Le scuderie fantasma: una moda ancora viva.

30 dicembre 2009 12:16 Scritto da: Davide Reinato

In questi giorni non si fa che parlare della StefanGP, un team che probabilmente non verrà mai alla luce, frutto più di una mera operazione di marketing che dell’effettivo interesse a prendere parte al Mondiale di F1. In tema di squadre nate solo sulla carta, ci sono tornate alla mente alcune avventure mai andate in porto tra gli anni ’80 e ’90. Oggi, ripercorriamo qualche famoso tentativo di ingresso in Formula 1, finito male.

Trussardi F1. Le scuderie fantasma vanno di moda oggi come all’epoca. Sulla scia della Benetton, anche la Trussardi voleva tentare la stessa avventura, decidendo di far debuttare nel 1987 una sola monoposto. Ma in realtà, l’operazione era solo un semplicerebranding del team Middledrige e il Patto della Concordia vietava azioni di questo tipo. Così, il  team Trussardi F.1 non corse neppure una volta.

Lola. Tra le misteriose Scuderie fantasma dei primi anni novanta c’è indubbiamente la Lola. Nel 1994 e nel 1995, il team inglese era intenzionato ad entrare in formula 1 e portare una grande innovazione: eliminare il classico cofano motore per ridurre ancora di più la resistenza all’aria. Il progetto in questione era la Lola T95/30 ma non vide mai la pista e la vettura fu poi venduta ad un collezionista. Il team inglese ci riprovò nel 1997, presentandosi alla prima gara del mondiale con Larini e Rossett come piloti e uno sponsor importante come MasterCard sulle fiancate. Fecero solo qualche giro tra prove libere e qualifiche, poi fine della storia. Uno dei flop clamorosi che la F1 ricorda meglio nell’era moderna.

Dome F1. Questa doveva essere la squadra che avrebbe dovuto garantire il futuro nipponico in F1. Nel 1996, sembrava che tutto andasse per il verso giusto: la vettura era nata bene e fu subito veloce nei test che si effettuarono. Nata dalla mente di Akiyoshi Uko, la Dome approdava in Formula 1 dopo anni ed anni di esperienza nella costruzione di motori Honda e Yamaha per altri team. Il pilota designato era Apicella, talento italiano che aveva fatto la sua fortuna nel Sol Levante, e il motorista sarebbe stata la Mugen Honda. Eppure, qualcosa non andò per il verso giusto e il progetto della formula 1 si fermò misteriosamente. Alcuni sostengono che il progetto andò distrutto in un incendio durante uno dei test, altri affermano che il vero problema sia stato un conflitto interno della Mugen – Honda. Resta il fatto che la Dome continuò a realizzare auto per altre categorie, ma non fece mai il suo debutto nella massima formula. Eccovi un video che riassume la loro storia. (E’ in giapponese, ma rende l’idea).

Honda. Ebbene si, anche loro fecero un gran lavoro prima di rilevare la BAR anni dopo. Honda provò ad entrare come costruttore in F1 già nel 1993 e poi tentò nuovamente nel 1999. In quest’ultima occasione, con Jos Verstappen alla guida durante i test, facevano tempi da metà classifica ma il progetto non partì ugualmente.

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