Vettel a confronto con i grandi della storia

16 gennaio 2012 23:05 Scritto da: Redazione

Spesso, quando si parla di Sebastian Vettel, ci si dimentica di avere a che fare con un Campione del Mondo. A voler essere precisi, i titoli iridati sono due ed accompagnati dal record di precocità sia per il primo che per il secondo alloro, oltre agli stessi primati detenuti in fatto di punti, pole position, podi e vittorie conquistati. Non si parla quindi di qualcuno che fa numero sulla griglia, ma di uno dei protagonisti principali dell’ultimo lustro di GP.

Pur essendo il dominatore del campionato – come non accadeva dai tempi d’oro di Schumacher in Ferrari – in pochi tendono a riconoscere il suo vero valore. Montezemolo, Alonso, DiResta, tanto per citare solo alcuni nomi, non si sono risparmiati nel mandare frecciatine più o meno nascoste nelle loro recenti dichiarazioni. Tutte sulla stessa falsariga: “Vettel è bravo, ma…”, lasciando presupporre varie ipotesi, tra cui le più gettonate sono: 1) “… c’è qualcuno più bravo di lui”; 2) “… senza quella macchina vincerebbe molto di meno”; 3) “… altri al suo posto farebbero altrettanto”.

Non è mai facile valutare un pilota, né in confronto ai suoi rivali presenti, né tantomeno rispetto a quanti prima di lui hanno scritto pagine importanti di questo sport. Le variabili da tenere in considerazione sono le solite: vetture a disposizione, rivali in pista, esperienza maturata, errori commessi, episodi sfortunati… In nessun caso si riuscirà mai a mettere d’accordo tutti.

Tuttavia, entriamo nel merito della questione, provando ad isolare ed analizzare dei numeri interessanti. Partiamo da uno degli argomenti preferiti da chi non crede molto in Vettel, ossia la monoposto spaziale. Indubbiamente la RB7 di quest’anno è stata in sostanza perfetta, e anche la precedente RB6 era velocissima, nonostante fosse un po’ più fragile. Ma allo stesso modo i piloti che hanno vinto i mondiali in passato non guidavano certo delle vasche da bagno. Quando si rileva ad esempio il record di 15 pole position stagionali di Vettel, è giusto considerare che ciò è stato possibile anche grazie ad una Red Bull che si è dimostrata una vettura capace di conquistare 18 volte la prima posizione in griglia su 19 qualifiche.

Ma sarebbe altrettanto giusto ricordare che anche che le McLaren del 1988 e del 1989 e le Williams del 1992 e 1993 hanno conquistato tutte le pole position tranne una in stagione. E i piloti di allora (Senna, Prost, Mansell) non sono certo visti come chi si è trovato al posto giusto nel momento giusto. In tutti e 4 i casi, la media di pole position l’anno (14/16 per Mansell nel 1992, 13/16 per Senna nel 1988/89 e Prost nel 1993) è stata superiore a quella di Vettel del 2011 (15/19).Inoltre si possono considerare i distacchi: nel 1988, nelle 15 gare in cui la McLaren partiva in pole, il distacco dal primo inseguitore su una vettura differente oscillava tra un minimo di 0,108 secondi (GP di Ungheria) a un massimo di 3,352 secondi (GP San Marino). In totale, per 10 volte su 15 il primo inseguitore aveva un distacco superiore il secondo, con un valore medio di + 1,184 secondi. Nel 1989 il distacco minimo fu di 0,252 (GP Francia) e il massimo di 2,146 secondi (GP Giappone), con una media di + 1,144 secondi (e 8 occasioni su 15 in cui il distacco fu superiore il secondo al giro). Nel 1992 i distacchi variarono tra un minimo di 0,470 (GP Australia) e un massimo di 2,741 secondi (GP Gran Bretagna), in media +1,25 secondi, mentre nel 1993 tra 0,088 (GP Sudafrica) e 1,913 secondi (GP Spagna), in media + 1,179. Nel 2011, nelle 18 occasioni in cui la Red Bull è partita in pole, il distacco è variato tra un minimo di 0,009 (GP Giappone) e un massimo di 0,980 (GP Spagna), per una media di +0,439 secondi.

