Lotus Renault: “Heidfeld è un team leader”

28 febbraio 2011 00:38 Scritto da: Davide Reinato

Eric Boullier, team principal della Lotus Renault GP, è tornato a commentare la scelta di Heidfeld come sostituto di Robert Kubica per il mondiale 2011. Il pilota tedesco era la miglior scelta disponibile sul mercato e la Lotus Renault non poteva far altro che affidarsi ad un pilota esperiente come lui.

Gli altri nomi che circolavamo non sembravano all’altezza della situazione. Fin dal primo giorno di test, Nick Heidfeld ha mostrato al team di Enstone quello che sapere fare, impressionando positivamente i suoi membri. “Il modo in cui è entrato in squadra – spiega Boullier – mi ha colpito. E’ venuto in fabbrica, ha avuto un breve colloquio con gli ingegneri, prima di stare oltre un’ora seduto con noi in riunione. Ma ci siamo convinti che il pilota giusto sarebbe stato lui, mentre parlava via radio con il team, durante il test di Jerez. Eravamo già convinti a metà mattina”.

In quella occasione, Heidfeld ha anche fatto segnare il giro più veloce della giornata e il team non si aspettava un rapido adattamento con la monoposto: “Sono rimasto molto sorpreso dal modo di posizionarsi come team leader. Dopo le prime ore, Nick ci ha anche detto che se fosse rimasto con noi, c’erano già dei cambiamenti alla vettura da fare”.

Come più volte abbiamo ribadito, Heidfeld rappresentava per la Lotus Renault la scelta più ovvia. E Boullier sembra d’accordo: “Poiché l’incidente a Robert è avvenuto in una fase così precoce della stagione, abbiamo concluso rapidamente che avevamo bisogno di un pilota esperto e, ovviamente, veloce. Un pilota che abbia del carattere per fare delle scelte tecniche o di prendere decisioni con la squadra. Nel tracciare il profilo del sostituto, ci serviva anche qualcuno che avesse esperienza con il KERS e con i nuovi pneumatici Pirelli. La scelta è stata ovvia. Abbiamo anche chiesto consiglio a Robert e ha proposto due nomi: Nick e Vitantonio Liuzzi. Con Nick avevamo già avuto diversi incontri, quando valutavamo la situazione del secondo sedile, dunque era solo una formalità”.

Molti si chiedevano come mai la Renault abbia ingaggiato un nuovo pilota, pur avendone altri cinque di riserva. Boullier in questo senso è chiaro: “Se l’incidente a Robert fosse successo a vettura già sviluppata, avremmo dato ad uno dei nostri piloti di riserva la possibilità di correre. Ma, in queste condizioni, era troppo rischioso mettere una responsabilità del genere sulle spalle di due ragazzi giovani. Sarebbe stata una mossa stupida”.

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