Paddock Club: più business, meno passione

14 settembre 2011 16:12 Scritto da: Davide Reinato

Il weekend di Monza ha portato via i vari festini al parco, nuove conoscenze, storie da raccontare a parenti e amici. Lo abbiamo scritto ieri e lo ribadiamo oggi: Monza possiede un’atmosfera magica che lega gli appassionati e che scavalca le barriere del tifo.

Ma, come per ogni cosa, c’è sempre l’altro verso della medaglia. The Dark side of the moon, cantavano i Pynk Floyd. In quel di Monza c’è un modo di vivere i tre giorni del GP in maniera totalmente diversa, lontana dalle grandi sudate, le birrette a sei euro o le notti passate in tenda. Stiamo parlando del Paddock Club, il luogo più esclusivo che per ogni weekend di gara accoglie gli ospiti VIP in hospitality dove si respira un’aria molto diversa da quelle delle tribune.

Già dalle modalità di arrivo in pista si notano le differenze con il resto del mondo: gli appassionati che comprano i biglietti, arrivano in pista con i mezzi pubblici. La circolazione intorno al Parco di Monza si rivoluziona per il periodo del GP ed arrivare in pista con la propria vettura è consentito solo agli addetti ai lavori e ai possessori del pass per il Paddock Club.  In certi casi, c’è chi arriva anche in elicottero, sia mai stare in coda nel traffico brianzolo.

Una volta oltrepassato il tornello giù all’ingresso, ci si rende conto di aver quasi cambiato mondo. A Monza, l’ingresso era situato esattamente a pochi metri dall’entrata Paddock di Vedano, ossia dove piloti e tecnici lasciano le loro auto per entrare in pitlane. In quel punto, si accalcano un mare di tifosi a caccia di autografi, ma girato l’angolo si accede al club più esclusivo della Formula 1.  La cura dei dettagli è maniacale e tutto rasenta la perfezione. Nell’area Lounge, anche durante le prove e la gara, si trova sempre qualcuno intento ad assaggiare delizie varie e sorseggiare champagne, rigorosamente Mumm. Salendo all’ultimo piano dell’edificio dei box, c’è finalmente modo di vedere un po’ di motori. La balconata affaccia proprio sulla pitlane ed è quasi come come stare in tribuna centrale, con la nota positiva che gli ospiti non sganciano un euro per starci e – per di più – mangiano le mille prelibatezze che gli chef allo stand cucinano fin dal mattino.

Non c’è nessun dubbio sulla gestione delle attività in questi spazi, rigorosamente gestiti dalla FOM. Cambiano gli stand dell’ospitalità, ma il cibo, il personale e quant’altro è tutto standardizzato ad alti livelli. Così, è facile ritrovarti a pranzo con i diversi investitori delle squadre e, senza accorgertene, ti ritrovi anche a chiacchierare con qualche pilota, venuto via dal paddock per stare con “quelli col grano”, così come sponsor e team impongono loro.

Altro che panino e birretta. Un mondo di pochi eletti sconosciuto al grande pubblico. Ma consolatevi: non si respira l’aria dei motori lì, nonostante il rumore assordante ti spacchi i timpani e l’odore acre che sale dai box ti riempia le narici. E’ tutto più freddo, meno sentito. C’è più business che passione.

Ecco cos’è il Paddock Club: the rich side of Formula 1.

6 Commenti

  • Una volta un mio amico che per lavoro poteva avere di questi biglietti qui ci andò.
    Praticamente ti coccolano come un bimbo, mangi prelibatezze, servito e riverito. Però poi vedi la partenza, da dietro i vetri e con l’aria condizionata. Boh, per una volta per carità, chi non ci andrebbe, ma per vedere veramente la formula 1 ci sono posti migliori. Dove si può anche fare più casino!

  • uhm… mah!… boh! non so… ma questi qua neanche pagano ? cioè sono ospiti?

  • Riki
    meglio fuori, in mezzo alla gente sudata, sotto il sole a 40 gradi, a far tremare la tribuna esterna della prima variante quando il grande Fernando galvanizzato dalla marea Rossa ha tirato una staccata d’altri tempi passando da 4 a primo… Meglio abbracciare lo sconosciuto di fianco che non hai mai visto prima in vita tua ma che condivide con te la stessa passione e come te veste di Rosso… E meglio farci una risata con quelli che vestono i colori di un’altra scuderia o supportano un altro pilota… La F1 che vogliamo è questa, non quella del business televisivo con le tribune deserte (leggi gp mediorientali o estremorientali) Non ci interessano le tribunette con l’aria condizionata ed i calici di champagne occupate da gente che nemmeno guarda quello che succede in pista… E poi, giusto per puntualizzare, mezzo litro di hollandia alla coop di Niguarda costa 37 centesimi… 😉 e nello zainetto termico c’era spazio per offrirne anche ai vicini di tribuna. Questa è la F1, questo è l’automobilismo. A farlo siamo noi tifosi che siamo supporters di McLaren, di Ferrari, di Vettel o di Kobayashi… La F1 siamo noi.

    Bravo!quoto ogni parola!!:)

    • sammy l’articolo che fa per noi non è sicuramente questo noi siamo da EMOZIONI FUORI E DENTRO quello è da leggere attentamente
      leggi il mio post di stamattina forse ti è sfuggito ma è “vicenda vissuta” e

      • concordo pienamente,ho rimediato.l’ho letto ora,ieri le pag del blog facevo fatica a caricarle,anche stamattina un po’.

  • meglio fuori, in mezzo alla gente sudata, sotto il sole a 40 gradi, a far tremare la tribuna esterna della prima variante quando il grande Fernando galvanizzato dalla marea Rossa ha tirato una staccata d’altri tempi passando da 4 a primo… Meglio abbracciare lo sconosciuto di fianco che non hai mai visto prima in vita tua ma che condivide con te la stessa passione e come te veste di Rosso… E meglio farci una risata con quelli che vestono i colori di un’altra scuderia o supportano un altro pilota… La F1 che vogliamo è questa, non quella del business televisivo con le tribune deserte (leggi gp mediorientali o estremorientali) Non ci interessano le tribunette con l’aria condizionata ed i calici di champagne occupate da gente che nemmeno guarda quello che succede in pista… E poi, giusto per puntualizzare, mezzo litro di hollandia alla coop di Niguarda costa 37 centesimi… 😉 e nello zainetto termico c’era spazio per offrirne anche ai vicini di tribuna. Questa è la F1, questo è l’automobilismo. A farlo siamo noi tifosi che siamo supporters di McLaren, di Ferrari, di Vettel o di Kobayashi… La F1 siamo noi.

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