Monza: domina l’F-Duct

10 settembre 2010 17:54 Scritto da: Andrea Carrato

L’edizione 2010 della gara di Monza passerà sicuramente alla storia come quella più caratterizzata dall’aerodinamica, ma soprattutto dalle decisioni/indecisioni relative all’ormai celeberrimo F-Duct.

La Mercedes Gp, con una scelta che non stupisce più di tanto dati i problemi di messa a punto avuti col sistema, si è presentata senza condotto e munita di un’ala decisamente scarica. Nelle libere della mattina, quando il sette volte campione del mondo per primo è uscito dai box, tutti sono rimasti abbastanza sorpresi dall’alettone posteriore montato sulla sua freccia d’argento.  La limitata larghezza del profilo alare fa si che, in sostituzione dell’F-dotto, il carico sia davvero basso, creando non pochi problemi di stabilità, soprattutto al posteriore in frenata. Il tedesco non è stato infatti incisivo in nessuna delle due sessioni ed è stato protagonista anche di un lungo alla prima chicane.

Di contro la Ferrari è arrivata a Monza senza paventare neanche lontanamente l’ipotesi di non montare il condotto magico. In mattinata le due Rosse (settima e ottava) non hanno brillato particolarmente, ma nelle seconde libere pare abbiano trovato il giusto assetto riducendo il carico aerodinamico. Anche alla casa di Maranello però i problemi, molto probabilmente derivati da questa scelta più “estrema”, non si sono fatti attendere. Felipe Massa, mettendo una ruota all’esterno, mentre era in parabolica a circa 240 km/h ha rischiato di sbattere violentemente contro le barriere di gomma, ma è stato bravo e pronto a gestire il sovrasterzo nella gaia, per poi rientrare ai box e terminare in anticipo la sessione.

Più indecisa la McLaren che ha provato entrambe le soluzioni. Prima Hamilton, nelle libere 1, poi Button hanno girato con l’ala stallata. La sensazione è che nel team di Woking ci sia molto equilibrio in tutte le circostante, nonostante le libere del pomeriggio siano state appannaggio del tedeschino della Red Bull: la scelta non sarà certo facile. La McLaren tuttavia sembra essere avvantaggiata, seppur di poco, rispetto a Ferrari e Red Bull.

Curioso il sistema messo appunto dal solito Adrian Newey per studiare i flussi d’aria in azione nella zona posteriore della vettura. Sebastian Vettel, dominatore del secondo turno, è uscito dai box con la monoposto ricoperta da una strana vernice verde, utile per gli studi fluidodinamici tesi a capire quale particolare dell’ala dovesse non rendere al massimo (una trovata all’apparenza banale, ma decisamente ingegnosa e precisa nei risultati). Nel finale il box austriaco ha vissuto attimi concitati per un presunto problema meccanico al motore di Mark Webber. Una perdita d’acqua lo ha obbligato a fermarsi a ridosso della parabolica per evitare ulteriori danni al propulsore e all’intero sistema di raffreddamento.

Al momento è senza voto (o per essere più cattivi un bello zero lo meriterebbe) la giornata dell’HRT. Il nipote del mitico Ayrton, visibilmente provato ed annoiato dalla situazione, è stato più volte costretto a scendere dalla monoposto in panne.

In conclusione possiamo senz’altro dire che l’F-Duct, nonostante il tira e molla delle scorse settimane, anche a Monza garantisce un buon vantaggio. Permette di avere più carico (quando non attivato) nelle parti più guidate e soprattutto nelle brusche frenate e al contempo scaricare la vettura sui lunghi rettilinei.

AGGIORNAMENTO: Nelle libere 3 di questa mattina Jenson Button, quinto in griglia, ha utilizzato l’F-Duct, così come il suo compagno Lewis Hamilton. Confermata in Ferrari la configurazione più scarica che ha permesso ad Alonso e Massa di chiudere terzo e quarto (rispettivamente a + 0.146 e + 0.150 secondi). Problemi al motore, probabilmente di natura elettronica (non si pensa ai problemi di raffreddamento avuti ieri), per la Red Bull di Mark Webber.

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!