Brasile 91: la magia di Senna con il cambio KO

30 novembre 2011 23:00 Scritto da: Mario Puca

Il controverso e spettacolare circuito di Interlagos è sempre stato teatro di gare indimenticabili. Lo sa bene Massa, che nel 2008 transitò sotto la bandiera a scacchi addirittura da campione del mondo, salvo poi essere beffato pochi secondi dopo da Hamilton, e lo sa Raikkonen, che l’anno prima si ritrovò inaspettatamente campione del mondo grazie all’harakiri McLaren. Ma l’episodio più bello relativo a questo circuito è certamente legato a chi quella bandiera verde-gialla-blu la faceva sventolare un pò ovunque nel mondo: Ayrton Senna.

Quel 24 marzo 1991 il campione del mondo in carica inseguiva per l’ennesima volta la vittoria davanti alla sua gente, al suo paese. Per ogni pilota la vittoria “in casa” è certamente la più emozionante, ma per Ayrton il Brasile era motivo di orgoglio e vincere a casa sua era probabilmente la sfida che più lo attanagliava; non c’era mai riuscito e questa cosa probabilmente lo assillava in maniera insopportabile.

Forse quella era la volta buona. Ayrton aveva ottenuto la pole position, nonostante le polemiche; l’entrata ai box di Interlagos è tra le più pericolose e particolari dei circuiti di F1. Praticamente si affronta in pieno l’ultima curva e si scarta a sinistra per immettersi nella corsia dei box; guai se arriva qualcuno in scia. Per ovviare a questo problema si decise che bisognava utilizzare la riga bianca che indica la pit lane come punto di riferimento per impostare la curva. Morbidelli passò all’interno e gli fu tolto il miglior tempo; Senna fece lo stesso, ma ottenne la pole.

Al via Ayrton mantenne il comando davanti a Patrese e Mansell riuscendo a mettere tra sé e il duo Williams circa 3 secondi. Mansell si fece sotto, fino al 50° giro, quando una foratura lo costrinse ad un’ulteriore sosta ai box. Dieci giri dopo però è Senna ad essere nei guai. Il cambio fa le bizze e la quarta è andata; l’agognata vittoria comincia a sfuggire di mano al brasiliano. Fortunatamente per Senna, Mansell si ritira appena un giro dopo proprio per problemi al cambio ma per Ayrton la preoccupazione è un’altra: passano i giri e il cambio della sua McLaren perde altre marce.

Ad Ayrton resta solo la sesta per continuare ma con le curve lente di Interlagos è quasi impossibile proseguire. Ayrton non molla e cerca di far funzionare il cambio “con le cattive” e guidando con grandissima maestria. Il campione del mondo gira circa 5 secondi più lento di Patrese, anch’egli con problemi al cambio, ma resiste. La voglia di vincere è troppa. La Mp4/6 quasi si ferma nei tornantini, ma Ayrton prosegue la sua folle corsa.

Come se non bastasse, durante gli ultimi giri arriva un improvviso temporale; il camera car inquadra Senna sbracciarsi per indicare ai commissari che la pista si sta bagnando velocemente. Un tentativo disperato per far finire prima quell’agonia. Nulla da fare, si continua fino alla fine!

Ayrton taglia il traguardo per primo in un grido di gioia mista a dolore. E’ lo sfogo più naturale possibile. Finalmente ce l’ha fatta: il GP del Brasile è suo! Quasi non ce la fa a raggiungere il podio; la lotta con il cambio della sua McLaren gli ha quasi paralizzato dallo sforzo il braccio destro, tanto che sul podio quasi non riesce ad alzare la coppa del vincitore. E’ l’ultimo sforzo da fare per accorgersi davvero di aver vinto il GP di casa.

Altro che subdole strategie e giochi di squadra… Quel giorno il cambio si ruppe per davvero! Ma la straordinaria forza di volontà di Ayrton, nonostante il cambio bloccato in sesta, gli regalò probabilmente la vittoria più bella della sua carriera.

