Addio a Dan Wheldon: il saluto della F1

17 ottobre 2011 16:12 Scritto da: Redazione

Il mondo del motorsport è in lutto. Nel corso dell’ultima gara del campionato Indycar a Las Vegas, uno dei più grandi incidenti della storia dell’automobilismo ci ha privato di un pilota di grande classe: Dan Wheldon.

33 anni, pilota britannico di grande talento che in patria vinse qualcosa come otto titoli karting ed un campionato di Formula Ford, prima di andare in America a cercare un posto al sole. E’ proprio in Indycar che trova la sua felicità, vincendo due edizioni della 500 Miglia di Indianapolis, nel 2005 e nel 2011.

Ieri la sua ultima corsa. La proposta che non poteva rifiutare: correre scattando dall’ultima posizione e, in caso di vittoria, avrebbe ricevuto un assegno da due milioni e mezzo di dollari. Impresa difficile, ma non impossibile. Ma il tutto è durato poco più che una decina di giri, poi quel groviglio di carbonio e fuoco si è portato via Dan, per sempre.

La tristezza per la perdita di un pilota come Wheldon dilaga anche in Formula 1. Dopo la triste conferma del decesso, avvenuto qualche ora dopo il ricovero allo University Medial Center, i primi a volerlo ricordare sono stati Hamilton e Button. I due piloti della McLaren hanno condiviso su Twitter i loro stati d’animo.

“Questo è un giorno estremamente triste – ammette Hamilton – Era un pilota di grande talento: Dan è stato un pilota che avevo seguito per tutta la mia carriera. Pur essendo un ragazzo inglese, non solo si era avvicinato alle categorie tipiche degli States, ma aveva anche vinto due volte la 500 Miglia di Indianapolis. Era un ragazzo dalla guida istintiva, qualcuno che ogni pilota deve guardare con rispetto e ammirazione. Il mio cuore è vicino alla sua famiglia e gli amici in questo momento estremamente difficile”.

Gli fa eco Button che con Wheldon ha condiviso molto: “Ho tanti bei ricordi delle corse con Dan nei primi anni ’90, un combattente vero. Abbiamo perso una leggenda nel nostro sport, ma anche un bravo ragazzo. Non posso immaginare cosa stia attraversando la sua famiglia, i miei pensieri sono col loro in questo momento difficile. Spero possa riposare in pace”.

Un’atmosfera generale di cordoglio a cui si unisce anche Rubens Barrichello. Sempre attraverso il social network Twitter ha scritto: “Sono stordito dalla terribile notizia della scomparsa dell’amico Dan Wheldon. Non dimenticherò mai i bei momenti vissuti insieme e le sfide di kart in Brasile. Riposi in pace”, ha concluso il brasiliano.

Il lato più brutto del motorsport è venuto fuori ieri a Las Vegas. Lo fa di tanto in tanto, in diverse categorie,  per ricordarci che per quanto grande sia la sicurezza raggiutna oggi, questi ragazzi sfidano la morte ad ogni singolo giro. Quando siamo costretti a ricordarcene, le lacrime ci segnano il volto incupito.

Si andrà avanti come ogni volta. Perché si vive di passione. Anche se a volte, per lei, si arriva anche a morire.

Ciao Dan!

16 Commenti

  • Stavo vedendo la gara in diretta..all’improvviso si è scatenato l’inferno..qualcosa di simile lo avevo solo visto in Final destination 3D..!!
    Grande pilota della indycar series, wheldon… Stava correndo a las vegas per una sfida..ma in fondo ogni pilota corre per una personale sfida.. La roulette stavolta ha estratto il suo numero in rosso.. Riposa in pace dan.. ciao “diavolaccio”…

  • Scusatemi ancora e se scrivo in questo articolo che dovrebbe essere solo di commemorazione per Dan,ma io non ce la faccio più. Ho la sfortuna di leggere il quotidiano dove scrive il sig Leo Turrini e leggendo il suo articolo inerente all’incidente di Wheldon mi si sono drizzati i capelli. Non è ne il momento e luogo e quindi non voglio dilungarmi. Chiedo solo a voi redazione se avete un contatto di questo pseudo giornalista mail o casella postale che sia. Sento il bisogno di scriverli non ho mai letto tanta approssimazione,ipocrisia,superficialità e superbia. Desidero davvero esprimere il mio dissenso per quello che scrive. Grazie.

  • certo che è uno degli incidenti più brutti che abbia mai visto,è brutto dirlo ma poteva andare pure peggio.
    sono gare veramente pericolose,a 360 kmh in 3 o 4 si affiancano,basta sfiorarsi e succede il disastro.
    spesso va bene perchè chi perde il controllo va all’esterno a strisciare o sbattere,ma stavolta chi innesca l’incidente è quello che si intraversa con dietro venti macchine che arrivano addosso.
    non si ha il tempo nè di reagire nè di fare altro.

