Sale la tensione per il Consiglio Mondiale

7 settembre 2010 19:30 Scritto da: Andrea Carrato

Il Mondiale 2010 può decidersi a Monza per la Ferrari, con ben sei gare di anticipo? Nonostante il quinto posto occupato da Fernando Alonso, che tutto assicura meno che l’iride,  la risposta (ahinoi) pare essere affermativa.

Domani infatti si riunirà il consiglio Mondiale della Fia, guidato non dal presidente della Federazione Jean Todt (suo figlio Nicolas è il manager di Massa ndr) ma da un suo vice, per l’indagine aperta dopo il Gp di Germania sul presunto gioco di squadra tra Alonso e compagno.

La casa di Maranello ha già ricevuto una multa di 1oo mila euro per aver violato l’articolo 39.1 del regolamento redatto della Fia, il quale vieta qualsivoglia tipo di azione tesa a favorire un pilota piuttosto che un altro.

Gli scenari che si apriranno domani 8 settembre dopo l’audizione potrebbero essere vari e molteplici. La Ferrari porterà a sua difesa la tesi che nessun pilota ha ricevuto danni consequenziali a questa manovra e che soprattutto non è mai partito via radio alcun ordine esplicito riguardante uno scambio di posizioni.

  • L’ingegnere di Massa Rob Smedley testualmente diceva:

“Ok so Fernando is faster than you! Do you confirm that you understood that?”

  • Massa dopo la comunicazione alzava il piede lasciando sfilare il compagno.

La casa del Cavallino Rampante potrebbe essere privata, nella classifica costruttori, dei punti conquistati in Germania, in tal caso le conseguenze della pena sarebbero non drammatiche dato il rassicurante margine sulla Mercedes Gp, al momento staccata di 104 punti.

C’è chi giura, però, che alla Ferrari vengano cancellati tutti i punti della costruttori, costringendo il team a chiudere la stagione in ultima posizione. La situazione in questo caso sarebbe ben più complicata, l’ultima piazza causerebbe una perdita stimata in oltre 10 milioni di euro, mica spiccioletti!

In questo caso gli avvocati in rosso sarebbero già pronti a ricorrere alla Giustizia Civile, abbandonando l’ambito sportivo. Se tale fosse il grado di penalità inflitto, la Ferrari potrebbe addirittura minacciare di lasciare la Formula 1 per dedicarsi ad altro. Sarebbe un prezzo da pagare altissimo per tifosi, appassionati e per lo sport in generale, che si vedrebbe privato di un’azienda che da decenni regala sogni ed emozioni.

Qualunque sia il verdetto del Consiglio Mondiale è certa una cosa. Il regolamento in Formula 1, la categoria che meglio esprime (o esprimeva…) il concetto di serietà, precisione e amore per il particolare, deve cambiare. Non è più possibile dover fare i conti, di domenica in domenica, con reclami, giudici di gara, avvocati e quant’altro. Bisogna tornare alle lotte vere, quelle consumate in pista e non in tristissime aule di tribunali, sportivi e non.

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