35 Commenti

  • La Percorrenza delle curve non è poi cosi’ migliorata come si dice, basta ricordare che le f1 di una volta non avevano fondo scalinato ma piatto e quindi piu’ efficiente, avevano altri alettoni e una larghezza maggiore.
    In particolare poi con l’arrivo delle sospensioni attive avevano velocità’ in curva disumane rispetto anche alla f1 odierne…
    Adesso è migliorata molto accelerazione e frenata, sulla preparazione atletica sono parzialmente d’accordo, perche’ è verissimo che quando arrivo’ Schumacher in f1 cambiarono alcuni metodi di lavoro, anche se bisogna dire che lo stesso Senna faceva tanta preparazione fisica e anche gli altri piloti chi più’ chi meno non erano cosi’ impreparati come si dice.
    Pero’ non bisogna estremizzare tutto, dicendo che i piloti sono atleti in grado di giocare ai mondiali o partecipare alle olimpiadi…. Quello che serve è una discreta forza sulle braccia un collo allenato e un peso contenuto non tanto per lo sport quanto per poter usare maggiore zavorra. I piloti sono degli atleti come un normalissimo uomo sportivo che si allena ogni giorno, ma non per le olimpiadi o per fare il record ai 100 metri insomma. Infatti lo stesso shuamcher pur essendo un vecchietto non lo vedo per niente affaticato ma un atleta della sua eta’ non potrebbe fare i mondiali di calcio.

    C’è da dire anche che le gomme erano completamente diverse, una volta si vedevano le sospensioni lavorare con scuotimenti della vettura incredibili. Oggi sono le gomme ha fare tutto, fanno anche da sospensioni e riducono al minimo l’utilizzo meccanico delle sospensioni.

    La cosa strana è che in questa stagione per qualche istante ho avuto l’impressione di vedere le f1 di una volta grazie alle scintille create pero’ dall’alettone anteriore… ma credo che siano vetture completamente diverse e direi anche sgraziate troppo lunghe è strette.

  • Perfettamente d’accordo con Mauro e Carlo65. Carlo in particolare ha toccato un punto molto importante: Il fatto che dalla seconda metà degli anni ’90 in poi i piloti sono diventati Atleti(con la A maiuscola). Infatti basti vedere che la preparazione atletica dei piloti è degna di un calciatore che fa la coppa dei campioni, oltre al fatto che i piloti moderni seguono diete ferree in modo da controllare il peso non sul Kilo, ma sul Grammo (proprio allo stesso modo in cui si controllano i decimi di secondo in pista). C’è una cura del particolare che ai tempi di Senna non esisteva e fortunatamente questo progresso c’è stato anche sul piano della sicurezza. Sicuramente se Senna (Ayrton ovviamente) corresse oggi sarebbe al top come lo era ai suoi tempi, allo stesso modo in cui lo sarebbero stati i campioni di oggi se avessero gareggiato tra gli anni ’80 e ’90.

