F1 Story: Schumacher contro Villeneuve, Jerez ’97

26 dicembre 2011 20:15 Scritto da: Davide Reinato

26 Ottobre 1997, Jerez De La Frontera, Gran Premio d’Europa. Ultimo atto del mondiale di Formula 1 in Andalusia con due sfidanti ad animare le folle. Da una parte, Jacques Villeneve: il giovane canadese, al secondo anno in F1, era pronto per vincere il suo primo titolo iridato. I canadesi lo acclamavano, dato che oltre ad essere un connazionale il ragazzo è il figlio del mitico Gilles. Dall’altra parte Michael Schumacher: tedesco, freddo, poco amato dalla stampa italiana che lo mal vedeva in Rosso a quell’epoca, scrivendo anche che avrebbe vinto poco con i suoi atteggiamenti. Villeneuve su Williams, Schumacher su Ferrari. Il tedesco arrivava a Jerez con un punto di vantaggio sul rivale canadese, nonostante avesse vinto solo cinque gare, due in meno di Jacques.

La certezza che si trattasse di un weekend strano, si è avuta già il sabato pomeriggio nella sessione di qualifiche. Villeneuve, Schumacher e Frentzen realizzano esattamente lo stesso tempo al millesimo di secondo. Non si è mai capito se fosse tutto vero o se il sistema di cronometraggio della pista spagnola facesse cilecca. Ci volle un attimo, però, per capire che sarebbe stata comunque una gara interessante.

Quella domenica la tensione si tagliava a fette. Schumacher partì bene e infilò Villeneuve in partenza, mantenendo la prima posizione  fino a quel momento che cambiò la storia del mondiale. Era il giro numero 47: Villeneve tentò l’attacco su Schumacher alla Dry Sac. Il tempo sembrò rallentare, quasi a dilatarsi: la Ferrari di Schumacher diede uno scatto verso destra, speronando l’avversario, che continuò senza problemi.
Quella botta, però, Schumacher non la diede solamente a Villeneuve. Si trasformò in una botta psicologia dura da ingoiare, sia per la squadra che per i tifosi. Una mossa vigliacca, disperata, che gli costò qualcosa oltre il ritiro dalla gara. A quel punto, a Villeneuve bastava un punto per poter festeggiare il primo – e ultimo – titolo mondiale.

A poche curve dalla fine, Villeneuve era braccato da Mika Hakkinen e David Coulthard, entrambi su McLaren. Polemiche su polemiche: prima il botto, poi i giochi tra squadre. A due giri dalla fine, Villeneuve fece passare sia Hakkinen che Coulthard che andarono a segnare una doppietta. Il team di Woking venne accusato di aver adattato le proprie strategie a favore della Williams, ostacolando la corsa di Schumacher.

Fine della corsa. Jacques Villeneuve diventò così campione del mondo. Ma questa storia non finì quella domenica.  Per la giustizia sportiva, andò avanti fino all’11 novembre, quando la FIA si riunì sentenziando sulle polemiche di quella gara. L’incidente tra Michael e Jacques, inizialmente considerato un normale contatto di gara, venne rivalutato in altri termini e il tedesco venne squalificato, perdendo i punti in classifica piloti.

Anche Williams e McLaren finirono sotto la lente d’ingrandimento della FIA: vennero ascoltate tutte le discussioni box – pilota di entrambe le squadre, ma alla fine non ci fu nessun intervento nei loro confronti, dato che la Williams riuscì a dimostrare che Villeneuve aveva fatto passare i due della McLaren solo per non rischiare di buttare via un titolo ormai vinto.

33 Commenti

  • Vero, è difficile avere un’idea chiara su quella stagione, ne successero mille e siamo ovviamente nel mero campo delle supposizioni.
    Non sapremo mai, purtroppo, come sarebbe andata senza il botto di Silverstone.
    Fu comunque una bella stagione ricca di colpi di scena e gare con risultati assolutamente inattesi.

  • Anche a me è piaciuto così, e molto.
    Sui mondiali persi…mah…Schumacher arrivò in Ferrari nel ’96, con una squadra in crisi tecnica profonda. Al primo anno fu già un miracolo conquistare tre vittorie, nel ’97 ci mise molto del suo per arrivare all’ultima gara, e combinò quel che combinò.
    Nel ’98 si trovo di fronte una McLaren mostruosa (a Melbourne in gara andavano tre secondi al giro più forte di tutti) e anche in quel caso fu un mezzo miracolo arrivare all’ultima gara a lottare con Hakkinen. A Suzuka fece spengere il motore alla partenza (forse l’errore meno ricordato di Schumacher, per me il più grave) e addìo speranze. Nel ’99 la McLaren era ancora più forte della Ferrari, ma senza l’incidente di Silverstone credo che ce l’avrebbe fatta, visto che Coulthard si mise in testa di rubare punti al compagno di squadra, peraltro già in crisi nervosa di suo.
    Dal 2000 al 2004 si sa tutti com’è andata (anche se nel 2003 senza la restrizione alle Michelin da Monza in poi il mondiale l’avrebbe vinto Montoya).
    Il 2006 fu una lotta ad armi pari, e non sono del tutto convinto che la rottura del motore di Suzuka, che decise di fatto il mondiale, non sia imputabile ad un errore del pilota nel gestire il surplus di giri. Credo sia l’unica volta che Schumacher non ha vinto il titolo pur disponendo della vettura più forte (a pari con la Renault), e credo anche che sia quello il vero capolavoro di Alonso, la sua stagione migliore.

