Lauda spera in una sanzione magistrale per la Ferrari

20 agosto 2010 13:49 Scritto da: Davide Reinato

L’otto settembre si avvicina. In quella data, il Consiglio Mondiale della FIA deciderà se inasprire la pena contro la Ferrari per il gioco di squadra andato in scena al Gran Premio di Germania. Molti i pareri espressi sull’argomento che tiene banco da un mese ormai e ancora oggi crea tensioni nell’ambiente. In una intervista pubblicata sul sito ufficiale della Formula 1, Niki Lauda attacca duramente la gestione sportiva della Ferrari.

L’ex pilota della Scuderia di Maranello si scaglia letteralmente contro la rossa: “Quello che ha fatto la Ferrari in Germania è contro il regolamento. O le regole sono cambiate oppure tutti le devono rispettare. Ciò che hanno fatto è sbagliato e meritavano una punizione immediata, che daranno al Consiglio Mondiale, questo è certo”.

Sembra quasi che Lauda voglia anticipare il verdetto della Federazione. Secondo pareri più lucidi di quello dell’austriaco, la Ferrari potrebbe essere esclusa dal campionato costruttori 2010. Tra i sostenitori di questa teoria c’è anche l’opinionista inglese James Allen, che raggiunto telefonicamente qualche giorno fa ci ha dato un suo punto di vista in merito.

Non vorremmo sminuire le parole di Lauda, ma andando a rivedere tutte le sue “uscite” pubbliche – alcune delle quali ridicole – potrebbe trattarsi della solita dichiarazione per finire in prima pagina. E, al momento, sembra esserci proprio riuscito.

Niki ha anche aggiunto: “Ci sono due modelli per correre come squadra: la Ferrari adotta un approccio politico, mentre la Red Bull da uguali possibilità ai suoi piloti. Questo è un sistema che attira le folle, mentre i risultati combinati prendono in giro i tifosi”. Che la memoria stia cominciando a fare acqua da tutte le parti? Non dimentichiamoci che gli ordini di scuderia sono sempre esistiti e continuano ad esistere nonostante una regola scritta.

E lo stesso Lauda lo sa bene. Perché 35 anni fa, si è comportato nello stesso modo che adesso definisce “una vergogna”. Il suo essere numero uno in Ferrari all’epoca di Regazzoni non fu certo una scelta tutta del cavallino e questo sembra averlo dimenticato. Insomma, a parlare da fuori siamo tutti bravi, ma se ognuno di noi ricoprisse un ruolo all’interno del muretto della Rossa, probabilmente avrebbe agito allo stesso modo.

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