GP di Roma: tutto quello che c’è da sapere

21 dicembre 2009 14:17 Scritto da: Davide Reinato

Ieri pomeriggio abbiamo dato in tempo reale la notizia che Ecclestone ha firmato l’accordo per la realizzazione del Gran Premio di Roma, ma oggi vogliamo tornare con la calma sull’argomento perché la storia di una corsa nella Capitale non è così semplice come alcuni vogliono farci capire. I media si sono limitati a dire che il Gran Premio si farà, ma dimenticano di dare spazio e voce a chi in quella zona ci abita da sempre e non prende neanche in considerazione l’idea di far correre i bolidi sotto casa propria.

Popolazione contro
La zona dove si snoda il circuito presentato dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è la zona nord dell’EUR. Pochi, pochissimi abitanti e tanti uffici. Ma quei pochi abitanti si fanno sentire lo stesso. In realtà, ancora prima che il circuito venisse presentato ufficialmente, c’era il dubbio che venisse coinvolta anche la Via Cristoforo Colombo, l’arteria principale dell’EUR. In quel caso, era ovvia la preoccupazione dei cittadini. Per fortuna, questa arteria non sarà neppure sfiorata e sarà normalmente aperta al traffico.

Popolazione a favore
C’è chi vuole con forza il Gran Premio di Roma, poiché potenzialmente porterebbe alla città nuove opportunità di lavoro, riqualificazione e sviluppo dell’EUR e dell’intera città. Non più solo monumenti e storia, ma anche tecnologia e sport. Un evento che potrebbe fare da biglietto da visita in vista delle Olimpiadi del 2020. Così come a Montecarlo, ci sarà gente che affitterà il proprio terrazzo o il proprio balcone a peso d’oro e nessuno si lamenterà.

Il nord Italia scatenato: “Parassiti!”
Monza sa bene che Ecclestone vuole un solo gran premio per nazionee teme che l’arrivo di Roma potrebbe in qualche modo scalzare lo storico circuito di Monza. Così, il sindaco della cittadina brianzola si scatena: “È l’ultimo atto di arroganza di una capitale parassita che da 2000 anni vive togliendo l’ossigeno alle altre città. Questo succede perché siamo stati lasciati soli a difendere il Gran premio di Monza.”
Si difende il Sindaco di Roma, Alemanno: Non è vero che sarà alternativo a Monza, ma un Gran premio integrativo e non sostitutivo. E rappresenterà un buon viatico per le Olimpiadi del 2020, nell’ottica di una proiezione internazionale di Roma. L’evento avrebbe un indotto di un miliardo di euro l’anno. Roma ha bisogno di rinnovare la sua offerta turistica e attrattiva: non soltanto archeologia e monumenti, ma anche che attrae i giovani”

Anche il circus sembra contrario…
Un altro circuito cittadino rappresenterebbe la Formula Noia che abbiamo già visto in alcune gare passate. Già il sorpasso è difficile in condizioni normali, figuriamoci in un tracciato dai lunghi rettilinei e dalle curve a gomito come quello dell’Eur: sarebbe un tira e molla continuo, con pochissime possibilità di sorpasso. Non ne vedremo neanche ai box, visto che i rifornimenti saranno vietati. Il rischio è di vedere un noioso trenino per circa un’ora e mezza di gara.
Anche Luca Cordero di Montezemolo non è contento di un nuovo GP cittadino, specie a Roma. Il Presidente della Ferrari ha fatto notare che in Italia ci sono circuiti più attrezzati e che potrebbero garantire un vero spettacolo in pista: si pensi al Mugello, Imola, Misano Adriatico e anche Vallelunga.

Altri si e altri no…
Il deputato monzese della Lega Nord, Paolo Grimoldi, si dice “Disgustato. Con tutti i problemi di bilancio di Roma, pensa a come buttare al vento altri soldi pubblici. Se la capitale si azzarderà a versare un solo euro per questa follia, faremo un esposto alla Corte dei conti”.
A sorpresa, il Consigliere Provinciale della provincia di Monza e Brianza, Luca Procaccini è a favore della proposta per il GP di Roma: “L’Italia aveva due Gp, Imola e Monza, e quest’ultimo non ha mai sofferto la competizione. Imola è ‘fuori dai giochi’ e l’Italia con Roma riguadagna il suo circo mediatico al secondo giro, dopo Monza. Bisogna smettere di essere provinciali, e occorre invece avere una dimensione globale: con Roma, l’Italia riguadagna il secondo passaggio della F1”.

Come andrà avanti questa telenovela? Al momento è bastato solo dire che il contratto d’intesa tra Ecclestone e l’amministrazione locale è stato firmato per far scoppiare la polemica. Ma il progetto, lo ricordiamo, resta in una fase embrionale. Mancano ancora tutte le autorizzazioni degli Enti Locali e bisognerà lavorare duro per riuscire a portare il Circus della F1 nella Città eterna.

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