  • Alexandro HAMALORAI

    Scene del genere le avevo viste solo nei videogiochi di formula indy.

    Invece qui, si tratta di realtà e la vita la si perde realmente.
    Conoscevo Wheldon di nome, il quale si aggiungeva ai vari Franchitti, Castroneves,Patrick,Andretti,Power ecc.

    Dispiace ogni volta quando un pilota muore in pista, ma proprio noi che questi sport li seguiamo, non possiamo far finta di niente nel senso, si sà come sono le corse, quei piloti , come anche i nostri in F1, non vanno a giocare a briscola o a boccette, ma vanno al limite e spesso anche oltre per girare per 1 ora e mezza (anche 3 ore nel caso della indy) a oltre 300 Km/h.

    Quindi, un saluto a Dan Wheldon, e posso immaginare i tifosi d’oltreoceano come si possano sentire perdendo uno dei loro pezzi più forti.
    Immaginare che qualcosa del genere possa succedere con un nostro pilota di F1 (di qualsisasi squadra), è scioccante poterlo accettare, maggior ragione con l’alta affidabilità negli impatti che le F1 hanno oggi, sarebbe ancora più inaspettata una eventuale tragedia.

  • Voglio fare un saluto nuovamente al grande Dan.. Nell’ultima 500 miglia d’Indianapolis vinta,sembravi molto James Hunt,adesso sarai lì con lui e Ayrton,Gilles,Roland… Guarderai tutti dall’alto come spesso ti capitava fare anche in pista… Ciao Dan,sei un numero uno!!

  • nn conosco ne il pilota ne la categoria ma poco importa mi dispiace tantissimo !!!

  • ieri l’ho vista in diretta,e purtroppo si capiva che la situazione era gravissima.
    però la speranza è l’ultima a morire,ed è sempre un’immensa tristezza quando viene a mancare uno dei piloti che ogni volta ci tengono davanti allo schermo.

    la morte fa parte di questo sport ma fa sempre male lo stesso.

    che riposi in pace il povero Dan,e un abbraccio alla sua famiglia.

  • Quale sensazione averlo visto correre spesso e poi,nel momento peggiore,esserne informato solo adesso.
    Voglio solo ribadire la mia denuncia contro la IndyCar,non è la prima volta che ne parlo,perchè è scandaloso lo stato di questa formula,velocità troppo elevate con vetture fin troppo poco sicure.Non mi ricordo quante volte dall’ultimo incidente mortale,avvenuto nel 2007,ci siano stati incidenti potenzialmente mortali.Solo qualche mese fa,su un cittadino, era avvenuto un incidente molto rischioso,qualcuno che segue la Indy sicuramente se lo ricorda.Contesto soprattutto la conformazione delle vetture,nessuno ha mai lavorato su questo aspetto,a differenza della F1.
    Ma sì,specialmente negli ultimi tempi,è quel che si vuole,spettacolo e incidenti,parlo delle formule statunitensi/nordamericane,poi quando avvengono gli incidenti ci si indigna per un giorno,e poi si riprende quel disgustoso atteggiamento,secondo il quale la vita dei piloti passa in secondo piano.

    • Ciao F!50, non sono del tuo stesso parere.
      La dinamica dell’ incidente è stata pazzesca, su 13 auto incidentate ha retto la scocca di tutte e 13 le vetture, purtroppo la vettura di Dan è finita contro le reti perdendo il roll-bar, non puoi sapere in fase di incidente dove vai a sbattere, se finisci a muro gli stessi sono fatti in modo che strisci contro, se sei sfigato finisci contro le reti e, nella normalità ci lasci le penne.
      Purtroppo sono circostanze difficili da evitare, un pò come la molla finita contro Felipe, due centimetri ed eravamo a parlare di una morte assurda.
      Poi non è normale che ci sia gente che cerca gli incidenti in Indy-Car, chi lo fà lo cerca comunque anche in F!, GP2, MotoGp ed anche in tutte le altre categorie motorsport.
      A presto

    • F150, beh sulla sicurezza stanno lavorando senza ombra di dubbio, dall’anno prossimo le vetture avranno delle carenature posteriori proprio per evitare i decolli (invece in Formula 1 se ne parla da tempo ma non si è mai fatto nulla a riguardo). Il problema principale è che se l’auto va sulla rete metallica, c’è veramente poco da fare. Comunque ancora un saluto a Dan.

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