Ferrari pronta per la Cina: parla Marmorini

15 aprile 2010 15:17 Scritto da: Antonino Rendina

Un obiettivo, anzi un patto quello siglato fra gli uomini di Maranello che faranno di tutto per rispettarlo; la Ferrari vuole finire la “stagione asiatica” in testa a entrambe le classifiche iridate in attesa dei soliti, importanti, sviluppi che tutte le scuderie presenteranno tra tre settimane al Gp di Spagna che apre la fase clou del campionato.

La stagione della Rossa è iniziata bene, inutile nascondersi, dopo il disastroso 2009 essere in testa alle graduatorie dopo tre gare è un grande risultato. C’è però il fantasma dell’affidabilità che a ragion veduta spaventa i tifosi. Due i motori cambiati da Alonso in tre gare più uno che ha ceduto. La vettura è veloce ma bisogna arrivare al traguardo per conquistare i punti necessari a vincere,  Red Bull docet.

Massa e Alonso hanno mostrato ottimismo negli stralci di interviste che hanno rilasciato fra una piccola vacanza e i tanti viaggi che stanno affrontando.

Felipe, leader del mondiale,  continua a ripetere che non aveva mai iniziato una stagione così bene; il suo rendimento quindi può soltanto migliorare e il probabile rinnovo contrattuale non fa che consolidare la sua posizione all’interno del team.

Fernando abbandonata la sua innata prudenza  continua invece ad affermare nelle sue dichiarazioni che la F10 è una macchina velocissima e che in Cina lotterà per la vittoria. Comprensibile il suo ottimismo  figlio forse  dell'”impresa” compiuta in Malesia, dove ha realizzato quasi il best lap facendo la doppia debraiata a ogni scalo di marcia.

A tranquillizare i tifosi sul capitolo motori e quindi in generale sull’affidabilità delle vetture del Cavallino ci pensa invece Luca Marmorini Ingengere Capo del Reparto Motori di Maranello, il responsabile dei propulsori in poche parole.

Ecco le sue parole in vista della trasferta cinese: “Abbiamo svolto un’approfondita indagine su quello che è accaduto nelle ultime settimane e possiamo essere certi che non c’è nulla in comune fra le due situazioni. In Malesia il motore di Fernando si è rotto a causa di un cedimento di un componente strutturale, una cosa che non era successa nei test invernali. Pensiamo che abbia avuto un ruolo l’anomalo utilizzo del propulsore determinato dal problema al cambio verificatosi sin dall’inizio della gara. Inoltre, non c’è nessuna correlazione con i guasti avuti dalla Sauber nell’ultima gara, dovuti a problemi con dei sensori elettronici.

In base al regolamento, ogni pilota può usare otto motori durante il campionato senza incorrere in penalità e il piano di utilizzo delle unità viene programmato attentamente. Come misura precauzionale avevamo ad esempio deciso di non usare i motori impiegati in gara in Bahrain nel Gran Premio successivo, in Australia, ma saranno utilizzati in Cina una volta valutatene con attenzione le condizioni dopo quanto era accaduto a Sakhir. Sono contento perché credo che il nostro pacchetto sia veloce, anche se si può sempre andare più forte.  Il nostro ritmo di gara è motivo di soddisfazione: possiamo fare di più per avere ancora un po’ più di prestazione, pur lavorando nei limiti di quanto consente il regolamento in vigore.
Il nostro lavoro è focalizzato ovviamente su affidabilità e consumi, come detto in precedenza ma lavoriamo anche insieme ai nostri colleghi del telaio per vedere come migliorare l’installazione del motore e dei suoi accessori in modo da permettere sviluppi in altre aree del pacchetto, come l’aerodinamica, che possono dare prestazione durante la stagione.

Shanghai lo descriverei come un circuito medio: è vero che c’è un rettilineo molto lungo ma non è un problema particolare per il propulsore, inoltre, la temperatura dell’aria di solito non è molto elevata, il che rende la vita più facile ai motori.”

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