Brembo: “Vettel non ha avuto problemi ai freni”

31 marzo 2010 16:26 Scritto da: Antonino Rendina

Tre giorni dopo la conclusione del Gran Premio di Australia, compiuti i doverosi accertamenti, la Brembo si difende. Quando a metà gara Vettel si è ritirato insabbiandosi alla curva 13 tutti hanno parlato della rottura del disco dei freni della ruota sinistra.

Lo stesso pilota, visibilmente seccato per il primo ritiro stagionale e per la seconda vittoria sfumata per colpe non sue a caldo ha parlato così ” ho avuto un problema ai freni, la vettura è andata dritta, mi sono rotto le palle di guasti meccanici perchè andando avanti così è impossibile vincere…”

Con un comunicato stampa apparso sul proprio sito la casa italiana ha categoricamente negato la rottura dell’impianto frenante sulla vettura n.5;  si legge in questo “per quanto riguarda il ritiro del pilota della Red Bull Sebastian Vettel nel Gran Premio d’Australia, Brembo comunica che l’uscita di pista avvenuta alla curva 13 non è stata causata da un problema al sistema frenante, come invece è stato segnalato da alcuni organi di informazione. Sebastian Vettel si è ritirato a causa di un problema di guidabilità creato da un errato accoppiamento tra l’asse anteriore sinistro e la ruota. Le indagini svolte dopo la gara hanno rivelato che il dado della ruota era stato stretto correttamente, ma hanno escluso anche tutte le altre possibili cause. Il team ha comunicato che allo stato attuale sta studiando una serie di soluzioni  che possono essere attuate per il Gran Premio della Malesia”

I freni della Red Bull, quindi, funzionavano benissimo, Vettel ha avuto problemi alla ruota; più esattamente si è rotto l’accoppiamento fra il mozzo e il cerchio probabilmente a causa di una coppia di bulloni difettosi.
Purtroppo sarà difficile capire, anzi sapere, se un guasto alla ruota così grave rappresenti soltanto un episodio isolato o sia la conseguenza di un difetto strutturale del telaio e quindi si tratti di un errore progettuale.

La RB6 come prestazione si è dimostrata un fulmine, 2 pole in 2 gare e il giro più veloce di Webber ad Albert Park, con Vettel che senza problemi di affidabilità avrebbe potuto vincere due gare.
Ma allo stesso tempo la creatura di Newey è fragile, pagando tutta in affidabilità la grande esasperazione aerodinamica che è il marchio di fabbrica del geniale progettista inglese.

Se questa Red Bull sia una macchina destinata a fare scuola o l’ennesima promessa non mantenuta ce lo diranno soltanto le prossime gare, a partire dalla Malesia, pista con cordoli alti che mettono a dura prova il telaio…

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