Tecnica: i motori V8 della Formula 1

21 dicembre 2009 22:52 Scritto da: Davide Reinato

Sebbene in Formula 1 i motori siano quasi totalmente fermi per quanto riguarda lo sviluppo, ci sarebbe da parlare ore ed ore dei magnifici propulsori usati nella massima espressione dell’automobilismo sportivo. Da qualche anno, sono in uso motori a ottocilindri da 2.400 cc con specifiche uguali per tutti. In particolare, anche nel 2010, avremo propulsori V8 aspirati aventi le seguenti limitazioni:

  • Motori limitati a 18.000 giri al minuto
  • Peso minimo del motore fissato in 95 Kg
  • blocco motore costruito in lega di alluminio forgiato
  • Albero motore e bielle in ferro

Ogni motore, prima di essere montato sulla vettura, viene testato prima al banco di prova per convalidare le sue prestazioni e accertarsi che non ci siano problemi. Attualmente, un motore di Formula 1 consuma ben 60 litri di benzina ogni cento chilometri percorsi. Nel 2010, la Ferrari sta studiando un sistema per abbassare questo limite, in modo da avvantaggiarsi sul peso totale della vettura, dato che da quest’anno i rifornimenti saranno vietati.

I limiti ai motori sono stati imposti per cercare di dissuadere i team a investire troppo sulla ricerca della tecnologia migliore per vincere. Seppur sia un paradosso, da qualche anno i motori sono “congelati” e lo sviluppo consentito è veramente minimo. Uno dei motori rivoluzionari che diedero la vittoria al team che lo montava, fu quello Mercedes Benz del 1998. Era molto leggero, poiché utilizzava una lega di Berillio che garantiva alte prestazioni con un peso ridottissimo. La FIA bandì il Berillio nel 2000, poiché è altamente velenoso. Tale lega può essere usata ancora oggi sui propulsori V8, ma deve essere limitata al 5% della massa totale del motore.

Le normative che impongono i limiti ai motori hanno fatto “cilecca” in un certo senso. Infatti, come dicevamo poche righe sopra, lo sviluppo consentito è minimo, ma possibile. Pensavate che un top team non riesca ad aggiungere qualcosa in più al proprio motore, passandolo per un aggiornamento di affidabilità? E’ quello che hanno fatto Ferrari e McLaren all’inizio del 2008, costringendo così la FIA a rivedere un po’ i regolamenti per il 2009.

Anche con lo sviluppo fermo, un motore di Formula 1 resta qualcosa di meraviglioso da ascoltare. Il V8 da 2.400 cc attualmente in uso, riesce a sviluppare 780 cavalli a 20 mila giri al minuto, ma essendo limitato, ne eroga solo 720 a 18 mila giri al minuto.

Un motore di Formula 1 ha un’efficienza termica molto bassa, dunque il raffreddamento diventa indispensabile per un corretto funzionamento. Funziona un po’ come nella nostra vettura da strada: l’aria entra dalle prese d’aria e attraverso il radiatore va a raffreddare le varie parti del motore. Tuttavia, a causa dello spazio ridotto delle prese d’aria su una vettura di Formula 1, il posizionamento dei componenti avviene in maniera completamente diversa alle tradizionali vetture. A tal proposito, vogliamo sfatare una credenza popolare: la presa d’aria sopra la testa del pilota non viene usata per il raffreddamento del motore, bensì viene utilizzata dai cilindri del motore per essere miscelata con il carburante per la combustioe.

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