Estoril ’95: la prima di Schumacher, l’ultima del V12

16 gennaio 2012 17:04 Scritto da: Marco Di Marco

Il 1995 è un anno di grandi cambiamenti in Formula 1.

Il circus è ancora sotto shock per la scomparsa di Senna avvenuta soltanto un anno prima e una nuova stella si è affacciata prepotentemente sul palcoscenico iridato. Michael Schumacher.

Il 1995 è l’anno della definitiva consacrazione. Il tedesco di Kerpen conquista infatti il secondo titolo iridato con la Benetton, regalando alla scuderia del suo mentore Briatore anche il titolo costruttori, umiliando l’avversario Damon Hill sulla competitiva Williams.

La Ferrari affronta una stagione dignitosa con la 412 T2, condotta da Berger ed Alesi, e con quest’ultimo riuscirà a conquistare l’unico Gran Premio della stagione in Canada.

Il presidente Montezemolo, di comune accordo con Jean Todt, e con la mano invisibile di Bernie Ecclestone, decide che è giunto il momento che il Cavallino torni a farsi rispettare sui circuiti del mondo, ed ingaggia per la stagione 1996 l’asso tedesco, sostituendo l’allora idolo dei ferraristi Jean Alesi. La rivoluzione coinvolge anche Berger, sostituito da Eddie Irvine, pilota noto più per la fama di playboy che per i giri veloci.

Nel corso dei test di fine stagione svoltisi sul circuito portoghese dell’Estoril avviene la prima presa di contatto tra Schumacher ed il sedile di una monoposto di Maranello. Il tedesco infatti è consapevole che l’avventura in rosso sarà ardua: con un gruppo da ricostruire, da troppo tempo a secco di vittorie pesanti. Oltretutto, è pienamente consapevole che il gap tecnico dalla concorrenza è notevole.

L’incontro tra l’uomo e la macchina fa scoccare la scintilla. Schumacher al volante della 412 T2 “laboratorio” fa segnare tempi eccellenti. E’ la prima volta che si trova a guidare una monoposto dotata di un motore V12, gli brillano gli occhi dall’entusiasmo e la stampa dell’epoca riporta una frase storica del tedesco “Magari l’avessi avuto io in qualifica un motore così!”.

Sfortunatamente per lui, la Ferrari aveva già optato di abbandonare lo storico e glorioso V12 ed adottare il nuovo V10 per la stagione 1996.

Nonostante numerosi cedimenti meccanici, nel corso della sua prima stagione in Ferrari Schumache riesce a conquistare ben 3 vittorie al volante della modesta F310. Il feeling con la squadra cresce in maniera esponenziale, e gli irriducibili afecionados di Alesi e Berger cominciano ad apprezzare quel giovane tedesco che mette cuore ed anima per realizzare un’impresa quasi impossibile, diventare campione del mondo con la rossa.

Bisognerà attendere la stagione 2000 per la realizzazione del sogno iridato, nonostante questo sia stato sfiorato ed infranto più volte nel corso degli anni precedenti. Ma nessuno avrebbe mai creduto che, in una lontanta giornata dell’inverno 1995, sul circuito di Estoril si sarebbe assistito all’inizio di una lunga storia d’amore coronata da numerosissimi successi e – allo stesso tempo – all’addio ad un poderoso motore che ha contribuito ad alimentare il mito del Cavallino nel mondo.

 

5 Commenti

  • La frase era un altra, ” Come avete fatto a non vincere con un motore del genere ! ”

    Inoltre ricordo che Schumacher suggeri’ qualche modifica al fondo della T2 come sulla Benetton che guidava.
    Secondo il mio modesto parere la T2 era una gran bella macchina sfruttata male dai due piloti Berger ad Alesi, e sviluppata seguendo strade opposte visto che i piloti avevano gusti completamente diversi. Infatti Schumacher e altri tecnici che arrivarono si stupirono del livello di ” personalizzazione ” che avevano le due vetture seppur identiche come progetto. Nessuno lo dice ma anche i piloti che avevamo non erano il massimo ed erano ora mai in una fase calante della carriera. Basta ricordare la magra figura in Benetton la stagione successiva e ancora in Ferrari mancavano delle pedine come Byrne che progetto’ la Benetton guidata da Berger ed Alesi con risultati deludenti

    • Marco Di Marco

      La frase è in realtà quella scritta nell’articolo e riportata da Angelo Orsi ad Autosprint.
      La frase “come non avete fatto a vincere con un motore del genere” è stata travisata dal passaparola del commento originale.

      • Si mi sono informato hai ragione, comunque ho trovato un interessantissimo articolo d’epoca dove Schumacher svela alcuni segreti della Ferrari di allora e dei piloti Alesi e Berger, la Ferrari 412 T2 secondo Schumacher avrebbe raccolto troppo poco rispetto al potenziale, non era da mondiale per le rotture ma avrebbe potuto raccogliere molte vittorie. Ecco l’articolo

        http://imageshack.us/photo/my-images/254/img294.jpg/

        http://imageshack.us/photo/my-images/299/img295.jpg/

      • Marco Di Marco

        Ho ancora il Quattroruote speciale F1 del 1996 dove c’è quella intervista. Ero ancora un ragazzino e mi ricordo che rimasi perplesso dai dubbi di Schumacher circa la competitività della vettura…aveva decisamente ragione :)

      • Si poi non si capisce perche’ fu abbandonato lo sviluppo della macchina, c’era infatti un pacchetto di modifiche pronte realizzare da due tecnici che non aveva progettato la vettura, Barnard disse no. Le modifiche vennero applicate alla macchina laboratorio che guido’ Shumacher ed Irvine nei test precampionato. Shumacher e Irvine furono subito velocissimi, piu’ veloci di Alesi e Berger anche con vettura ibrida e con motore v10. Quella macchina aveva un buon potenziale, certo con Alesi e Berger non avremmo fatto meglio manco con una williams, i due assieme facevano un pilota. Alesi veloce ma incapace di mettere a punto la macchina, berger ottimo collaudatore ma pilota ora mai cotto e lento.

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