    In definitiva io credo che Schumacher abbia vinto in giusta proporzione col suo talento e la forza della squadra, e che sfortune e errori si siano bilanciati con colpi di fortuna e prestazioni al di sopra delle possibilità della macchina.

    • Non sono d’accordo in particolare sull’anno dell’incidente di Silverstone. Ti ricordo che Irvine con una macchina per niente inferiore alla Mclaren rimase in lotta per il titolo. Quella Ferrari era tranquillamente da mondiale.

      • Infatti vinse il Costruttori… e, cmq, Irvine nn meritava il titolo piloti secondo me, quando il gioco si fece duro si sciolse come neve al sole nella gara decisiva di Suzuka.

      • Quella Ferrari era inferiore alla McLaren.
        Arrivarono all’ultima gara solo perchè Coultahrd tolse punti ad Hakkinen buttandolo fuori in Austria e arrivandogli davanti in Belgio, con Hakkinen che ci mise del suo uscendo a Monza quando era ormai imprendibile (gli era già successo a Imola).
        Ci volle uno Schumacher superlativo in Malesia e un Salo dedito alla causa di squadra a Hockenheim per permettere al buon Eddie di giocarsi il mondiale all’ultima gara.
        Il quale Eddie peraltro disputò un’ottima stagione, senza sbagliare praticamente mai, ma in termini di velocità era davvero una spanna sotto a molti.

      • Non sono d’accordo, secondo me le monoposto si equivalevano, se ci fosse stato Schumi al posto di Eddie, forse c’era un trofeo in più nella bacheca di Maranello. :)

      • Avete ragione che la Ferrari vinse il costruttori, e che se Irvine riuscì quasi a vincere il mondiale quella macchina tanto cattiva non doveva essere…
        Però io sostengo l’assolutà “irrazionalità” di quell’annata, in cui davvero successero tantissimi episodi anomali, gran parte dei quali a favore di Irvine. Se si vanno a vedere le pole position e i giri veloci per me si nota che la McLaren aveva anche un certo vantaggio tecnico, sprecato per il dualismo tra i piloti e per gli incidenti di Hakkinen (dimenticavo la foratura di Hockenheim).
        A condizioni “normali” io credo che Hakkinen avrebbe vinto con un paio di gran premi di anticipo, e solo uno Schumacher esente dal botto di Silverstone avrebbe potuto contrastare le frecce d’argento.
        Comunque discussione interessante…

  • Ferrarista Sfegatato

    schumacher senza questi errori avrebbe vinto molti più mondiali (quello del ’97 per errori suoi e altri come il ’99 e il 2006 per sfortuna PURISSIMA) però senza questi errori senza quella foga che lo ha contraddistinto non sarebbe stato IL GRANDE MICHAEL SCHUMACHER … IL PILOTA PIU’ VINCENTE DELLA STORIA DELLA F1 e UNO DEI PIU’ FORTI DI SEMPRE … A NOI FERRARISTI SEI PIACIUTO COSI’ MICHAEL !!! 😉

  • come cattiveria in pista non c’e’ dubbio che schumacher sia il pilota piu’ “estremo” della f1 moderna, hamilton invece lo considero altrettanto aggressivo se non di piu’, ma sicuramente meno furbo e piu’ pasticcione, alonso invece e’ un esempio di aggressivita’ ragionata molto corretto in pista ma decisamente un mago dei sotterfugi un po’ come e’ stato prost nel passato, ma come diceva Senna in F1 non c’e’ spazio per le brave persone!

  • Me lo ricordo come se fosse stato ieri….
    Effettivamente, Villeneuve era molto più veloce di Schumy e le speranze che aveva il tedesco di rimanergli d’avanti erano poche.
    Aveva 2 opzioni, arrendersi alla superiorità del binomio Williams-Villeneuve, oppure tentare di buttare fuori il canadese.
    Scelse la seconda!

  • Contatti in pista non me ne ricordo, è vero. E Villeneuve possiamo escluderlo dal discorso, perchè a parte aver fatto arrabbiare Fisichella in un’occasione in effetti non mi ricordo mosse scorrette.
    Però per me mandare una mail in cui si parla degli assetti rubati ad un’altra scuderia o fermarsi volutamente nella piazzola ai box per impedire al compagno di squadra di fare il giro veloce è altrettanto, come dicevi tu? “corretto e rispettoso dell’avversario” che dargli una ruotata in pista. Anzi, è pure peggio, perchè quando sei in gara gli eccessi di agonismo li posso capire, mentre i giochetti ai box o in sede alla scuderia sono sintomi di disonestà.

    Non voglio dire che Alonso sia il peggiore, ma come esempio di sportività cercherei qualcun altro.

  • David B citami un episodio in cui alonso o villeneuv ha speronato volontariamente qualcuno
    per il resto sai benissimo che la spy story non è colpa di alonso
    come sai benissimo che nel box mc si faceva di tutto per avvantaggiare hamilton
    comunque tu dammi solo un cottato volontario in pista e io ti do ragione
    mentre su schumacher e hamilton la lista è lunga

  • Alonso corretto e rispettoso dell’avversario??? Ahahahaha.
    Mica dico che sia peggio di altri, ma le vicende della spy story e dell’incidente di Piquet per me ne offuscano la limpidezza. Per non dire dell’Ungheria 2007 (non avevo mai visto un pilota ostacolare il compagno di squadra ai box!).

    Personalmente di angioletti ne ho sempre visti pochi, in formula 1. Almeno Schumacher non è mai stato tipo da andare a piagnucolare ai microfoni come hanno sempre fatto in tanti.

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