  • Mauro
    secondo me zio ture nn ha tutti i torti nel dire che le F1 di oggi sono piu “facili” da guidare, e portare a termine una corsa ormai è una cosa che tutti possono fare, facendo anche molta meno fatica fisica rispetto a ventanni fa. se è vero questo, però bisogna anche dire, che negli ultimi anni la F1 è diventata roba per gente perfetta….e anche se le differenze tra le prestazioni tra i piloti si sono assottigliate rispetto al passato, bisogna cmq ammettere che i risultati alla fine sono sempre gli stessi…è cioè che il pilota piu forte, sulla macchina piu forte, alla fine vince il mondiale. Questo perchè se la fatica fisica è stata quasi del tutto risolta (basta vedere i piloti di oggi quando scendono dalle auto), è aumentata quella psicologica. Nei gran premi di oggi, per vincere, devi fare 60 giri da qualifica…è molto difficile trovarti in gare dove puoi gestire, o magari commettere dei piccoli errori o sbavature, perchè perdere 2 secondi con un uscita di pista, o un un qualsiasi altro problema, ti penalizza decisamente di piu rispetto al passato. Una volta si correva con i secondi, oggi si guarda al decimo, se non al centesimo. La competitività è talmente alta, che per vincere tutto deve tendere alla perfezione. Questa è la difficoltà odierna, che è molto differente da quella del passato. Io credo che questa F1 sia tutt altro che noiosa, forse è meno affascinante rispetto al passato, le auto sono diverse, i modi di correre sono diversi, le gavette sono diverse, tutto quello che volete. però alla fine dei conti, il pilota di punta del team piu forte, come vinceva vent anni fa, vince ancora oggi, cosi il pilota vincente come emergeva allora, emerge anche oggi. per quanto riguarda ai “confronti”, io la penso come carribean, ma aggiungo questo….i piloti per arrivare in F1, imparano/imparavano a guidare con mezzi e metodologie di lavoro e guida totalmente diversi. cioè..per farmi capire….se oggi un matematico, dovesse fare dei calcoli complessi senza calcolatrici o mezzi elettronici, probabilmente nn riuscirebbe a risolverli con la dimestichezza che avevano i suoi colleghi vent anni prima….questo perchè ora si usa altro, e i metodi “manuali” ormai te li insegnano solo per cultura personale….del resto, se prendi un matematico di cinquantanni e gli dai in mano un problema, impossibile da risolvere senza tecnologia…lui a mano nn riuscirà mai a risolvertelo…e anche se gli dai da usare un programma sofisticatissimo, lui riuscirà si a usarlo…ma ci metterà molto piu tempo rispetto a un giovane di oggi. questo nn perchè quello di cinquantanni è stupido, ma solo perchè le basi di formazione sono diverse.

    quotone su tutto !!!:)

  • Mauro
    secondo me zio ture nn ha tutti i torti nel dire che le F1 di oggi sono piu “facili” da guidare, e portare a termine una corsa ormai è una cosa che tutti possono fare, facendo anche molta meno fatica fisica rispetto a ventanni fa. se è vero questo, però bisogna anche dire, che negli ultimi anni la F1 è diventata roba per gente perfetta….e anche se le differenze tra le prestazioni tra i piloti si sono assottigliate rispetto al passato, bisogna cmq ammettere che i risultati alla fine sono sempre gli stessi…è cioè che il pilota piu forte, sulla macchina piu forte, alla fine vince il mondiale. Questo perchè se la fatica fisica è stata quasi del tutto risolta (basta vedere i piloti di oggi quando scendono dalle auto), è aumentata quella psicologica. Nei gran premi di oggi, per vincere, devi fare 60 giri da qualifica…è molto difficile trovarti in gare dove puoi gestire, o magari commettere dei piccoli errori o sbavature, perchè perdere 2 secondi con un uscita di pista, o un un qualsiasi altro problema, ti penalizza decisamente di piu rispetto al passato. Una volta si correva con i secondi, oggi si guarda al decimo, se non al centesimo. La competitività è talmente alta, che per vincere tutto deve tendere alla perfezione. Questa è la difficoltà odierna, che è molto differente da quella del passato. Io credo che questa F1 sia tutt altro che noiosa, forse è meno affascinante rispetto al passato, le auto sono diverse, i modi di correre sono diversi, le gavette sono diverse, tutto quello che volete. però alla fine dei conti, il pilota di punta del team piu forte, come vinceva vent anni fa, vince ancora oggi, cosi il pilota vincente come emergeva allora, emerge anche oggi. per quanto riguarda ai “confronti”, io la penso come carribean, ma aggiungo questo….i piloti per arrivare in F1, imparano/imparavano a guidare con mezzi e metodologie di lavoro e guida totalmente diversi. cioè..per farmi capire….se oggi un matematico, dovesse fare dei calcoli complessi senza calcolatrici o mezzi elettronici, probabilmente nn riuscirebbe a risolverli con la dimestichezza che avevano i suoi colleghi vent anni prima….questo perchè ora si usa altro, e i metodi “manuali” ormai te li insegnano solo per cultura personale….del resto, se prendi un matematico di cinquantanni e gli dai in mano un problema, impossibile da risolvere senza tecnologia…lui a mano nn riuscirà mai a risolvertelo…e anche se gli dai da usare un programma sofisticatissimo, lui riuscirà si a usarlo…ma ci metterà molto piu tempo rispetto a un giovane di oggi. questo nn perchè quello di cinquantanni è stupido, ma solo perchè le basi di formazione sono diverse.

