“La F1 che vorrei”, l’opinione di Vincenzo Sospiri

16 agosto 2011 11:33 Scritto da: Davide Reinato

Ancora pochi giorni a disposizione per inviare le vostre idee e suggerimenti per “La F1 che vorrei”, l’iniziativa che raccoglie le vostre proposte in un libro che consegneremo alla FOTA in occasione del Fans Forum del 7 settembre a Milano.

Oggi, prendendo spunto dalle vostre idee, siamo andati a chiedere un parere ad uno dei piloti italiani che non hanno avuto grande fortuna in F1, non per mancanza di talento, bensì per avere avuto la sfortuna di essere nel posto e nel momento sbagliato per arrivare nella massima categoria. L’ospite di oggi è Vincenzo Sospiri, dopo aver passato il 1996 come tester ufficiale del team Benetton Renault, nel 1997 ha debuttato in F1 con la Lola Ford, ma la vettura era un fallimento totale e accusava distacchi di oltre dieci secondi dagli avversari che non consentivano la qualificazione. Non per nulla la Lola disputò solo le qualifiche del GP d’Australia, lasciando Sospiri con un pugno di mosche in mano. Dopo essersi ritirato nel 2001 dalle corse, Sospiri è ora il team manager della Supernova ed ha supportato piloti come Vitaly Petrov e Jerome D’Ambrosio, oltre a lanciare il nostro Luca Filippi.

D: Vincenzo, nelle ultime settimane si parla insistentemente di un accordo tra i team per un ritorno dei test durante la stagione, probabilmente anche con qualche giorno da dedicare ai rookie. In una F1 dove gli sponsor contano più del talento, quanto potrebbero influire questi test?

R: “Dedicare solo 2-3 giorni ai giovani servirà poco per cambiare le cose, non aiuteranno i giovani ad entrare in F1. I budget di F1 sono così alti che le cifre che le squadre possono guadagnare da quei pochi giorni di test, non cambieranno assolutamente nulla”.

D: Tra le idee proposte dei nostri lettori, c’è chi propone un terzo pilota da far girare obbligatoriamente nel venerdì di libere per tutte le squadre per dare spazio ai giovani emergenti e, allo stesso tempo, farebbe felici  gli sponsor personali del pilota. Da ex pilota e team manager, pensi che la cosa darebbe più svantaggi che reali vantaggi?

R: “Si,  credo che questa idea sarebbe fattibile e potrebbe aiutare realmente a far fare esperienza ai giovani. Ma sarebbe importante che tutti i team partecipassero ad una iniziativa del genere e non solo i più piccoli”

D: In tanti non gradiscono l’ala mobile e il KERS. Tu come valuti le novità tecniche introdotte in questo 2011?

R: “La tecnologia avanza sempre e dobbiamo tutti lavorare per adattarci, dunque anche i piloti”.

D: Infine, la domanda di rito: su cosa lavorerebbe Vincenzo Sospiri per migliorare la Formula 1?

R: “Tra le tante cose, non dobbiamo dimenticare che la Formula 1 è sempre lo spettacolo più grande nel mondo delle corse. Secondo me, dovrebbero lavorare per coinvolgere di più il pubblico, magari trovando il modo di dare accesso ai paddock, ai box, ecc. Un po’ come fanno in America, dove l’atmosfera è molto diversa e gli appassionati sentono molte più vicine le squadre e i piloti”.

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