Aldo Costa lascia definitivamente la Ferrari

20 luglio 2011 19:28 Scritto da: Davide Reinato

Era stato sollevato dall’incarico di direttore tecnico della squadra corse lo scorso maggio, poco prima del GP di Monaco. Oggi, la Ferrari ha annunciato che Aldo Costa lascia definitivamente l’azienda, nonostante avesse ancora due anni di contratto con la società modenese.

Un comunicato della Scuderia Ferrari che parla di un divorzio arrivato di comune accordo. L’ex direttore tecnico, ritenuto responsabile di alcune lacune tecniche della 150° Italia, aveva dovuto subire la gogna mediatica che voleva la sua testa per le prestazioni deludenti della squadra ad inizio anno. Dopo essere stato sollevato dall’incarico, la Ferrari aveva comunque proposto a Costa un nuovo incarico di responsabilità all’interno dell’azienda, ma nel reparto delle vetture stradali.

Tuttavia, il boccone per Costa è stato piuttosto amaro da mandar giù ed evidentemente non ha digerito il modo in cui è stato trattato. Giunti ad una risoluzione consensuale tra le parti, Costa potrà cercare impiego in un nuovo team di Formula 1, ma dovrà comunque attendere almeno sei mesi prima di poter tornare al lavoro. Questo tempo di pausa è imposto a tutti i tecnici del circus, per evitare che qualcuno possa portare via con sè dei segreti industriali.

33 Commenti

  • alfonso1960

    Io sinceramente non conosco questo uomo, Aldo Costa, ma immagino quanti soldi prendeva per stare là a fare cose inutili. Un direttore tecnico è quello che dirige, pertanto i risultati derivano dal suo lavoro in buona parte, dico quindi che questo uomo era inutile perché i motori ce l’aveva, i piloti anche, una squadra buona cé pure, allora perché non ha fa avuto risultati? Evidentemente stava a fare il buffone come fanno in tanti lì.

  • cippa
    Ma che cattiveria e che acredine signor Revolt!
    Fa bene a vomitare tante parole insensate, nascosto dietro al punto interrogativo che compare sul casco, dentro cui mi immagino la sua testa, dentro la quale mi immagino il suo cervellino… Lei ha detto tante stupidaggini, che mi auguro siano derivanti dalla solita propensione degli italiani a sentirsi, potenzialmente, il miglior allenatore della nazionale.
    Costa, che io conosco e con cui ho lavorato per tanto tempo, non è niente di quello che lei dice.
    Costa non conosce la menzogna, è una persona cristallina, a differenza di molte persone che ancora oggi sono in Ferrari. Forse la sua passione totale per il lavoro, il suo non interesse a coltivare politicamente la sua figura, il suo dire sempre quello che pensava nell’interesse della squadra, lo ha fregato.
    La Ferrari di oggi non è quello che si vuol far credere.
    Ci sono persone di valore a Maranello, ma ci sono anche incapaci che sono sopravvalutati e che fanno pagare agli altri, direttamente o indirettamente, la loro pochezza.

    Beh, anche te hai un bel punto interrogativo sul tuo casco. Non te ne eri accorto o sono soltanto gli altri a sparare “parole insensate”? … E non insultare, sce.mo. Bensì rispetta l’opinione degli altri, anche quando è MOTIVATAMENTE diversa dalla tua. Ma per caso, sei l’avvocato delle cause perse di Costa, oppure Costa in persona??? … Quest’ultima sarebbe troppo bella per essere vera. Vatti a fare una vita, come il tuo caro ingegnerone.

  • Frank Pitonetti

    cippa
    E’ la prima volta che entro in questo blog, e credo che sarà l’ultima.
    Il livello dei commenti è veramente molto basso, da pettegole al mercato.
    Pochissimi dei commenti che ho letto contengono un minimo di oggettività o riportano fatti veri.
    A me dispiace molto per per l’ing. Costa, con cui ho avuto l’onore di lavorare.
    E’ un ottimo tecnico. E’ lui che ha tirato con i denti molte delle buone cose che si vedono anche oggi e non è assolutamente vero che fosse conservativo.
    Ha combattuto a lungo in Ferrari per portare novità, in una Ferrari molto, molto timorosa e conservativa, lei conservativa, la Ferrari con la lettera maiuscola, sempre timorosa di infrangere regole, forse sapendo di non avere un gran peso in FIA.
    Costa ha protetto la sua squadra, ha difeso i suoi uomini fino a quando ha pensato che potessero dare un contributo positivo e di crescita al team.
    Il risultato di Silverstone è anche merito suo e finalmente anche il signor Domenicali ha avuto il coraggio di ringraziarlo pubblicamente dopo il GP.
    Credo comunque che ogni organizzazione sia libera di prendere le decisioni che crede, ma lo stile e la correttezza non dovrebbero mai venire meno.
    La Ferrari ha reso pubblico il suo attuale “modo di essere”, ha scelto la strada che oggi va molto di moda: una strada violenta, di grande effetto mediatico, che da indirettamente soddisfazione alla gente dell’arena, agli spettatori del Colosseo, a un mondo molto meschino che si sente così appagato.
    Non so dove ci porterà questo modo di agire, in generale.
    Non credo a nulla di buono.

