Alonso naviga a Yengoam e balza in testa al mondiale

24 ottobre 2010 11:00 Scritto da: Andrea Carrato

Come nel più ovvio dei proverbi è proprio il caso di dirlo: gara bagnata, gara fortunata. Oggi ha girato davvero tutto a perfezione in casa Ferrari, nonostante un dado che avrebbe potuto cambiare (e non di poco!) le sorti di un GP finito come meglio non si poteva immaginare.

La pioggia battente, a causa della quale la partenza è stata ritardata di più di un’ora (colpa dell’asfalto criticatissimo da tutti gli addetti ai lavori), ha reso la corsa, già piena di incognite, spettacolare ed interessante. Con Webber a muro nelle primissime battute e Vettel tradito, come ormai non accadeva da tempo a Newey e compagni, dal motore non si poteva non vincere.

La domenica di Fernando è stata semplicemente fantastica. E se uno come Lewis Hamilton, che sulla pioggia si esalta più di quanto non facesse un certo Ayrton, a 5 giri dalla fine molla e alza il ritmo di più di 3 secondi a giro (mentre Alonso ancora martellava in 1.50), il gradino più alto del podio proprio non può sfuggire.

Dopo il GP del Belgio avevamo tutti dato Alonso per spacciato, bisogna dare atto al pilota spagnolo che è stato davvero l’unico a crederci, persino in Ferrari qualcuno forse ci vedeva nero, ma lui no: ha lottato coi denti e si è ripreso ciò che aveva lasciato stampato in quel muretto di Spa, onore al merito.

Buona prestazione anche di Massa. Il brasiliano non ha tolto punti ai rivali (Hamilton a parte, ci hanno pensato da soli), ma ha segnato un terzo posto utile a tenere in vita la corsa per il mondiale costruttori, non meno importante del titolo piloti, quello che a due gare dalla fine vede Fernando in testa con 11 punti sugli inseguitori.

Imperativo: concentrazione e ratio, il mondiale è ad un passo, vietatissimo sbagliare, i dadi (quelli coi 21 pallini) non sempre aiutano.

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