Felipe Massa: viaggio nella crisi…

6 giugno 2011 23:42 Scritto da: Antonino Rendina

Sono passati tre anni, eppure sembra ieri. Gp del Canada del 2008, Felipe Massa a bordo di una ultra competitiva F2008 compie un sorpasso da annali al tornatino L’Eplinge. In un sol colpo sopravanza la Honda di Barrichello e la McLaren di Kovalainen coronando con quel gesto una gran rincorsa da fondo gruppo.

Sempre nel 2008, durante il Gp del Fuji, un altro sorpasso capolavoro. Stavolta sul rettilineo, ai danni di Mark Webber. Il brasiliano supera il pilota della Red Bull a destra, “baciando” il muretto dei box. Felipe, in lotta per il campionato, trova un varco impensabile. Flavio Briatore, che non è largo di manica in quanto a complimenti, esclamò: “Un sorpasso assurdo, ho avuto paura, che campione!”.

Fenomenale sul giro secco, un martello in gara con pista libera davanti. Bravo anche in partenza; basti pensare a un’altra prova eccezionale sempre quell’anno, il Gp di Ungheria. Felipe Massa tre anni fa era per la Ferrari quello che oggi è Fernando Alonso. Un mattatore, un jolly, un vero trascinatore. Nonchè un grande uomo squadra. Pronto ad aiutare un compagno più veloce a vincere un mondiale (nel 2007) e pronto a prendere le redini del team quando quel compagno andò in crisi. Non a caso Felipe fu capace di indirizzare il lavoro dei tecnici a tal punto da farsi cucire addosso una vettura (e che vettura!) su misura, con la quale vinse ben sei Gp.

Il 2009 l’anno della svolta, in negativo. Massa porta la mediocre F60 sul podio in Germania prima del terribile e sfortunato incidente dell’ Hungaroring. Dal rischio di dire addio alla Formula 1 al ritorno nel 2010. Massa da allora non ha mai pienamente convinto. L’impressione, a volte, è che il pilota sia in fase calante, per usare un eufemismo. Come se il meglio l’avesse dato nel triennio 2006-2008. Quali possono essere le cause di un declino così repentino? Probabilmente sono due. Una di ordine emotivo, l’altra di ordine tecnico.

Causa emotiva. Massa dopo l’incidente in Ungheria non è stato più lo stesso. Affermarlo è doloroso, anche perchè il nesso causa-effetto in un campo così delicato non è certamente scontato. Eppure c’è un Massa pre Budapest e un altro post Budapest. Come se quell’incidente così terribile qualcosa, in termini di cronometro, avesse tolto al brasiliano. Mettiamoci anche che Massa si è ritrovato in squadra un pilota che per classe è superiore a molti colleghi, difficile da battere. Uno scoglio forse insormontabile che ha contribuito a minare la fiducia del paulista. Non a caso l’anno scorso, quando Felipe era in piena crisi, Stefano Domenicali affermò: “Massa va aiutato, sta attraversando un periodo no, dobbiamo lavorare sulla psicologia del pilota”. Ecco, appunto.

Causa tecnica. Una ragione che può spiegare il calo, e che spesso si sottovaluta, è il cambiamento regolamentare del 2009. Gomme slick con battistrada più stretto avanti. Felipe ama guidare vetture “nervose”, rapide in inserimento curva, sovrasterzanti. Assetto, questo, più facile da trovare con gomme “incisive” davanti, più guidabili. Erano così le vecchie Bridgestone scanalate, molto prestazionali, molto morbide in inserimento sull’avantreno. La guida negli ultimi tre anni è cambiata, i piloti si stanno adeguando, qualcuno può pagare di più. Non a caso Felipe ormai soffre puntualmente con la mescola più dura.

Si aspetta adesso da parte di Massa un segnale, da lanciare alla Ferrari e ai tifosi. Una risposta forte per dire “Ci sono” ed esorcizzare le tante voci che lo vedono lontano  dalla Rossa nel 2012. Un tempo la Ferrari i contratti li rispettava fino alla scadenza naturale, con Raikkonen non è stato così  e adesso Felipe trema. Alcuni dicono che Kubica, prima dell’infortunio, fosse già promesso sposo di Maranello. Altri parlano di un forte interessamento per Rosberg.

