Le novità tecniche di Monza.

11 settembre 2011 20:58 Scritto da: Marco Di Marco

Il circuito superveloce di Monza ha consentito alle squadre di portare in pista degli affinamenti aerodinamici derivati dalla precedente trasferta di Spa.

Caratteristica comune a tutte le scuderie è stata quella di adottare alettoni posteriori dalla corda estremamente ridotta, in modo tale da garantire delle velocità di punta elevatissime, stimate sui 330 – 340 Km/h.

La Ferrari ha utilizzato un’ala posteriore caratterizzata da un profilo principale praticamente neutro, tale da garantire una resistenza all’avanzamento bassissima. L’ala, studiata specificamente per il circuito brianzolo, è stata inoltre dotata di due singole feritoie applicate nella zona alta delle paratie verticali ed un nuovo profilo inferiore, caratterizzato da un disegno notevolmente svergolato finalizzato all’ottimizzazione dello sfruttamento delle gomme posteriori grazie ad un incremento del carico aerodinamico.

Questo dovrebbe essere l’ultimo sviluppo aerodinamico previsto in questa stagione per la F150° Italia. Nonostante le dichiarazioni di facciata, infatti, si può ragionevolmente ritenere che gli ingegneri di Maranello si dedicheranno ormai alla realizzazione della vettura 2012.

Novità di dettaglio anche per la Mercedes. La scuderia tedesca ha difatti utilizzato un’ala posteriore simile a quella già vista a Spa, ma caratterizzata da un profilo principale dalla corda ridottissima e dalla gradazione praticamente neutra. Questa impostazione aerodinamica ha permesso a Michael Schumacher di difendersi dagli attacchi di Lewis Hamilton in rettilineo, grazie ad una velocità di punta prossima ai 340 km/h, ma ha anche impedito al pilota tedesco di avere una corretta stabilità in frenata e grip in uscita di curva.

Novità anche per la Toro Rosso. La scuderia di Faenza, dopo aver introdotto il nuovo musetto nel Gran Premio del Belgio, ha svelato un nuovo alettone anteriore, dotato di nuovi flap svergolati verso il basso, in modo da garantire una pulizia maggiore del flusso aerodinamico nel sottoscocca della vettura.

Medesimo alettone posteriore visto a Spa, infine, per la McLaren. Il profilo secondario è caratterizzato da una corda ridotta, mentre il profilo principale è caratterizzato da una maggiore angolazione rispetto alla concorrenza. Questo profilo ha garantito alla scuderia di Woking di avere un ottimo grip in uscita di curva senza penalizzare eccessivamente la velocità di punta.

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