Lo stesso discorso si può fare per i record del numero di giri e km al comando, stabiliti quest’anno potendo contare su una distanza percorsa maggiore. In percentuale, Vettel ha percorso in testa il 65.23% dei giri e il 65.48% dei km, mentre Mansell nel 1992 arrivò rispettivamente al 66.99% e al 67.91%, e Clark nel 1963 addirittura al 71.47% e al 72.06%.

E ancora… i 17 GP in testa in un anno sono un primato in valore assoluto, ma la percentuale (17/19, pari a 89.47%) è inferiore a quelle ottenute da Clark nel 1963 (9/10, 90%), Prost nel 1993 (15/16, 93.75%) e Stewart nel 1969 (11/11, 100%).

Si potrebbe andare avanti all’infinito, solo per arrivare sempre alla stessa conclusione: tutti i piloti plurivittoriosi hanno potuto contare, per un periodo più o meno lungo, su vetture eccellenti.
D’altra parte, neanche i sostenitori di Vettel sono immuni dalle valutazioni affrettate. La motivazione più utilizzata per esaltare le qualità di Sebastian riguarda la sua precocità: nessuno aveva vinto tanto alla sua età. Una simile affermazione, però, non tiene conto del fatto che negli ultimi anni l’età media per esordire in F1 si è notevolmente abbassata.
Buemi e Alguersuari, per fare qualche esempio, hanno 44 anni in 2, ma sembrano dei veterani dei GP.

Se si guarda al passato più o meno recente, si scopre che solo Alonso e Hamilton avevano disputato un numero di GP paragonabili a quelli di Vettel alla stessa età. Schumacher era alla seconda stagione completa, Senna alla prima, Prost non aveva ancora esordito, per non parlare dei piloti degli anni precedenti. Un confronto più significativo potrebbe essere quello di verificare i risultati ottenuti a parità di GP disputati.

Tra i plurivittoriosi che hanno disputato almeno 81 GP (quelli di Vettel) a presentare il miglior palmares è (forse a sorpresa, considerando i paragoni più frequenti) Jack Brabham, che aveva già conquistato il suo terzo titolo iridato. Va detto, a parziale “giustificazione” dei piloti più recenti, che a quei tempi le stagioni erano decisamente più brevi: l’australiano, infatti, era al dodicesimo campionato disputato (anche se non tutti completi).

Ecco le cifre più significative dei grandi della Formula 1 dopo 81 GP:

PILOTAMONDIALI VITTORIEPOLEPODIGIRI VELOCI
Jack Brabham
(GP Messico 1966 - 12 stagioni)
3118197
Sebastian Vettel
(GP Brasile 2011 - 5 stagioni)
22130369
Michael Schumacher
(GP Ungheria 1996 - 6 stagioni)
220144224
Jackie Stewart
(GP GB 1972 - 8 stagioni)
220133312
Emerson Fittipaldi
(GP GB 1976 - 7 stagioni)
2146336
Nelson Piquet sr.
(GP Brasile 1984 - 8 stagioni)
2108239
Lewis Hamilton
(GP Germania 2011 - 5 stagioni)
116184010
Ayrton Senna
(GP San Marino 1989 - 6 stagioni)
115313710
Fernando Alonso
(GP Francia 2006 - 5 stagioni)
11414336
Niki Lauda
(GP Svezia 1977 - 7 stagioni)
113222710
Graham Hill
(GP Monaco 1967 - 10 stagioni)
1108278
Alain Prost
(GP USA 1985 - 6 stagioni)
018132912
Mika Hakkinen
(GP Portogallo 1996 - 6 stagioni)
000120

Questa sorta di classifica evidenzia dati particolari. Il solo Hakkinen risulta quasi a secco nel palmares (esclusi 12 podi), pur potendo contare per 3 stagioni su una McLaren. Anche Prost, a sorpresa, compare quasi in fondo, sopravanzato da piloti che a fine carriera avrebbe però battuto. Il francese avrebbe vinto il primo titolo da lì a poco, così come Lauda e Alonso, prossimi al secondo titolo. Fittipaldi aveva già ottenuto i principali successi, Piquet era già bi-campione, così come Stewart, che aveva già vissuto l’annata d’oro – precedentemente citata – del 1969, in cui riuscì ad essere in testa ad ogni singolo GP nel corso della stagione. Senna aveva ottenuto circa la metà delle pole position conquistate grazie alle MP4/4 e MP4/5. Il solo Schumacher stava vivendo un periodo “calante” prima dell’esplosione del 2000.

