La Red Bull come Duracell: “dura di più”!

Come volevasi dimostrare: alle Red Bull mancava l’affidabilità? Bene, adesso ce l’hanno, e per gli altri restano a disposizione solo i piazzamenti dal terzo in giù. È stato di parola Chris Horner, predicava pazienza e prometteva un progresso nelle prestazioni e, soprattutto, nell’affidabilità delle vetture del suo team, e così è stato. Le Red Bull in Malesia durano di più e vincono.

Avevamo già detto che per prestazioni dei piloti e della macchina alla Red Bull fossero già una spanna sopra gli altri, come anche per furbizia nell’impostare la tattica in qualifica e quindi in gara, qui a Sepang. C’eravamo lasciati sull’incognita dell’affidabilità che finora, in questo primo scampolo di stagione, stentava ad arrivare per le vetture disegnate da Adrian Newey.

Arrivata l’affidabilità è arrivata anche la doppietta. Un progressivo crescendo quindi per la scuderia anglo-austriaca. Inversamente proporzionale invece l’involuzione della Ferrari: partita da una bellissima doppietta in Bahrain e finita qui in Malesia con un week end pieno di errori e di problemi. Gli errori, gravi e grossolani, sono cominciati già alla Q1 in qualifica. I problemi riguardano invece i dubbi sui motori che continuano a destare qualche preoccupazione circa il loro surriscaldamento e la loro resa.

 

Questo non significa che comunque la prestazione delle Rosse sia da buttare, anzi. Vista la partenza i due ferraristi hanno portato avanti una lunga rimonta, a tratti dal profilo notevolmente alto, dal punto di vista prestazionale. Ma ancora una volta si finisce con l’amaro in bocca. Con quel sapore agrodolce (stavolta più agro che dolce in verità) di chi sa di avere un ottimo potenziale che però non si è riusciti a sfruttare. Per potenziale intendiamo quello della vettura e delle prestazioni di cui si dimostra capace, così come quello dei piloti, visto che il più virtuoso dei due (Alonso) è rimasto a bocca asciutta, mentre Massa (più regolare e meno strapazza-motore) è balzato in testa al mondiale, ma è un primato che non fa sorridere affatto. Sono più i punti (e forse anche qualche certezza) persi che non quelli guadagnati. Ancora una volta, come già avevamo notato e sottolineato, la pista ci restituisce un Massa che purtroppo per qualche tratto ha frenato un’arrembante Alonso che, ha dispetto del flop, sembra comunque il candidato del Cavallino all’iride.

Tengono botta le McLaren, con una gran bella prestazione di Hamilton e un Button più sulla difensiva, al quale non riesce il trucchetto australiano nella scelta delle gomme. Un “bravo” reale a Massa, che è riuscito a sorpassarlo; un “bravo” virtuale ad Alonso che ci ha provato… ma per vincere sul serio serve ben altro, bisogna volare, non arrancare, e per volare servono “le ali”.

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