“La cultura indiana sarà uno shock per la F1″

25 ottobre 2011 11:15 Scritto da: Davide Reinato

La cultura indiana potrebbe non trovare molta approvazione nell’ambiente della Formula 1. Nel circus tutto è schedulato nei minimi particolari, tanto da rendere frenetica la vita di chi ci lavora: ogni minuto è prezioso. In India, invece, è tutto molto incentrato sulla spiritualità e tutto è molto più tranquillo, più relativo. Due mondi in netto contrasto. Così, Karun Chandhok si è preso la briga di dare qualche consiglio ai propri colleghi che metteranno piede in India per la prima volta.

In una intervista al giornale svizzero Blick, Chandhok ammette: “La cultura indiana sarà uno shock per molti. E’ un caos organizzato, come in Malesia o in Brasile. E coinvolge tutto: il traffico, il cibo, il nostro stile di vita. Siamo molto chiassosi e caotici. Quando si arriva qui, si ha l’esperienza di questa sorta di follia che sorprenderà tutti. Ma questo vuol dire che l’India è un paese con l’anima”. Il pilota indiano fa un ironico paragone con il nostro bel paese: “Niente è strutturato. Se qualcuno vi da appuntamento per le 12:30, probabilmente per lui vuol dire all’una o alle due.  Più o meno si può pensare all’Italia”.

Altro aspetto importante sarà quello dell’alimentazione. Chandhok ha raccomandato a tutti di farsi vaccinare e stare attenti al cibo: “Bisogna stare attenti col cibo. Bisogna bere solo acqua in bottiglia e non usare il ghiaccio, così come non mangiare cibi crudi. Solo alimenti cotti, così nessuno dovrebbe aver problemi”.

Nuovo GP, nuova cultura con cui convivere. Peccato che Chandhok potrà vivere l’emozione del GP di casa solamente nelle prove libere 1, mentre il connazionale Karthikeyan sarà “l’idolo” di casa, a bordo della HRT. Karun si è detto deluso di non poter correre nel primo GP indiano: “Sono stato coinvolto nel progetto quando la pista praticamente non esisteva, basti pensare che ho rilasciato 28 interviste negli ultimi due giorni. C’è molta attenzione per i piloti indiani in F1, sono ovviamente deluso. Sono sicuro che sarà stata una scelta difficile per Fernandes, ma io continui a sperare di poter correre di nuovo per il Team Lotus in futuro”.

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