In tutto questo, in una ipotetica classifica Vettel si posiziona secondo tra questi “mostri sacri”, battuto dal solo Brabham in fatto di titoli mondiali. Il tedesco però risulta essere il pilota ad aver ottenuto più vittorie, 21, seguito da Stewart e Schumacher a 20. Nelle pole position, il pilota Red Bull è secondo al solo Senna, mentre è nettamente davanti a Lauda e Hamilton e addirittura doppia Schumacher e Alonso. Anche nei podi, il palmares è di tutto rispetto, visto che ad averne ottenuti di più nello stesso numero di gare sono stati solo Schumacher (al primo posto in questa graduatoria a quota 42), Hamilton (40) e Senna (37), con Vettel subito dietro (36). Nei giri veloci in gara, invece, il distacco è pesante (24 a 9) da Michael Schumacher, che in questa graduatoria doppia gli immediati inseguitori (Stewart e Prost fermi a 12).

Numeri niente male per un pilota che soltanto 3 anni fa rischiava di rimanere lontano dalla Formula 1 e bruciarsi la carriera prima ancora di compiere 21 anni. Mentre molti rimangono ancora indignati per il benservito della Toro Rosso a Buemi ed Alguersuari, pochi ricordano che la stessa sorte, in maniera forse ancora più “brutale”, stava per essere riservata anche a Vettel. La differenza principale è che Buemi ha avuto a disposizione 55 GP per dimostrare il suo valore, Alguersuari 46, mentre Vettel era in discussione dopo averne disputati solo 12. Tutti adesso vedono in Vettel il “cocco” della Red Bull, protetto da Marko, ma dopo 4 ritiri e un 17° posto nelle prime 5 gare del 2008, il suo posto in Toro Rosso era già in bilico.

A “salvarlo” fu un ottimo 5° posto ottenuto al GP di Monaco. Non un piazzamento qualunque, perché è bene tenere presente, per chi continua a considerare il tedesco un pilota incline all’errore, che quei punti arrivarono grazie ad una gara accorta, priva di indecisioni, in condizioni difficili che avevano visto sbagliare piloti ben più blasonati, come Alonso e Raikkonen. Il resto è storia nota: la vittoria a Monza lo stesso anno con la STR, la promozione in Red Bull, i titoli mondiali.

Guidando le macchine di Newey è diventato uno dei 32 piloti ad aver vinto un mondiale, e poi uno dei 15 capaci di arrivare al bis, su un totale di 733 partecipanti nella storia del campionato del mondo. Troppo poco, probabilmente, per reggere il confronto con Schumacher, Fangio, Prost o Senna (in rigoroso ordine di palmares), ma già tanto per ignorare le sue potenzialità e considerarlo ancora un pilota incompleto.

18 Commenti

  • Ringrazio chi ha apprezzato… è la prima volta che scrivo per blogf1, e anche che commento, anche se lo seguo ormai quotidianamente da un bel pò

  • @John
    Di sicuro la stagione 2009 di Hamilton è stata tutto fuorchè miracolosa. Aveva una macchina più lenta ed è arrivato dietro. Stop. Non è stata una stagione pessima a livello personale ma neanche una stagione esaltante, come per Alonso la stagione 2011. Cosa c’è di miracoloso nell’arrivare secondi,terzi o quarti, pur avendo una macchina più lenta degli altri? Miracolosa è stata la stagione 2008 di Hamilton, oppure la stagione 2000 di Schumacher, vale a dire stagioni in cui chi ha vinto(e non chi è arrivato secondo o terzo) non aveva la macchina più veloce in pista.

