Alonso sale sul podio e spera ancora nel titolo

10 ottobre 2010 10:54 Scritto da: Andrea Carrato

Nella giornata nella quale bisognava limitare i danni Fernando Alonso ha magistralmente svolto i “compiti”, cogliendo un terzo posto, forse poco spettacolare e ancor meno emozionante, ma molto utile alla causa Ferrari.

Che le Red Bull fossero imprendibili era noto dalle prime libere di venerdì (e forse molto prima), il podio era quindi il massimo risultato ottenibile dagli uomini in Rosso, ormai rappresentati dall’unico alfiere Fernando. Le polemiche lanciate da Felipe Massa la scorsa settimana (vedi articolo “Massa: non sono un nuovo Barrichello”) hanno evidentemente avuto effetto sul brasiliano, che alla prima curva ha democraticamente deciso di lanciarsi su Liuzzi, tanto per chiarire le idee a chi ancora credesse in un suo aiuto allo spagnolo.

L’apporto di Massa, che in questo delicatissimo momento della stagione sta forse mostrando di non essere pienamente all’altezza dei colori che veste – per quanto capiamo che a nessuno piace dover fare il secondo (nel 2008 Felipe non la pensava proprio così però…) – , sarebbe dovuto essere necessario per la squadra, quest’oggi per rubare punti preziosi ad un McLaren non in perfetta forma e nelle prossime gare magari anche alle Red Bull.

L’asturiano ha più volte dichiarato che andando sempre a podio nelle restanti tre gare la rincorsa al titolo resta ancora concretissima, ma non ha sottolineato che a salire sui due gradini più alti non possono certo esserci Webber o Vettel, quest’ultimo tornato pienamente in corsa per l’iride dopo la strepitosa vittoria di oggi.

C’è necessariamente bisogno di qualcuno che levi punti al team austriaco, a questo punto la McLaren (non ancora definitivamente fuori dai giochi, sebbene abbastanza indietro) potrebbe fare da arbitro in un mondiale per nulla scontato e con tre drivers chiusi in appena 14 punti.

Anche Felipe Massa, condannato definitivamente pure dalla matematica, potrebbe dire la sua togliendosi qualche sassolino, per lui molto fastidioso, dalla scarpa, ma le sue prestazioni (se mai dovessero arrivare) potrebbero diventare un’arma a doppio taglio, pericolosissima per il team mate (se tale si può definire) Fernando Alonso.

Ora si vola in Corea, pista nuova per tutti, un’incognita che a Maranello a tutti i costi devono riuscire a sfruttare.

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