Comunque andrà a finire questa storia, non sarà un addio facile. Perchè i sentimenti, quelli si, rimangono intatti. E tra le tante critiche fatte e i processi di piazza che odiernamente si celebrano si finisce per dimenticare quanto il folletto brasiliano alla Ferrari ha dato e quanto, dalla stessa Ferrari, ha ricevuto. Entrando in punta di piedi nel team, crescendo sotto l’ala protettrice di Schumacher, fino a prendere per mano la “sua” Ferrari portandola in cima al mondo, anche se solo per pochi attimi…

87 Commenti

  • Altro che crisi felipe e un talento

  • tutti i piloti dopo un incidente grave non sono più tornati quelli di prima, loro non ricordano nulla, ma sono certo che ha lasciato comunque il segno, ma questa volta abbandono la logica della scuderia e voglio sostenere per affetto massa, se solo ci fossero più test ( divieto che ancora stento ad accettare, e lo considero profondamente antisportivo) massa riuscirebbe secondo me a migliorare il suo adattamento ai nuovi regolamenti.

  • vedo rosso

    Analisi attenta ! Bravo Redina ! Io mi spingo oltre e dico il nostro Felipe é campione del mondo di Formula 1 mentre Luigino Hamilton non lo é ancora. Il mondiale 2008 non lo ha perso per Glock (o solo per Glock). Lo ha perso per ordini di squadra dati all´interno del Team Renault nel GP di Singapore. Senza quel GP maledetto credo onestamente che Fernando sarebbe arrugginito in Renault, Felipe sarebbe il Leader Ferrari e Kími sarebbe ancora con con noi a battagliare contro la Red Bull.

    Voi direte adesso,, ..Bla Bla Blaa .. la storia non si fa con i “se” e con i “ma..”
    Ed io Vi rispondo che lo so benissimo, nonostante ció ritengo assurdo che dopo aver assodato la falsitá del GP di Singapore non si sia fatto nulla per riparare al torto che hanno subito Felipe e la Ferrari. Tutti qui dobbiamo pensare almeno 3 secondi prima di insultare Felipe.

  • da quando la crocerossa paga milioni di euro quelli che ha in cura? non succede vero? e allora perche’la Rossa dovrebbe pagare milioni di euro un professionista he non e’in grado di fare il suo lavoro a un livello degno e compatirlo?

  • Povero felippe…….sempre a giudicarlo….e a pensare che quasi stava vincendo un mondiale…….per colpa di quel tubo…e di glock….purtroppo il nostro massa a solo un problema….e non è la monoposto e neanche le gomme….. e soltanto la convivenza con alonso che lo sta scavalcando in tutto…sia in gara sia in qualifica sia sullo sviluppo della vettura a favore di alonso….a me felipe sta simpaticissimo ed è il pilota più coretto che abbia mai visto,ma purtroppo gli manca quel essere lider,che un campione deve avere per forza!!!detto questo non penso che sia uno scarso….anzi puo dare di più,ma l’unico modo per farlo vedere e quello di andarsene della ferrari..per approdare in un altro team…e ricominciare a provare ad essere il numero 1…. in ferrari il numero 1 se lo merita fernando…dai felipe sei sempre un vice campione del mondo!!!

  • andrea lazio

    COMPLIMENTI Antonino Rendina !!!!! COMPLIMENTI !!!! FINALMENTE UN ANALISI OBIETTIVA SU FELIPE, HAI ANALIZZATO ALLA PERFEZIONE TUTTE LE TAPPE CHE HANNO PORTATO AIME’ ALLA CRISI. COSA CHE I VARI PENNIVENDOLI NON FANNO LIMITANDOSI A DIRE CHE FELIPE E’ SCARSO E CHE DEVE ANDARE VIA, PRIMO FRA TUTTI QUEL BUFFONE DI LEO TURRINI…DA TIFOSO DI FELIPE TI RINGRAZIO INFINITAMENTE, CE NE FOSSERO DI GIORNALISTI COME TE. CIAO…

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