La F150 sviluppata nella galleria del vento Toyota

28 gennaio 2011 22:23 Scritto da: Davide Reinato

La Scuderia Ferrari ha reso noto che sta attualmente sviluppando la galleria del vento dell’ex team Toyota, per lo sviluppo aerodinamico della nuova F150. L’italianissima monoposto nasce a Maranello e cresce in Germania.

Il perché, ce lo spiega il direttore tecnico della Ferrari, Aldo Costa: “Abbiamo alcune restrizioni in termini di costi, in particolar modo per i costi della struttura, il numero di persone che vi lavorano, la potenza del server del CFD e il numero di ore in galleria del vento. Di questi quattro vincoli, gli ultimi due sono strettamente legati. Dunque, è stato necessario ottimizzare le ore di lavoro in galleria del vento e solo il nostro, non sarebbe stato sufficiente. Quella dell’ex Toyota è una delle gallerie del vento meglio sviluppate, per questo l’abbiamo scelta”.

In altre parole, le regole limitano i costi e le ore, ma non dicono espressamente se è possibile o meno utilizzare una o più strutture. Così, il team di Maranello ha mandato i suoi uomini a lavorare presso la galleria del vento di Toyota, sita a Colonia, che avrebbe meno difetti di misurazione rispetto a quella presente in Italia. Tuttavia, Stefano Domenicali ha tenuto a precisare che si tratta di una necessità temporanea e che la collaborazione con la struttura, culminerà nei prossimi giorni.

Non è che, per caso, l’aggiornamento della galleria del vento – recentemente annunciato – non sia stato sufficiente per fare il salto di qualità? A pensar male, a volte, ci si azzecca…

La Ferrari ha, però, un programma ben definito. Mentre Alonso e Massa gireranno nei test invernali per sviluppare la meccanica della vettura e raccogliere dati utili sul comportamento delle gomme Pirelli, gli uomini di Nicholas Tombazis saranno impegnati in galleria del vento per affinare le soluzioni aerodinamiche della nuova F150. Questo, spiega anche il perché la Ferrari abbia presentato una sorta di “show car”: non tanto per non svelare le proprie carte, quanto perché sulla vera aerodinamica ci si sta ancora lavorando.

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