    • ma per l amor del celo …..2009 è stato strepitoso avendo una carriola ha vinto 2 gp se nn ricordo male l annata va valutata tenedo conto del materiale che si ha a disposizione, in base al tuo discorso vettel nel 2010 si sarebbe dovuto impiccare senza il regalo della ferrari all ultimo gp , e nn tirate in ballo la storia dell affidabilita’ perche anche la ferrari ne ha avuti ai quali fanno aggiunte le porcate fia valentia su tutte, cosi come nel 2011 vettel nn va osanato piu di tanto perche aveva unh siluro sotto al sedere…. le prestazioni di webber sono dovute alle pirelli che proprio nn piacciono vi pare possibile che nell arco di 1 anno un pilota che nn dimentichiamocelo, nel 2010 era a livello di webber, improvvisamenmte trovi 1 SEC NEL PIEDINO rispetto al compagno ??? nel 2008 tutto questa inferiorita della meclaren proprio nn me la ricordo…. chiarisco la ferrari era piu forte ma di poco e l avversario era massa …. per valgono molto di piu le stagioni 2007 2009 2010 …poi per carita’ libero di pensarla diversamente ci mancherebbe altro :)

      • Hamilton nel 2009 è stato capace di vincere due gare e fare 4 pole nonostante ci fossero 2 team decisamente più forti della McLaren, ma non per questo quella stagione può definirsi miracolosa per lui che era campione del mondo in carica. Lo stesso vale per Alonso: Una stagione in cui un bicampione del mondo alla guida di una Ferrari(non esaltante per carità) arriva quarto in classifica non mi sembra poi tanto miracolosa. Se alla guida della Ferrari ci fosse stato un esordiente alla prime armi capirei l’entusiasmo, ma per un Alonso quarto non mi esalterei più di tanto, anche considerando che il distacco finale da Vettel è stato di 135 pt. Poi vorrei farti una domanda: Se la stagione 2011 di Alonso è stata miracolosa, lo sono state anche la stagione 1995 di Alesi e quella 1994 di Berger? Io credo di no semplicemente perchè quando si parla di quelle stagioni si ricordano solo le vittorie si Schumacher, i duelli con Hill(solo nel 94) e la morte di Senna e Ratzenberger. Credo che se fossero state stagioni miracolose se ne parlerebbe di più, lo stesso vale per la stagione 2009 di Hamilton e quella 2011 di Alonso.

  • Rosso dentro

    scusate il commento off-topic ma da qualche parte lo devo scrivere:
    il COUNTDOWN per il prossimo GP è fantastico!!! rispecchia tanto la mia, anzi la nostra voglia di vedere la F1!!!! blogF1 sempre il migliore! Grazie di esistere

    • mi hai rubato le parole di bocca 😀
      Il problema di Vettel è solo l’età, se continua a crescere altro che Schumacher. Certo è che la sfida ora sarà QUELLA DI VINCERE SENZA LA red-bull, ha tutto il tempo per farlo

      • o, aggiungo, con una red-bull “umana”. L’anno scorso il mondiale l’hanno perso Alonso e Webber, quest’anno lui è stato perfetto e la machcina era di un altra categoria, aspettiamo di vederlo con mclaren e ferrari a livello delle lattine (e con i rispettivi Button, Hamilton e Alonso affamati come pochi)

  • concordo pienamente con david e iron.

  • Premesso che non vi sono dubbi che Vettel sia un pilota fortissimo, con le carte in regola per diventare il nuovo Schumacher, devo dire che tutto questo caravanserraglio di dati, percentuali e statistiche mi fa sbadigliare già dalla 2° riga..!

