La Ferrari getta il mondiale alle ortiche..!

14 novembre 2010 17:18 Scritto da: Andrea Carrato

“… Non è il momento di mettersi a contare e allora tanto gas, ma soprattutto tanta testa!” Avevamo chiuso così il pezzo di ieri nel quale, scaramanzie a parte, pensavamo erroneamente che il lavoro in casa Ferrari oggi sarebbe stato non più duro del solito. Alonso avrebbe dovuto conservare la posizione (la terza l’ha persa in partenza, ma anche la quarta a quel punto sarebbe andata bene) e dal box si sarebbe dovuta gestire la gara cercando di mantenere il contatto coi primi, guidati dalla fuga di Vettel, ed il vantaggio su Webber.

Evidentemente al muretto del cavallino (ieri rampante più che mai, oggi con due orecchie da asino, e che asino…) più di qualcosa è andato storto. Ricostruiamo i fatti: al dodicesimo giro Mark Webber, quinto dietro Fernando Alonso, si ferma per un pit stop anticipato. Rientra nel traffico, ma Massa lo segue a ruota perché al tredicesimo giro viene chiamato dentro per il cambio gomme. Questo tipo di strategia non paga, chi si ferma rientra in pista in mezzo al traffico e ad Abu Dhabi (ennesimo disegno di Hermann Tilke…) non si supera, basti pensare ad Hamilton che non è riuscito a sopravanzare, con una McLaren in grande spolvero oggi, la ben meno performante Renault di Robert Kubica. L’ingegnere di pista dello spagnolo Andrea Stella, coordinato dal capo degli ingegneri Chris Dyer (i due a fine corsa ammetteranno l’errore), richiamano però anche Fernando. L’alfiere Ferrari scala così di ben sette posizioni, è undicesimo dietro Vitaly Petrov e Nico Rosberg che hanno già effettuato il pit-stop sfruttando l’ingresso della safety car. Il mondiale è perso!

Col senno di poi siamo tutti bravi a trovare la strategia ideale, il colpo di genio che ti permette di vincere un titolo, dalla pista è diverso, ne siamo consapevoli. L’errore di calcolo però è stato troppo evidente: bisognava marcare a uomo Webber, ma la fuga di Vettel (pupillo in casa Red Bull) non era da sottovalutare, così come le condizioni di traffico. Troppo comodo nascondersi dietro una safety car, entrata in pista per di più al primo giro.

La strategia. Questo termine nell’ultima ora, e sarà così per parecchi giorni, è stato ripetuto decine di volte, e si ha la netta sensazione che in Ferrari presto diventi una parola tabù. Nell’arco della stagione il team di Maranello ha peccato più volte sotto questo punto di vista, vero è che anche Alonso ad inizio campionato ci ha messo del suo con gli errori, ma gli ingegneri in rosso non hanno certo brillato per scelte azzeccate. Nonostante ciò si è arrivati all’ultima gara con un vantaggio di 8 e 15 punti, rispettivamente su Mark Webber e Sebastian Vettel (neocampione del mondo), entrambi alla guida di una Red Bull superiore su quasi ogni tracciato. Un’opportunità del genere andava sfruttata, non gettata alle ortiche: Andrea Stella e Chris Dyer, come detto, si sono assunti le proprie responsabilità, tanto meritevole da parte loro, quanto inutile alla causa.

Non resta che fare i complimenti a Sebastian Vettel, che con i suoi 23 anni, 4 mesi e 11 giorni è il pilota più giovane di sempre a salire sul tetto del mondo. Onore al merito.

Dagli errori però non sempre s’impara…

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