    Ciao Cippa, condivido in parte il tuo sfogo.
    Ritengo che nessun progettista della F1 sia un incapace, per cui sono d’accordo con te quando critichi alcuni commenti che si adattano meglio al tipico “tifo da stadio” piuttosto che ad un’ analisi obiettiva ed oggettiva della situazione.
    Però a volte bisogna anche saper sdrammatizzare, ed il risultato di certe “prese in giro”, se così vogliamo chiamarle, deriva a mio modo di vedere da una stampa che ha sempre fatto acqua da tutte le parti, aizzando polemiche e mettendo in cattiva luce il tecnico di turno, che magari non riscuote un grande successo comunicativo.
    Faccio un passo indietro per farne due avanti, da quello che mi risulta Costa di scuola Byrne, ha sempre prediletto un progetto neutro, capace di evolversi nel corso della stagione, senza però estremizzare alcune filosofie radicate nel tempo.
    Con l’evoluzione regolamentare, alcune decisioni progettuali (era lui il d.t.) dovevano essere completamente riviste, per adattare al meglio il layout della vettura alle nuove sfide prestazionali.
    Costa ha pagato anche per dichiarazioni alcune volte discutibili (progetto estremo) e per aver voluto mantenere un telaio ed uno schema di sospensioni, che da qualche anno, tendono a mandare le gomme in temperatura più in ritardo rispetto alla concorrenza.
    Questo per me significa avere in testa ancora la filosofia progettuale del grande byrne, che su quei cardini ha basato i successi della rossa.
    Ad ogni azione, corrisponde una reazione e la doccia fredda in qualità di direttore tecnico è arrivata con la situazione della galleria del vento, non perfettamente allineata tra sistemi hardware e software con una restituzione non precisa dei valori numeri di deportanza.
    Cosa che può avvenire nella variazione di scala, ma che un direttore tecnico dovrebbe preventivare con largo anticipo, mentre si è lavorato in ritardo sulla galleria toyota.
    Tombazis, nel suo background progettuale, è stato da sempre considerato un aerodinamico abbastanza creativo (sua la soluzione originale del buco al muso), per cui delle due l’una.
    Lo chief designer, si attiene alla direttive del direttore tecnico e non viceversa.
    La colpa è stata prevalentemente della Ferrari, di una galleria datata, e di una carenza strutturale come aerodinamica, settore verso cui la Ferrari è sempre stata piuttosto restia ad investire risorse ingenti.
    Il direttore tecnico in accordo con lo chief design ha l’obbligo di prevedere le scelte strategiche di un intero reparto corse.
    Ognuno ha fatto quindi i propri errori più o meno importanti, e Costa da questi non ne è esente.
    Lo schiaffo mediatico è stato pesante, qualcuno doveva pagare, ma allontanamento di tombazis a mio avviso sarebbe stato davvero controproducente.
    I problemi erano anche di autorevolezza… qualcuno voleva bianco, qualcun’altro nero, idee inconciliabili, a riprova del fatto che il lavoro svolto da fry, (c’è molto di suo nella nuova geometria) ed il lavoro di tombazis sul fondo vettura e sul diffusore hanno portato vantaggi consistenti.

  • E’ la prima volta che entro in questo blog, e credo che sarà l’ultima.
    Il livello dei commenti è veramente molto basso, da pettegole al mercato.

    Pochissimi dei commenti che ho letto contengono un minimo di oggettività o riportano fatti veri.

    A me dispiace molto per per l’ing. Costa, con cui ho avuto l’onore di lavorare.
    E’ un ottimo tecnico. E’ lui che ha tirato con i denti molte delle buone cose che si vedono anche oggi e non è assolutamente vero che fosse conservativo.
    Ha combattuto a lungo in Ferrari per portare novità, in una Ferrari molto, molto timorosa e conservativa, lei conservativa, la Ferrari con la lettera maiuscola, sempre timorosa di infrangere regole, forse sapendo di non avere un gran peso in FIA.