    quoto tutto, solo vorrei puntualizzare una cosa, la fatica fisica: le monoposto di oggi hanno decelerazioni e percorrenza curva molto superiori alle vetture di vent’anni fa, quindi il fisico è sottoposto a piu stress oggi, mentre prima era piu faticoso per il cambio manuale e l’assenza del servosterso, quindi le cose si bilanciano, l’unica differenza è che oggi hanno una preparazione in palestra molto superiore, per questo i piloti odierni arrivano alla fine piu freschi, è stato il kaiser a intraprendere questa fisolofia, se andate a riguardarvi i podi di qualche anno fa dove cera schumi, lui rispetto ai due colleghi sul podio era molto meno stanco, poi tutti si sono adeguati e i risultati si vedono.
    non dimentichiamo che nei decenni scorsi alcuni piloti fumavano, cosa ora totalmente assurda per un atleta.

  • secondo me zio ture nn ha tutti i torti nel dire che le F1 di oggi sono piu “facili” da guidare, e portare a termine una corsa ormai è una cosa che tutti possono fare, facendo anche molta meno fatica fisica rispetto a ventanni fa. se è vero questo, però bisogna anche dire, che negli ultimi anni la F1 è diventata roba per gente perfetta….e anche se le differenze tra le prestazioni tra i piloti si sono assottigliate rispetto al passato, bisogna cmq ammettere che i risultati alla fine sono sempre gli stessi…è cioè che il pilota piu forte, sulla macchina piu forte, alla fine vince il mondiale. Questo perchè se la fatica fisica è stata quasi del tutto risolta (basta vedere i piloti di oggi quando scendono dalle auto), è aumentata quella psicologica. Nei gran premi di oggi, per vincere, devi fare 60 giri da qualifica…è molto difficile trovarti in gare dove puoi gestire, o magari commettere dei piccoli errori o sbavature, perchè perdere 2 secondi con un uscita di pista, o un un qualsiasi altro problema, ti penalizza decisamente di piu rispetto al passato. Una volta si correva con i secondi, oggi si guarda al decimo, se non al centesimo. La competitività è talmente alta, che per vincere tutto deve tendere alla perfezione. Questa è la difficoltà odierna, che è molto differente da quella del passato. Io credo che questa F1 sia tutt altro che noiosa, forse è meno affascinante rispetto al passato, le auto sono diverse, i modi di correre sono diversi, le gavette sono diverse, tutto quello che volete. però alla fine dei conti, il pilota di punta del team piu forte, come vinceva vent anni fa, vince ancora oggi, cosi il pilota vincente come emergeva allora, emerge anche oggi. per quanto riguarda ai “confronti”, io la penso come carribean, ma aggiungo questo….i piloti per arrivare in F1, imparano/imparavano a guidare con mezzi e metodologie di lavoro e guida totalmente diversi. cioè..per farmi capire….se oggi un matematico, dovesse fare dei calcoli complessi senza calcolatrici o mezzi elettronici, probabilmente nn riuscirebbe a risolverli con la dimestichezza che avevano i suoi colleghi vent anni prima….questo perchè ora si usa altro, e i metodi “manuali” ormai te li insegnano solo per cultura personale….del resto, se prendi un matematico di cinquantanni e gli dai in mano un problema, impossibile da risolvere senza tecnologia…lui a mano nn riuscirà mai a risolvertelo…e anche se gli dai da usare un programma sofisticatissimo, lui riuscirà si a usarlo…ma ci metterà molto piu tempo rispetto a un giovane di oggi. questo nn perchè quello di cinquantanni è stupido, ma solo perchè le basi di formazione sono diverse.