  • bell’articolo davvero!!!!
    finalmente chi è disposto a vedere Seb solo come un bambolotto trasportato dalla Red Bull avrà qualche cosa su cui riflettere…
    e vorrei aggiungere un’altra cosa: io trovo veramente assurdo antisportivo nonche infantile il fatto che ferrari e Red Bull non siano valutate allo stesso modo..mi spiego meglio, guardando le prestazioni di Vettel giornalisti e semplici appassionati non sono mai riusciti a definire il pilota perchè riconoscevano la prestazione come se fosse dovuta solo alla macchina… parlando di Alfonso invece era subito chiaro a tutti che la macchina era una baracca e che le prestazioni sono sempre state veri e propri miracoli del pilota…
    Ora, se la ferrari viene misurata sulla prestazione di massa la Red Bull dovrebbe essere misurata sulla prestazione di Webber!!!!
    mi rendo conto che non sono stato molto chiaro, ma è mattina e il cervello è ancora spento, abbiate pazienza..

    in ogni caso Forza Seb!!! Forza Red!!!!

    • Ciao David. Secondo me sei stato molto chiaro,anzi ritrovo perfettamente nelle tue parole quello che già avevo scritto in molte occasioni nella passata stagione:
      Ossia il fatto che in Ferrari il valore della macchina è calibrato sulla base delle prestazioni del pilota meno forte, mentre per la RedBull il valore della macchina è stabilito in virtù delle prestazioni del pilota più forte. Partendo da questo presupposto ecco come vengono fuori i giudizi opposti su Vettel e Alonso: Vettel non è un fenomeno perchè vince con un siluro(anche se con Webber tutto sto siluro non è che si è proprio visto, infatti dietro Vettel è arrivato il buon Jenson Button), mentre Alonso è un fenomeno perchè arriva quarto nel mondiale con una cariola. Non voglio sminuire Fernando, del quale ho sempre riconosciuto la grande forza (oltre ad una altrettanto grande antipatia), però non è che lo spagnolo ha vinto il mondiale con la sua Ferrari, ma è arrivato quarto in una stagione in cui Hamilton è andato fuori classifica a causa dei suoi errori continui, altrimenti sarebbe giunto quinto. Quindi il miracolo di Alonso io proprio non l’ho visto.
      PS:I numeri dell’articolo sono impressionanti, Vettel è un grandissimo pilota senza alcun dubbio.

      • ciao ti rispondo dicendoti che sensa il giochetto rb all ultima gara alonso sarebbe arrivato 3 guidando la 3 forza del mondiale e ti dico anche che è stato in lotta sino all ultimo anche per il 2 posto pur avendo una amcchina NETTAMENTE INFERIORE A RB E MECLAREN ecco dov è il miracolo !!!

      • il potenziale della vettura si misura sempre col pilota più forte,perchè è quello che tira fuori il massimo dalla macchina..poi è chiaro che ognuno pensa quello che vuole..

      • E allora Button che è arrivato davanti ad una RB ha fatto un supermiracolo? Ma che miracolo è arrivare quarto e staccatissimo dal primo con una Ferrari? Capirei l’entusiasmo se avesse per le mani una HRT o una Virgin, ma Alonso guida una FERRARI. Cavolo si parla della ROSSA… D’accordo che negli ultimi anni non la si può paragonare a quella degli anni d’oro con Schumi, però guida pur sempre per il Team più titolato della storia della F1. Sulla questione dell’inferiorità rispetto a RB e MCL, sono d’accordo anche se non nei termini in cui se ne parla (spesso la Ferrari ha dato paga alla McLaren soprattutto in gara), ma ricordiamoci che Alonso è giunto dietro(e non davanti) ad entrambe le RB e dietro a Button, senza dimenticare i blackout totali di Hamilton che comunque nei rari momenti di lucidità ha portato a casa 1 pole e 3 vittorie. Miracolo sarebbe stato se Alonso avesse vinto il mondiale o se almeno fosse riuscito a combattere, ma esaltarsi per un quarto posto mi sembra eccessivo.

      • Beh allora la stagione di hamilton nel 2009 è stata mddiocre visto ke è arrivato dietro le brawn e le rb…eppure io la considero miracolosa visto ol tricoclo ke aveva e poi un hsmilton o un alonso pox metterci al max 2 decimi di loro ma se l altra makina va 1 sec piu forte ke possono farci ?cmq spero ke.in questo mondiale.meclaren e ferrari siano vicine alla rb cosi vedrete il vero valore.do vettel ke è alto ma nn al lovello dei 2 amiconi !

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