Alonso espugna Monza, è nel cuore dei tifosi!

12 settembre 2010 16:20 Scritto da: Andrea Carrato

Quanto contano le libere del venerdì, quelle del sabato e i centesimi delle qualifiche? Evidentemente tanto! Sono fondamentali per mettere a punto le strategie di una gara che, in un autodromo dipinto di Rosso per una vettura che del Rosso ha fatto la sua filosofia di vita, dev’essere perfetta.

Fino ad ora la Ferrari ha disputato una stagione non al massimo delle sue potenzialità, costellata da tanti (forse troppi…) errori e da quel pizzico di sfortuna che non ha aiutato la Rossa nei momenti in cui ce ne sarebbe stato davvero di bisogno.

Abbiamo criticato aspramente il  team di Maranello e non abbiamo risparmiato nessun attacco quando l’abbiamo ritenuto opportuno, ma oggi Domenicali, Alonso, Massa e soprattutto i meccanici hanno rispedito, con la forza che solo i campioni sanno tirar fuori al momento opportuno, tutte le critiche al mittente.

E’ vero, Monza è una pista favorevole alle caratteristiche della Ferrari, Hamilton ha fatto un errore – da lui stesso confermato – al primo giro e le Red Bull sono state costrette a correre in difesa, una gara sulla carta semplice e scontata. Non è stato tutto così liscio però, Fernando Alonso in partenza ha avuto qualche (solito) problemino con la frizione e Jenson Button (tamponato senza conseguenze da Alonso), non un re negli spunti da fermo, si è infilato, andando a prendersi la testa alla prima chicane.

Altro errore di Alonso? Altra leggerezza che poteva costare al team l’ennesimo weekend da musi lunghi? A voler trovare il pelo nell’uovo sì, ma se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, non c’è miglior occasione affinché questo “teorema” trovi la più corretta delle dimostrazioni.

Il lavoro dei meccanici al pit-stop è stato semplicemente stupendo, 3.4 secondi è un tempo da guinnes, la difesa della posizione, a gomme fredde, di Fernando su Button un autentico capolavoro. L’asturiano ha mostrato al pubblico, nella giornata forse più importante di questo primo anno a Maranello, tutto il suo valore e tutta la tenacia che a gran voce hanno richiesto gli 85000 presenti sulle gremitissime tribune.

E Massa? Non ha disputato certo la gara della sua vita, ma si è comportato molto bene e soprattutto ci piace pensare che dopo la prima chicane ha difeso da vero compagno le spalle ad Alonso, chiudendo in modo più che deciso, ma regolare, la porta ad Hamilton alla variante della Roggia. Non sta vivendo un momento felice, fare il “secondo” non è certo il suo obiettivo, ma nella giornata in cui Eddie Irvine, fedelissimo gregario di Michael Schumacher, era ospite in Ferrari, ha dimostrato di aver imparato a sacrificarsi per la squadra, seppur a muso basso e con grande rammarico da parte sua.

Un ultimo plauso quest’oggi lo meritano tutti gli ingegneri. Venerdì mattina la Ferrari sembrava in ritardo rispetto alla McLaren, partita col favore del pronostico, ma il lavoro svolto in serata ha invertito un trend che poteva trasformarsi in un vero incubo.

Mancano ora cinque gare al termine e Fernando dista 21 punti dalla vetta; per adeguarci al suo gergo non possiamo fare altro che ripetere: sono cinque finali. Che la Ferrari se le giochi al meglio e soprattutto che vinca il migliore!

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