  • Io voglio tornare sul fattore “uomo”, non su quello “pilota”.
    Questi atleti di oggi sono figli di questa società. “Pilota playstation” non vuol dire che è più semplice guidare una F1, significa che sei un prodotto industriale da impacchettare e servire nelle interviste, nelle ospitate degli sponsor, nell’ipocrisia sportiva a sostegno del marketing. In tutto questo non aiutano di certo monoposto elettroniche.
    Io continuo a pensare ai caratteri di personaggi come Mansell, Prost, Senna e non riesco a trovare riscontri con quelli patinati del 2011. L’unica piccola eccezione: Hamilton. Ma anche lui ha il fiocco McLaren sul capo ed è “sbattuto” in qua e in là, con una personalità che non appare chiara come lui vorrebbe e che forse per lui è anche motivo di segreta sofferenza.

    • Anche raikkonen è un ribelle,e anche sutil..credo che questa cosa dipenda piu che altro dal carattere che uno ha..

      • Raikkonen è un ribelle fuori dalla pista. Dentro la pista è esattamente l’opposto.
        Sutil non lo si può inquadrare come tale solo per un episodio a una cena.
        Quando parlo di fattore “uomo” intendo sempre nelle vesti di “pilota”.

        Anche Alonso è uno che se potesse parlerebbe più di quel che il contratto e una certa “forma mentis” da business gli consigliano di non fare.

  • john
    impresa che ha del disumano cmq credo nn sia giusto svilire i campioni di oggi certamente dal punto di vista fisico gli sforzi sono diversi ma nn crediatre che guidare una f1 di oggi sia cosa facile il livello di concentrazione di sensibilita nella messa a punto della macchina sono icredibili che manco c immaginiamo poi ogni epoca ha le sue sfide è normale cmq sono assolutamente convinto che i grandi di oggi riuscirebbero ad addomesticare anche le belve del passato nn dimentichiamoci che nelle categorie inferiori nn c è tutta questa tecnoclogia ma ci sono 4 ruote e un volante e nn mi pare che nn riescano atenerle in pista ….faccio un escuriosne nei rally voi credete veremante che un loeb nn riusciribbe a tenere in pista l a delta di hirovonen ?????ma certo che si e nn crediate che una moderna wrc sia roba di ridere….

    Ti quoto… resta il fatto pero’ che in passato c’erano mole uscite di pista, non tanto perche’ i vecchi piloti erano scarsi ma perche’ come ho detto prima la potenza del motore era troppa rispetto all’efficacia dell’aerodinamica.

    • BEH questo è vero pero la cosa è controbilanciqata da una maggiore difficolta nella messa a punto della macchina se nn la setti bene voli via…siamo li epoche diverse sfide diverse ma nn è che una debba demolire l altra !!!parere personale ovvio :)

  • impresa che ha del disumano cmq credo nn sia giusto svilire i campioni di oggi certamente dal punto di vista fisico gli sforzi sono diversi ma nn crediatre che guidare una f1 di oggi sia cosa facile il livello di concentrazione di sensibilita nella messa a punto della macchina sono icredibili che manco c immaginiamo poi ogni epoca ha le sue sfide è normale cmq sono assolutamente convinto che i grandi di oggi riuscirebbero ad addomesticare anche le belve del passato nn dimentichiamoci che nelle categorie inferiori nn c è tutta questa tecnoclogia ma ci sono 4 ruote e un volante e nn mi pare che nn riescano atenerle in pista ….faccio un escuriosne nei rally voi credete veremante che un loeb nn riusciribbe a tenere in pista l a delta di hirovonen ?????ma certo che si e nn crediate che una moderna wrc sia roba di ridere….

