Badoer lascia la Ferrari dopo 12 anni di collaborazione

30 novembre 2010 01:55 Scritto da: Davide Reinato

Sabato sera, cena di Gala a Valencia. Luca Badoer è tranquillamente seduto al tavolo quando le parole del Presidente Montezemolo fanno da colonna sonora alla fine della sua carriera all’interno della Ferrari. Luca Badoer viene scaricato dalla Scuderia dopo 12 anni di collaborazione con una pacca sulle spalle e neppure una comunicazione privata.

Lui resta imperturbabile, calmo e riflessivo come sempre, ma ammette: “Avrei preferito una comunicazione ufficiale ad una dichiarazione in pubblico”. Nessun ruolo è previsto per lui all’interno del team, restano solo Fisichella, Gené e Jules Bianchi, 21 anni e tanti sogni nel cassetto.

Badoer, alla soglia dei quarant’anni, lascia dunque la Ferrari. La notizia non è neppure stata riportata dai media, troppo impegnati a seguire sia Alonso che Massa. Ma in dodici anni, Luca Badoer, non è stato una pedina importante dei successi di Maranello? Tutti hanno dimenticato. Tutti ricordano solo l’umiliazione del 2009. Noi no, vogliamo dire “Grazie” a Luca, rendendogli onore per quello che ha fatto in questi anni, nel silenzio, prima che l’era dei simulatori mettesse fine, pian piano, al suo lavoro.

Molti dimenticano che Luca Badoer era indicato come uno dei talenti del vivaio italiano dei primi anni novanta. Uno dei tanti che non hanno la valigia piena di soldi grazie al “Papà” o allo Sponsor di turno. Iniziò con i kart nel 1985, diventando subito campione regionale Veneto nella classe 100cc, nel 1986 fu campione italiano nella stessa categoria, ripetendosi nel 1988 nella Super-100cc. Forte dei successi in kart, arrivò subito in F3 e nel 1990 ottenne la sua prima vittoria della categoria, duellando con Colciago e Zanardi. Nel 1992 passò in F3000, vincendo la categoria davanti a piloti che ritrovò poi anche in F1: Montermini, Coulthard, Panis e Barrichello.

Il debutto in Formula 1 avvenne nel 1993, con la Lola Ferrari della Scuderia Italia, come compagno di squadra del compianto Michele Alboreto. Purtroppo Luca e Michele non ebbero fortuna e non completarono la stagione per problemi economici del team, che a fine anno venne poi inglobato dalla Minardi, squadra per la quale Luca divenne collaudatore nel 1994, prima di debuttare in gara sempre con la squadra italiana nel 1995. Anche quell’anno, però, i problemi furono tanti e nel 1996 l’italiano passò alla Forti Corse, ma con monoposto modeste, i risultati non cambiarono.

La Formula 1 bruciò i sogni di gloria di Badoer, come spesso è capitato con tanti altri italiani e non solo. Nel 1997 tornò come collaudatore della Minardi, con il quale il pilota italiano ebbe un bel rapporto. L’anno successivo, Jean Todt lo scelse come collaudatore per la Ferrari, al posto di Nicola Larini. L’ultima stagione di corse in F1 la corse nel 1999, ancora con la Minardi. Non dimenticheremo mai quelle lacrime al Nurburgring, mentre Luca si avviava a chiudere la corsa in quarta posizione, prima che il motore della sua discreta vettura esplodesse. Lacrime di disperazione di un pilota che ha dato tutto se stesso al motorsport, ma che in cambio ha ricevuto “poco”.

Proprio nel 1999 avrebbe potuto sostituire Schumacher alla Ferrari e probabilmente qualche soddisfazione se la sarebbe pure tolta, ma Maranello disse no, preferendogli Mika Salo. Nel 2000 tornò collaudatore Ferrari a tempo pieno. I successi della casa di Maranello, finalizzati da Schumacher, sono anche frutto del suo lavoro incessante sul circuito di Fiorano. 132 mila chilometri al volante delle Ferrari che hanno contribuito a scrivere la storia, un record assoluto per il pilota italiano.

Gli anni passati alla corte della Rossa, si trasformarono poi in un sogno: nell’agosto del 2009, a Badoer viene data la possibilità di sostituire Massa, infortunatosi nel precedente GP di Ungheria. Così, il 23 agosto al GP d’Europa, Badoer segnò il ritorno in F1 più disastroso che si rimembri ancora. Il sogno, così,  si trasformò presto in incubo: l’assenza di test non aveva permesso a Badoer di poter provare la F60, a digiuno di corse da fin troppo tempo e  l’italiano non riuscì a fare altro che delle brutte figure, con l’Italia intera pronta a sputare contro quel giovane pilota che qualche anno prima era stato etichettato come un nuovo talento. A Monza, la Ferrari schierò Fisichella al posto di Badoer, che pur avendo corso fino alla settimana prima con la Force India, mostrò quanto fosse difficile gestire la F60, ottenendo risultati simili al pilota di Montebelluna.

Dopo la ghigliottina mediatica nei confronti del pilota veneto, il gesto della Ferrari di mandarlo via senza quasi nessun preavviso, è poco felice. Badoer ci è rimasto male, ma vorremmo almeno che di quest’uomo pacato e maturo, non si ricordi solo la brutta figura del 2009, ma ci si ricordi di quanto abbia lavorato duro con la Rossa in 12 anni e di come, la F1, abbia bruciato il talento di un’altro pilota di casa nostra.

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