Alonso calma gli animi : “Non sono la prima guida”

18 settembre 2010 12:00 Scritto da: Davide Reinato

Fernando Alonso cerca di buttare acqua sul fuoco sulla situazione tesa in casa Ferrari con Felipe Massa. Qualche giorno fa parlavamo proprio delle condizioni psichiche di Massa, che da ragazzo solare e disponibile è ora un pesce fuor d’acqua e un sorriso non lo fa neppure a pagarlo oro.

Colpa di Alonso, subito qualcuno puntualizza. Può darsi, ma in fondo avere come compagno di squadra un mastino come Fernando non ti aiuta di certo a passare in spensieratezza le giornate. Se poi aggiungiamo che dopo l’incidente dell’anno scorso, Felipe sembra non essere più lo stesso, fate due conti e guardate che ne esce fuori.

Fernando allora decide di tendere la mano al compagno di squadra e smorzare le voci di un loro rapporto da separati in casa. Così, in una recente dichiarazione, il pilota spagnolo nega di sentirsi la prima guida in Ferrari. Eppure, è palese a tutti che il team di Maranello sta puntando al mondiale con un solo pilota e lo dimostra anche il chiaro ordine di scuderia di Hockenheim che è pure costato 100 mila dollari di multa e una bacchettata in sede di consiglio mondiale. “In Formula 1 – afferma Alonso – i team devono dare il cento per cento con i due piloti per il bene della squadra. Felipe e io proviamo a farlo, così come la Red Bull e la McLaren”.

Sappiamo che la cosa è un po’ ipocrita, perché Fernando sa benissimo in cuor suo che ormai la Ferrari si dedicherà a lui così come ha fatto in passato con Schumacher. Era quello che tutti si aspettavano: un trascinatore delle folle, uno che guida sempre al 110% e che se sbaglia, deve sapersi rialzare subito. Adesso, l’unico obiettivo del pilota spagnolo è annullare il gap dal leader della classifica.

“Vuoi la verità? Non so neppure quanti punti ho in classifica, mi interessa solamente che sono a 21 punti da Webber. Da adesso fino alla fine del campionato non credo che ci sia un circuito favorevole o sfavorevole alla nostra monoposto. Certo, la Red Bull avrà un certo vantaggio a Singapore, ma di certo noi non staremo lì a guardare”.

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