Schumacher fiducioso tra pochi punti e hobby pericolosi

16 luglio 2010 13:50 Scritto da: Antonino Rendina

Michael Schumacher è impaziente di correre per la prima volta come pilota Mercedes il Gran Premio di Germania, da lui già vinto quattro volte, nel 1995 con la Benetton Renault e nel 2002,2004 e 2006 con la Ferrari. Nelle dichiarazioni del tedesco trapela sempre un certo ottimismo e una certa serenità che fanno da contraltare a quelli che sono in realtà i suoi risultati in pista dopo il ritorno alle corse in questa stagione 2010.

“Non vedo l’ora di correre a Hockenheim dove cercherò di fare del mio meglio per i tanti tifosi che verranno a supportarmi. Il Gran Premio di Germania è speciale per qualsiasi pilota tedesco, io l’ho corso tante volte e l’ho vinto ma questa volta si tratta del primo gran premio di casa da pilota Mercedes e credo sarà emozionante guidare davanti a tutti i dipendenti Mercedes e ai nostri partners e tifosi; il pubblivo nella zona del Motodrom è fantascico, io sono motivatissimo e mi aspetto di fare una grande gara, sono convinto che gli aggiornamenti sull’auto che porteremo funzeranno al meglio e mi permetteranno di essere competitivo perchè il mio desiderio è quello di correre da protagonista questa gara e conquistare un bel risultato”

Risultati dicevamo e quindi numeri, quelli del ritorno, impietosi per il fenomeno tedesco, distrutto nel confronto interno con il suo compagno di squadra; soltanto 36 punti infatti raccolti da Schumi in 10 gare contro i 90 di Nico Rosberg, zero podi per Michael contro i tre di Nico. Con i vecchi punteggi il kaiser avrebbe totalizzato 13 punti soltanto in 10 gare; lui che, analizzando però per forza di cose questi dati statistici in base al vecchio sistema di assegnazione dei punti iridati, aveva la spaventosa media in carriera di 5,5 punti a gran premio mentre in questa stagione ha abbassato tale virtuale media a 1,3 punti a gara.

Mai apparso in palla, mai tonico dal punto di vista dell’aggressività nei duelli o nei tempi sul giro, questo nuovo Schumacher sembra tanto un pilota qualsiasi, uno dei tanti, con buona pace dei ricordi e della memoria collettiva, annebbiati gli uni e annebiata l’altra, con tutti gli appassionati increduli e quasi dimentichi di quelle che sono state forse tra le più grandi imprese della storia di questo sport.

Ma Michael è sereno, crede negli aggiornamenti e nella possibilità di disputare un Gran Premio all’altezza della sua fama; intanto però non perde occasione per scorazzare in pista con la sua Honda Sbk 1000, a Digione stavolta e in compagnia dell’amico Badoer. In Mercedes si dicono tranquilli per la passione a due ruote del tedesco ma viene da chiedersi dove è la metodicità, l’applicazione e la concentrazione dentro e fuori dall’abitacolo di Michael Schumacher se alla vigilia di un Gran premio importante per la sua squadra preferisce comunque distrarsi con un hobby pericoloso e sconsigliatogli dai medici.

Ma forse le grandi doti mentali appena citate appartenevano allo Schumi prima-del-ritiro e non a quello dopo-il-ritorno; come se fosse ora di tracciare una linea temporale e capire che ciò che è stato forse non potrà più essere…

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