  • Carlo65
    sono completamente d’accordo con il caraibico, gabriele e iron, anzi dirò di piu, penso sia piu difficile per un pilota degli anni 70/80 adattarsi a una moderna monoposto che per un pilota attuale adattarsi a una F1 con cambio manuale, all’epoca il pilota doveva concentrarsi solo sulla guida pura, ora a ogni staccata e curva devono continuamente modificare molti parametri, il differenziale in primis per passare al bilanciamento dei freni, la centralina ecc.ecc.
    per fare un paragone assurdo, sarebbe come mettere un pilota di caccia della seconda guerra sugli attuali caccia o viceversa, sicuramente un pilota moderno saprebbe pilotare un vecchio aereoplano, cosa impossibile invertire la cosa.

    Anche se ero un pargoletto negli anni 85/90 (ho 38 anni) ricordo che gia’ i motori turbo in configurazione da qualifica raggiungevano i 1000 cavalli ….
    Il ripartitore di frenata c’era gia’ e se non erro era vicino al cambio.
    Come c’era la frizione, e delle terribili vibrazioni ben piu’ importanti rispetto ad oggi sopratutto con i motori turbo.
    Certo le f1 non erano cosi’ elaborate come sono oggi, ma i regolamenti erano aperti ed in quel periodo la potenza superava di gran lunga lo scaro carico aerodinamico e la potenza dei freni. Oggi le macchine odierne saranno dei caccia, ma hanno comunque un aerodinamica ed una meccanica che sovrasta la potenza del motore per altro addolcito dall’elettronica.
    In altre parole una f1 era come una moto GP ben piu’ potente rispetto alla ciclistica e quindi il pilota doveva ” Domarla “.
    Ad avvalorare quello che dico sono gli svariati incidenti di gara che si verificavano in quel periodo.
    Le f1 moderne mi ricordano tanto quelle monoposto del passato leggere e meno potenti che montavano il motore ford Cosworth, nettamente piu’ facili da guidare.

  • Caribbean Black

    ZioTure
    Io rimango della mia opinione, non ho mai detto che i piloti odierni non sarebbero in grado di guidare una f1 degli anni 90. Dico invece che i valori potrebbero essere diversi e i piloti esordienti avrebbero grandi difficoltà senza esperienza nella guida di f1.
    Se un pilota sbaglia con una f1 odierna, piu’ semplice da guidare con una f1 degli anno 90 andrebbe fuori pista all’infinito… Basta andare indietro nel tempo per vedere delle gare in cui arrivavano una decina di macchine, per svariati errori e anche qualche problema di affidabilità’.
    Ricordo dei piloti molto veloci che non riuscivano a finire delle gare, oggi invece questo non accade. Ci sara’ un motivo ?
    Poi è chiaro che oggi bisogna avere altre caratteristiche, bisogna essere piu’ reattivi e controllare una miriade di funzioni, ma ritengo piu’ difficile ed affascinante gestire una f1 ” Grezza ” che cliccare qua e la sul volante… Il pilota sembra diventato il mio commercialista ah ah ovviamente è una battuta.

    su questo quoto in toto….è la “poetica” che è cambiata nel corso degli anni ed è chiaro che è molto piu affascinante vedere duelli epici di un tempo che non quelli dei giorni nostri…

  • sono completamente d’accordo con il caraibico, gabriele e iron, anzi dirò di piu, penso sia piu difficile per un pilota degli anni 70/80 adattarsi a una moderna monoposto che per un pilota attuale adattarsi a una F1 con cambio manuale, all’epoca il pilota doveva concentrarsi solo sulla guida pura, ora a ogni staccata e curva devono continuamente modificare molti parametri, il differenziale in primis per passare al bilanciamento dei freni, la centralina ecc.ecc.
    per fare un paragone assurdo, sarebbe come mettere un pilota di caccia della seconda guerra sugli attuali caccia o viceversa, sicuramente un pilota moderno saprebbe pilotare un vecchio aereoplano, cosa impossibile invertire la cosa.

