercato gli indirizzi email di queste TV fornendo loro i dettagli dle mio volo. Mi hanno risposto e sembvravano interessati sostenendo che avrebbero volentieri parlato con me per un minuto o due. Per cui, ho replicato loro che avrei potuto dedicar loro anche 20 minuti cadauno, se avessero voluto avere una visione piu’ completa delle mie opinoni sulla F1.

Alla fine, siamo atterrati a Melbourne. Mi sono sentito molto orgoglioso quando al controllo passaporti mi e’ stato detto “Benvenuto in Australia, Mister Buemi!”, dato che non pensavo di essere cosi’ famoso da queste parti, poi ho capito che avevano letto il mio nome sul passaporto. Non ci avevo mai pensato.

E’ uno scandalo. Sono stato invitato ad entrare in una stanzetta ed invitato a realizzare quella che chiamano “una completa ricerca corporale”. E’ ridicolo, ma a quanto pare ho commesso il’reato’ di portare con me 20 barrette di cioccolato Toblerone in Australia. Ho cercato di spiegar loro che si tratta di cioccolato svizzero e non semplicemente di quello che loro chiamano “foodstuff” (cibarie). Alla fine, mi hanno lasciato andare, ma si sono tenuti il cioccolato. Golosoni! Mi sono preoccupato di non vedere nessuna troupe televisiva attendermi, per cui sarei stato in difficolta’ col mio addetto stampa. Ma sono fortunato ed ho potuto rilasciare molte intervista, che daranno sicuramente una bella visibilita’ alla squadra, dato che non ho visto altri piloti rilasciare altrettante interviste del sottoscritto.

Purtroppo, la squadra si e’ scordata d’aspettarmi ed era buio quand’ho lasciato l’aeroporto. Per cui ho preso un taxi per recarmi in citta’ ed il tassista mi ha detto che siccome era la prima volta che venivo qui, mi faceva pagare la corsa solo 350 dollari australiani. Mi ha anche detto che il tasso di cambio e’ di 15,75 dollari per un euro, per cui i taxi sono chiaramente molto meno cari qui che dalle nostre parti.

Quando sono arrivato in albergo, il mio compagno di squadra, Sébastien Bourdais era gia’ sul posto e mi ha detto che siccome ero arrivato cosi’ tardi non era il caso che mi preoccupassi di svegliarmi presto l’indomani per il primo meeting tecnico in pista, e che mi avrebbe poi detto lui tutto quello che avrebbero detto gli ingegneri. Ritengo che sia veramente simpatico da parte sua e che c’intenderemo veramente bene. Mi ha dato un sacco di consigli e mi ha anche informato che Charlie Whiting, della FIA, non si cura affatto se si arriva in ritardo al briefing dei piloti. Siamo anche entrambi invitati al cocktail di ricevimento del Governatore, ma Monsieur Bourdais (come mi ha detto che posso chiamarlo) mi ha promesso che che potro’ andarci da solo, lasciandomi cosi’ l’onore di rilasciare tutte le ingterviste ed avere cose’i tutta la pubblicita’ che voglio, dato che si tratta del mio primo GP. E’ un vero gentleman. Dev’essere per questo che ha scelto di vivere in Svizzera. Credo che mi piacera’ essere un pilota di Formula 1.

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