La McLaren continua a crederci

24 ottobre 2010 12:09 Scritto da: Saul Barrera

La McLaren arrivava in Corea con la consapevolezza che senza un buon risultato, bisognava gettare la spugna per la corsa al titolo. Per fortuna, il doppio ritiro delle Red Bull e il secondo posto di Hamilton, lasciano ancora la speranza accessa nel team di Woking, che però perde un protagonista durante la volata finale.

Infatti, dopo l’odierna prestazione grigia ed un dodicesimo posto alla fine della corsa, Button si ritrova a 42 punti da Fernando Alonso, ma l’inglese sostiene che tutto è possibile. La matematica non lo esclude dalla lotta al titolo, ma è impensabile che nelle prossime due gare gli altri stiano a guardare Jenson: “Non ho avuto abbastanza grip oggi e poi ho avuto problemi con i freni anteriori. Ho perso anche posizioni quando Sutil ha deciso di portarmi fuori dal circuito, ma comunque oggi non avevo un buon ritmo”.

Decisamente d’umore diverso Lewis Hamilton, che si sente ancora in lotta con Alonso e le Red Bull per la vittoria finale: “Abbiamo raccolto punti importanti. Poteva andare meglio ancora meglio, ma se guardiamo come sono andate le ultime quattro gare, è stato un ottimo risultato. Dobbiamo migliorare la vettura che in qualifica non era all’altezzad ella situazione. Ci saranno delle novità in arrivo per il Brasile e ciò che dico non è impossibile. Fernando è veloce, ma la corsa è ancora aperta”.

Infine, una nota di merito per Hamilton che alla seconda ripartenza, dietro la safety car, scalpitava per tornare a correre, mentre lì davanti Vettel e Webber continuavano a dire che era meglio non continuare, ovviamente con un occhio alla classifica.

Lewis ha guidato bene, come al suo solito, seppur non è stato esente da errori. Quello più eclatante è stato il lungo fatto alla prima curva dopo una safety car, dove ha riconsegnato la seconda posizione ad Alonso, che l’anglo-caraibico aveva conquistato approfittando di un problema ai box del ferrarista: “Avevo problemi ai freni, bloccavo aventi e dietro. Comunque eravamo veloci in altre zone e dunque potevo compensare”.

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