  • Io rimango della mia opinione, non ho mai detto che i piloti odierni non sarebbero in grado di guidare una f1 degli anni 90. Dico invece che i valori potrebbero essere diversi e i piloti esordienti avrebbero grandi difficoltà senza esperienza nella guida di f1.
    Se un pilota sbaglia con una f1 odierna, piu’ semplice da guidare con una f1 degli anno 90 andrebbe fuori pista all’infinito… Basta andare indietro nel tempo per vedere delle gare in cui arrivavano una decina di macchine, per svariati errori e anche qualche problema di affidabilità’.
    Ricordo dei piloti molto veloci che non riuscivano a finire delle gare, oggi invece questo non accade. Ci sara’ un motivo ?
    Poi è chiaro che oggi bisogna avere altre caratteristiche, bisogna essere piu’ reattivi e controllare una miriade di funzioni, ma ritengo piu’ difficile ed affascinante gestire una f1 ” Grezza ” che cliccare qua e la sul volante… Il pilota sembra diventato il mio commercialista ah ah ovviamente è una battuta.

  • Caribbean Black

    gabriele72
    Come dicevo prima,se uno la velocità c’è l’ha nel sangue,è in grado di guidare qualunque tipo di macchina..sicuramente l’elettronica da grossi vantaggi..ma io alla storia dei piloti da playstation non credo…

    Grande Gabry 😀 (scusa ma non avevo letto il tuo intervento…mi sono collegato oggi pomeriggio ed ho letto solo quelli degli altri perchè non potevo stare molto, ed ho letto velocemente….ecco perchè non ti ho menzionato 😀 )

    • tranquillo!volevo solo dire la mia,anche perchè a me i paragoni non piacciono..specialmente quando parliamo di epoche diverse!
      poi leggendo questi post,sembra quasi che guidare queste f1 sia uno scherzo..allora mi chiedo cosa pagano a fare questa gente tanti milioni di dollari..basta fare il giro di qualche sala giochi,e ne trovi quanti ne vuoi campioni di playstation..

  • Caribbean Black

    incredibile come l’unico che abbia capito il concetto che intendevo esprimere sia Alexandro Hamalorai….

    Era semplicissimo e palese capirlo….se oggi ci fossero la auto di un tempo, e non quelle che abbiamo ora, ci sarebbe tutti (o quasi) gli stessi piloti che abbiamo oggi iscritti….è solo una questyione di epoche differenti e di auto differenti.

    In formula indy o champ car o come si chiamano, le monoposto hanno ancora il cambio manuale a 5 rapporti, e se riescono a guidare nei cittadini i piloti delle formule americane, possono riuscirci i fenomeni e non di oggi.

    Per F1-ESC….quotissimo il tuo intervento, se mi parli di romanticismo non ho nulla da aggiungere….e chi se lo scorda Schumacher che nel 93 e 94 talvolta le suonava a senna…..era una musica lirica rispetto al pop che c’è oggi in scena…..ma quello è un altro discorso…il mio intervento era mirato a controbattere i soliti sterili discorsi sulle auto di un tempo e quelle di oggi…..così come l’impresa del magico ayrton, che ad oggi, con la sua stessa auto in mano ad uno qualsiasi dei campioni che abbiamo oggi, sarebbe secondo me fattibilissima.

    • Come dicevo prima,se uno la velocità c’è l’ha nel sangue,è in grado di guidare qualunque tipo di macchina..sicuramente l’elettronica da grossi vantaggi..ma io alla storia dei piloti da playstation non credo…

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