Glock preoccupato: “La Virgin è peggiorata”

30 marzo 2011 18:44 Scritto da: Davide Reinato

Nella nostra guida al mondiale 2011, parlavamo di Glock come un talento sprecato. Il tedesco, ai tempi della Toyota, era un pilota che avrebbe potuto dare tanto ad un top team. Nonostante non abbia mai avuto la stoffa del leader, Glock non è un pilota dal fondo dello schieramento.

Eppure, al momento, è costretto a starci. E lui stesso è il primo ad essere poco felice della situazione, tanto che – recentemente – si è detto preoccupato della situazione che si sta delineando con la nuova MRV02. In particolare, Glock ritiene che il potenziale della vettura non sia sufficiente per potersi qualificare nelle prossime gare del mondiale.

Nonostante Nick Whirt, progettista del team, abbia più volte espresso ottimismo sulle prestazioni della vettura, grazie ad un potenziamento di calcolo del CFD,  il salto di qualità non è ancora arrivato. Glock riserva parole dure per il suo mezzo da competizione: “La squadra è cresciuta, in tutti i termini. Il lavoro è decisamente migliore rispetto allo scorso anno, ma le prestazioni della vettura – a mio parere – sono quasi peggiorate. Gli altri hanno fatto passi enormi, mentre noi non siamo dove vorremmo essere. Non possiamo continuare così, non è possibile”.

Glock non si aspettava, forse, un secondo anno calvario. Già in Australia, la Virgin si è qualificata per poco, ma il pilota tedesco è fortemente preoccupato di non farcela in Malesia: “In Australia, eravamo al 105%, dunque con un po’ di margine. Ma se davanti mettono gomme morbide e sparano un tempone, saremo nei guai fino al collo”.

Ma cosa non va in questa Virgin? A sentire Timo, il bilanciamento della MVR102 non è così male, ma l’aerodinamica non è sufficientemente sviluppata e manca carico aerodinamico, specie al posteriore. Ovviamente, la mancanza di prove alla galleria del vento, influisce negativamente sulle prestazioni della vettura. E Glock sembra essere d’accordo: “Può essere, dobbiamo pensare a come recuperare carico. Tutti usano il CFD, ma confrontano i dati con quelli della galleria del vento. A mio parere, questo è un punto sul quale lavorare”.

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