La Ferrari affonda nell’acqua di Spa…

29 agosto 2010 16:56 Scritto da: Andrea Carrato

Spa-Francorchamps sarebbe dovuta essere la prima delle sette finali – così Fernando Alonso ha definito le ultime sette prove in occasione del Gp di Budapest – per concretizzare in modo definitivo la rimonta Ferrari. E’ andata male!

E peggio non poteva andare: in difficoltà sin dalle qualifiche, che gli sono valse un deludente decimo posto (l’ultimo della Q3…), l’asturiano già al primo giro  si è visto piombare  addosso l'”espertissimo” Barrichello, 300 gran premi e forse altrettanti errori. Un incidente di gara nel quale le colpe di Fernando sono assolutamente nulle, ma probabilmente una posizione in griglia migliore gli avrebbe permesso di star fuori dai normali grovigli di metà classifica, specie con il meteo così capriccioso.

Di lì in poi l’odissea, il pit-stop anticipato con conseguente sostituzione degli pneumatici, gli “strateghi” della casa di Maranello hanno deciso di montare quelli intermedi, non ha portato i risultati sperati. Scelta azzeccata, anzi azzeccatissima pensando alla posizione di Alonso e guardando il cielo che in alcune zone della pista (lunga ben 7 km) era tutt’altro che limpido – un po’ come il finale di domenica che si apprestano a vivere in casa Ferrari – peccato solo che nel giro di neanche due tornate sia tornato a splendere il sole, o quasi… Tutto vano!

Rientrato nuovamente ai box per montare le gomme dure il pilota spagnolo ha cercato di dare il meglio di se, esibendosi in una rimonta che lo ha visto protagonista di numerosi sorpassi. Di Grassi, Yamamoto, De La Rosa, Trulli e Liuzzi i suoi avversari. Piloti rispettabilissimi, se non fosse che dispongono di un mezzo evidentemente meno prestazionale della sbiadita Rossa di Maranello. Insomma, un lavoro di routine e quasi un gioco da ragazzi per Fernando, che li ha sopravanzati (o almeno avrebbe dovuto considerando il bel duello con Vitantonio) con estrema semplicità.

Risalito fino all’ottavo posto (Kobayashi era “imprendibile”), che gli avrebbe regalato tre punti iridati, Alonso con assetto da bagnato, ma con le sole condizioni asciutte a lui favorevoli (dato il pit-stop non ancora effettuato dal duo Mercedes), su pista bagnata avrebbe dovuto dare il massimo. Al 38esimo giro ha però deciso di parcheggiare, dopo uno spettacolare 180 gradi con tanto di picchiata nelle barriere di gomma.

La sciagurata gara di Fernando ha messo in ombra quella abbastanza positiva di Felipe Massa, partito sesto e arrivato quarto, mai seriamente in grado però, battute iniziali a parte, di lottare per il basso gradino del podio. Il brasiliano, che dopo la gara di Hockenheim ha perso il sorriso, non si è comportato malissimo, forse la monoposto non gli permetteva più di tanto, ma si è reso autore di una corsa alquanto anonima, priva di emozioni.

I tempi di Ross Brawn (quello vestito di rosso che mangiava la banana) sembrano molto lontani, e probabilmente lo sono per davvero, ma una scuderia con la storia della Ferrari non può permettersi così tanti svarioni. Gli errori di Alonso, prima punta del team e unico in grado di lottare ancora per il titolo (parliamo di matematica ovviamente…), iniziano a pesare parecchio, quelli del team seguono a ruota. Il suo rivale di sempre, Lewis Hamilton, spesso protagonista di clamorose defaiance raccoglie molto di più. Sarà solo fortuna?

Qualcosa a Maranello deve cambiare…

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