Sicurezza dei telai: c’è un margine di miglioramento?

L’incidente di Fernando Alonso nelle prove libere del GP di Monaco ha evidenziato come il telaio di una monoposto di Formula 1 sia tanto resistente quanto delicato in certi frangenti. L’impatto contro le barriere da parte dello spagnolo si è verificato a basse velocità, poco superiore ai 90 km/h. Eppure, il  telaio è stato danneggiato a causa dell’angolo di impatto: i puntoni delle sospensioni hanno forato un punto d’attacco, andando a rendere il telaio non riparabile sul momento e, addirittura, da Maranello hanno comunicato che è inutilizzabile.

Questo ci consente di aprire una finestra sui crash test imposti dalla FIA alle squadre per il 2010. Il regolamento di quest’anno prevede, come ben saprete, un serbatoio più grande per contenere tutta la benzina necessaria per affrontare un intero GP e questo ha innalzato il peso complessivo della monoposto a pieno carico, oltre che aumentarne il volume. I nuovi test sono stati effettuati per migliorare la sicurezza dei piloti anche modificando il regolamento tecnico.

La resistenza del telaio da quest’anno viene verificata con un crash test frontale ancora più severo, in grado di valutare se questo è in grado di sopportare l’urto frontale con i nuovi pesi. L’obiettivo era di assicurare uno standard di sicurezza come quello dell’anno passato, ma con vetture notevolmente diverse. Obiettivo non facile che però, è stato raggiunto… almeno sulla carta.

In particolare, la prova consente di lanciare il telaio verso due serie di tubi che hanno il compito di simulare gli ostacoli che una vettura potrebbe incontrare durante l’impatto nella realtà. Questi tubi producono una forza combinata di 36 tonnellate sul telaio e il tutto deve resistere ad una decelerazione di 40G, che sale fino a 60G a serbatoio pieno.

Ovviamente questa è solo una delle prove effettuate sul telaio. Infatti, la cellula di resistenza deve resistere a tre prove dinamiche e a quattro prove statiche, concentrate in zone diverse del telaio. Per esempio, quando viene testata la tenuta laterale del telaio, viene lanciato un ariete dallo stesso peso di una vettura di F1 a pieno carico contro il telaio da testare, ad una velocità di 10 metri al secondo. In questo caso la scocca deve assorbire l’urto in modo da non provocare al pilota una decelerazione superiore ai 20G.

Pensate a quanto avvenuto a Kubica nel 2007 con la sua BMW. In quel caso, la decelerazione frontale fu di 7G, mentre quella laterale di ben 19G. E nonostante questo, il pilota risultò illeso. Tuttavia, progettare un telaio sicuro e allo stesso tempo efficiente è compito assai arduo, dato che ogni minima modifica nella progettazione provoca una variazione al complesso sistema aerodinamico.  Allo stesso tempo, fallire un crash test della FIA equivale a buttare milioni di euro, ed è per questo motivo che tutte le squadre si adeguano e conducono crash test privati prima di sottoporsi a quelli ufficiali della Federazione.

Eppure, nonostante questi test rigorosissimi, è bastato un angolo d’impatto particolare per danneggiare un telaio, tra l’altro in modo irreversibile, picchiando anche solo a 90 km/h. E’ ovvio che i test servono per la sicurezza dei piloti, che qui è garantita, ma se un puntone della sospensione riesce a forare così un telaio, cosa potrebbe accadere se questo arrivasse altrove? Sicuramente uno spunto interessante per la FIA per cercare di migliorare ancora di più le attuali monoposto di F1 che, grazie al cielo, sono sempre più sicure.


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  • wewe 25 maggio 2010 alle 17:11

    ma basta, ma favorite le prestazioni cavolo, vengono pagati 15-20 milioni di euro l’anno tranne shumi e raikkonen che sforavano i 50 di netto, e tutto questo per stare al sicuro ? e poi cos’ altro vogliono lo stereo e una sedile auto massaggiante e aria condizionata ? ma piantatela !

    è giusto che rischino la vita, se non gli piace la porta è quella, stop !

    • Gilius 30 maggio 2010 alle 22:59

      Che ragionamento da ignorante!

  • mauro 20 maggio 2010 alle 21:01

    Essendo le auto di quest’anno più pesanti a pieno carico, ed essendo le sospensioni così delicate, perchè non avere la sezione anteiore della cellula di sopravvivenza di sezione tettangolare (Rapporto lunghezza /larghezza 3/1) anzichè quadrata?
    Si avrebbe una protezione maggiore perchè ci sarebbe un muso diverso, con più materiale ad assorbire gli urti, i bracci delle sospensioni più corti e quindi più resistenti e gli aerodinamici potrebbero sbizzarrirsi e creare, creare e creare.

    • mauro 20 maggio 2010 alle 21:02

      scusate… intendevo lunghezza/altezza.

  • Traffyk 20 maggio 2010 alle 20:03

    Che rimettessero i rifornimenti in pista per due motivi, uno il peso della vettura nettamente inferiore, due più spettacolo visto che è assurdo dover aspettare l’ultima parte di gara per poter stabilire dei giri veloci.

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  • Alessio 20 maggio 2010 alle 18:48

    Sono convinto che certamente migliorerà ancora sulla sicurezza dei telai, per quanto riguarda la botta di Alonso a Monaco, credo che il danno sia stato così grosso perchè nel punto in cui è uscito mi è sembrato, guardando il camera car, che il guard rail cambiasse un po’ curvatura e così l’impatto è stato più “frontale” che “laterale” determinado probabilmente maggiore decelerazione di quanto si potrebbe immaginare.
    Ad ogni modo le gambe del pilota erano al sicuro in quanto se, non vado errato per regolamento, proprio in virtù dell’incidente di Kubica (scocca “intatta” ma i piedi dondolavano nel vuoto…), i piedi e gambe sono ancora più protetti e gli attacchi delle sospensioni devono essere ad una determinata distanza.
    Infine, credo che il telaio di Alonso, almeno guardando le immagini Tv, non mi pareva essere “distrutto”, probabilmente erano saltati gli attacchi della sospensione in maniera tale da non poter essere riparati o, anche potendo essere riparati, non avrebbero dato la necessaria sicurezza…
    Ma qui ovviamente siamo nel campo delle ipotesi….bisognrebbe poter vedere il telaio di persona.