    Costa ha protetto la sua squadra, ha difeso i suoi uomini fino a quando ha pensato che potessero dare un contributo positivo e di crescita al team.

    Il risultato di Silverstone è anche merito suo e finalmente anche il signor Domenicali ha avuto il coraggio di ringraziarlo pubblicamente dopo il GP.

    Credo comunque che ogni organizzazione sia libera di prendere le decisioni che crede, ma lo stile e la correttezza non dovrebbero mai venire meno.
    La Ferrari ha reso pubblico il suo attuale “modo di essere”, ha scelto la strada che oggi va molto di moda: una strada violenta, di grande effetto mediatico, che da indirettamente soddisfazione alla gente dell’arena, agli spettatori del Colosseo, a un mondo molto meschino che si sente così appagato.

    Non so dove ci porterà questo modo di agire, in generale.
    Non credo a nulla di buono.

  • Gli errori sono tollerati ma a patto che siano utili per imparare a non commetterli di nuovo. Costa ha toppato proprio qui perché nonostante il flop del 2006, il quasi del 2007 (se non fosse per la fortuna che ha avuto Raikkonen a vincere il mondiale per 1 punto, la stessa che non ha avuto Massa nel 2008 e Alonso lo scorso anno) e la successione di aborti dal 2008 ad oggi (perché nessuna delle macchine che Costa ha partorito è nata bene), alla fine non è riuscito a fare tesoro degli errori per vincere la sua inerzia nell’innovazione. E dal momento che come è stato sottolineato, Costa ha anche MENTITO sulle caratteristiche dell’ultima monoposto, allora non si parla più di errore, ma di perseveranza. Se non è consapevole lui dei pregi e difetti di una macchina progettata da lui e dai suoi ingegneri, chi dovrebbe esserlo? Allora perché dichiarare falsità su una presupposta macchina estrema, che poi quando l’han vista tutti, via via si è sgonfiata ad essere il solito catorcio di sempre, fino ad ammettere il solito approccio conservativo? Ecco, in questa occasione Costa doveva avere l’onesta di dire: “Ok, io con questi regolamenti non riesco ad andare più di così; se la macchina non va, allora mi faccio da parte IO, per permettere alla Ferrari di trovare un sostituto”. A me risulta che sia successo l’esatto contrario: ecco perché parlo di attaccamento alla poltrona, un malcostume ormai troppo radicato in italia. Chi vuole stimare Costa, che continui pure a farlo; io invece sono convinto del contrario e ringrazio il giorno in cui FINALMENTE hanno avuto la “forza” di sollevarlo dal suo incarico. Ferito nell’animo e nell’orgoglio? Vedesse lui quanti rospi ha fatto ingoiare a migliaia di persone, dai tifosi agli stessi membri del team. In sostanza, contento che si sia levato dalle palle. Continuo ad escludere che 16 anni (più di flop che di esperienza) alla Ferrari, facciano curriculum per un top team. Coughlan è stato sbattuto fuori per via della spy story, non per motivi di scarsità: la miglior cosa che gli poteva capitare è stato ritornare ad una misera Williams. Vediamo per Costa …

    • povero chi se lo prende quotissimo al tutto il tuo discorso !!!

    • Ma che cattiveria e che acredine signor Revolt!

      Fa bene a vomitare tante parole insensate, nascosto dietro al punto interrogativo che compare sul casco, dentro cui mi immagino la sua testa, dentro la quale mi immagino il suo cervellino… Lei ha detto tante stupidaggini, che mi auguro siano derivanti dalla solita propensione degli italiani a sentirsi, potenzialmente, il miglior allenatore della nazionale.

      Costa, che io conosco e con cui ho lavorato per tanto tempo, non è niente di quello che lei dice.

      Costa non conosce la menzogna, è una persona cristallina, a differenza di molte persone che ancora oggi sono in Ferrari. Forse la sua passione totale per il lavoro, il suo non interesse a coltivare politicamente la sua figura, il suo dire sempre quello che pensava nell’interesse della squadra, lo ha fregato.

      La Ferrari di oggi non è quello che si vuol far credere.
      Ci sono persone di valore a Maranello, ma ci sono anche incapaci che sono sopravvalutati e che fanno pagare agli altri, direttamente o indirettamente, la loro pochezza.

      • ok ero io che raccontava balle per tutto l inverno se lo conosci digli che farebbe bene a sotterrarsi per la vergogna!!!

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