Brawn: “Nel 2011 Schumi volerà”. Ma siamo sicuri?

30 settembre 2010 11:10 Scritto da: Antonino Rendina

Ross Brawn, team principal Mercedes, nonchè  direttore tecnico di Schumacher in tutta la carriera del tedesco, dalla Benetton agli anni d’oro in Rosso fino alla Mercedes Gp, non vuol proprio sentire parlare di crisi del tedesco e di ritiro a fine anno. Per Ross il talento di Schumi è intatto, cristallino come sempre, pronto a stupire di nuovo tutti e a portarlo a lottare di nuovo per la vittoria dalla prossima stagione. In una intervista al sito ufficiale della F1 l’esperto tecnico inglese si rende protagonista di una vera e propria difesa d’ufficio del sette volte campione del mondo, convinta sicuramente ma non si capisce fino a che punto convincente.

“Michael è deluso di come è andato il Mondiale quest’anno, è ovvio. Ma continua a godersi questa sfida. Quando si presenta per la gara, non vorrebbe essere in nessun altro posto. Vuole lavorare con gli ingegneri, vuole trovare soluzioni. Si diverte ed è motivatissimo. Ovviamente è un po’ frustrato per le prestazioni. E’ molto ambizioso, non si vincono 7 titoli se ci si arrende subito. Addio a fine anno? Che senso avrebbe? Non lo farà, potete starne certi. Il talento di Schumacher è intatto lo vediamo noi del team analizzando la telemetria, nelle curve veloci e nei riflessi, Michael è sempre lo stesso.  Il suo stile di guida è però legato alla capacità degli pneumatici di sopportare le sue frenate violente e la gestione dello sterzo che lui predilige. Le gomme anteriori quest’anno sono molto particolari, più strette e lui non riesce a sfruttarle al meglio nelle curve lente, dove Nico più allenato le riesce a sfruttare al top. L’anno prossimo con una macchina migliore vedrete il solito Schumacher al volante, statene certi.”

Sicuramente Schumacher dopo tre anni di inattività ha trovato una Formula 1 radicalmente cambiata; alettoni più alti e meno appendici aerodinamiche, ovvero meno carico aerodinamico, niente aiuti elettronici alla guida, gomme slick per aumentare l’aderenza meccanica, gomme però più strette avanti  e serbatoi pieni per privilegiare l’uomo sulla macchina.

Prendendo anche per buona la giustificazione addotta da Ross Brawn sulla difficoltà di  adattare uno stile di guida vincente fatto tutto di mini-stint super aggressivi  a una Formula 1 in effetti leggermente diversa i dubbi che vengono sono altri; un campione come Schumacher, da molti ritenuto – e forse a ragione – il più grande pilota di tutti i tempi, quanto tempo doveva impiegare ad adattarsi alle nuove regole? 2/3 gare e non di più, non è che è passato dalla F1 alla Nascar, i dati tecnici non vanno esasperati. E’ normale che un pilota che ha vinto 91 Gp in carriera abbia in campionato 76 punti in meno di uno che sul gradino più alto del podio non è ancora salito? No, non possono essere le “curve lente” a giustificare un tal divario e il dato ancora più impietoso è che Schumi ha chiuso soltanto 3 gare su 15 tra i primi sei! E poi, i continui sorpassi subiti, dov’è il cannibale che si aggrappava ai freni a costo di uscire di pista pur di difendere la posizione? Dubbi, troppi che le parole pacate e sicure di Ross Brawn non possono togliere. E’ normale che la carriera del più grande dipenda dalle gomme che farà la Pirelli? Da appassionati di questo sport ce lo auguriamo ma francamente c’è qualcosa che non va…

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