Vettel scatenato. Ed ora oltre a Mansell trema anche Schumy!

30 ottobre 2011 18:02 Scritto da: Mario Puca

Ok Seb, hai anche il giro veloce! Ora però porta la macchina alla fine della gara… E’ praticamente questa la comunicazione radio che Vettel ascolta quando mancano due giri alla fine del primo GP d’India ed è questo l’unico modo che la Red Bull ha per tentare di frenare i bollenti spiriti di Sebastian Vettel. Quel ragazzino ha già vinto il titolo piloti con largo anticipo ma pare non voglia proprio saperne di alzare il piede.

Pole, giro veloce e vittoria tenendo la leadership dall’inizio alla fine, in sintesi “gran chelem”, che può essere anche tradotto in un altro modo molto semplice: dominio assoluto. Ed è l’immagine perfetta per descrivere il weekend indiano di Sebastian, che si aggiudica la sua  dodicesima vittoria stagionale. Ormai non si corre più per i punti del campionato, ma solo per battere record. Quello di giri in testa detenuto da Mansell (con 693) è stato battuto proprio oggi, quello di pole position, sempre di Mansell, potrà essere eguagliato tra due domeniche ad Abu Dhabi; a questo si aggiunge anche il record di vittorie conquistate in una sola stagione detenuto da Michael Schumacher, che nel 2004 ottenne 13 vittorie in 18 appuntamenti mondiali. Con ancora due gare in programma e un Vettel così, hanno davvero di che preoccuparsi Nigel e Michael.

Che dire della gara di Sebastian? Condotta in maniera impeccabile senza alcuna esitazione dall’inizio alla fine; partenza perfetta, strategia perfetta, consumi perfetti, mai un lungo, mai una frenata al limite, “Perfettel” insomma! Il giro veloce riconquistato ai danni del compagno di squadra negli ultimi giri è la prova che vedremo il nome di questo ragazzo sempre più su nelle classifiche dei record: “E’ stata una corsa molto bella e me la sono proprio goduta! Jenson era sempre a circa 4 secondi da me, ma stranamente si avvicinava sempre di più dopo i pit stop. Eppure io spingevo molto forte nel giro di rientro, ma perdevamo sempre in quella fase e dobbiamo ancora capire come mai. E’ stato cruciale gestire bene gli pneumatici ed essere sicuri di averne abbastanza per arrivare alla fine, ma è stata una corsa molto regolare. L’auto aveva un bilanciamento perfetto. Ringrazio anche il gruppo Renault che ha fatto un lavoro fantastico fino a questo momento.”

Sebastian conclude la sua intervista confessando di aver vissuto emozioni contrastanti per tutto il weekend e dedica un pensiero a Wheldon e Simoncelli: “Ho un mix di emozioni oggi. Sono davvero contento di aver vinto la prima edizione del GP di India ma d’altra parte abbiamo perso due compagni recentemente. Non conoscevo Wheldon ma era un grande personaggio del motorsport. Avevo invece conosciuto Simoncelli quest’anno ed il nostro pensiero ora è con le loro famiglie. Sappiamo che corriamo certi rischi e ovviamente preghiamo sempre che non succeda mai nulla ma quando succede qualcosa che ce lo ricorda è sempre molto brutto.”

Mark Webber può praticamente dire addio al secondo posto in classifica finale. La matematica non lo ha ancora “condannato” ma se corre così si condanna da solo. E’ l’ennesima occasione persa per Webber, uno che dopo Suzuka aveva detto “finalmente, adesso posso correre più libero” e che invece si busca ad ogni gran premio l’ulteriore lezione di guida dal compagno di squadra. Il suo start è buono ma regge fino alla prima curva, quando saluta Jenson Button. Poi tocca ad Alonso beffare Mark grazie ai pit stop. Con una Red Bull così forte c’è davvero da stupirsi delle prestazioni “umane” di Mark; oppure no? “Abbiamo perso il podio a metà corsa”, commenta Webber. “E’ la storia di quest’anno praticamente. Non riesco ad avere il passo giusto alla fine di ogni stint, quindi finisco le gomme  e perdo la strategia, perchè devo fermarmi prima e questo mi complica la vita. Alla fine non ero abbastanza veloce. Avevo un buon passo all’inizio di ogni stint ma nel finale ci ritrovavamo sempre dietro gli altri, il bilanciamento peggiorava sempre in quella fase. E’ stata una bella battaglia con Alonso ma le Ferrari e le McLaren erano molto forti nel primo settore. Jenson mi ha superato nel prmo giro; ero più veloce di lui nei primi giri ma ho rovinato le gomme. Purtroppo è andata così, sono deluso ma ora c’è da pensare ad Abu Dhabi.”

 

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