Barrichello potrebbe correre in Formula Indy

26 gennaio 2012 23:52 Scritto da: Diego Mandolfo

Se le porte della Formula 1 sembrano ormai chiuse per Rubens Barrichello, potrebbero aprirsi quelle della IndyCar americana. La prossima settimana infatti il pilota verde-oro è atteso per una due giorni di test a Sebring, in Florida: scenderà in pista con una monoposto del team KV Racing. Finita l’esperienza in Williams, e finiti anche i volanti disponibili, per il pilota brasiliano potrebbe cominciare un nuovo capitolo della sua carriera. In effetti, nella griglia 2012 della Formula 1, rimarrebbe ancora un posto vacante: la seconda guida della HRT. Ma nessuno ha fatto cenno ad una possibile evoluzione in questo senso: nè la squadra nè lo stesso Rubens.

Il nuovo Team Principal della HRT, Perez-Sala non si è sbilanciato nella sua ultima intervista. L’unica certezza è De la Rosa. Per il resto da una parte c’è il sogno (per l’Hispania) Alguersuari, dall’altra il sogno (per il pilota) Liuzzi. Dal team iberico, a fine dicembre, facevano sapere che avrebbero sciolto il nodo con l’inizio del nuovo anno: evidentemente il nodo è più duro del previsto.

Ma torniamo a Barrichello che, vista l’aria che tira, ha cominciato a guardarsi attorno. Nello specifico ai cugini della Formula 1 d’oltreoceano. Rubens ha già fatto una prova sedile, per potersi calare, in tutti i sensi, in quella che potrebbe essere la sua nuova macchina da corsa. Lunedì e martedì arriverà il primo assaggio della pista alla guida del bolide del team di Indianapolis, che per il 2012 ha già annunciato la nuova motorizzazione marcata Chevrolet.

Barrichello, incoraggiato probabilmente dall’amico Tony Kanaan (pilota della KV Racing), respirerà un po’ d’aria di F1. La monoposto corre infatti sotto le insegne, e con i colori, della Lotus (verde e giallo) ed inoltre uno dei tre piloti della squadra è un altro ex driver di F1: Takuma Sato.

La Formula Indy potrebbe quindi essere una valida alternativa per il quarantenne ex ferrarista, che dopo 19 anni deve, suo malgrado, lasciare la Formula 1. Rimane però un grosso problema, quello delle gare sugli ovali. Rubens non sarebbe infatti disposto a correre su quei templi della velocità che oggi fanno tanta paura, soprattutto dopo tragici incidenti come quello che l’anno scorso si è concluso con la morte di Dan Wheldon, il 33enne inglese deceduto durante l’ultima prova dell’IndyCar 2011, lungo l’ovale di Las Vegas. Ci sarebbe anche il fermo divieto della moglie di Barrichello. In effetti gli ovali rimasti in calendario per la Formula Indy sono soltanto quattro. In ogni caso non si sa se Rubens punti ad un contratto per tutte le gare del Campionato: potrebbe, per esempio, optare per una partecipazione limitata ad alcuni circuiti o con l’esclusione proprio dei tanto temuti ovali.

 

4 Commenti

  • Red Bull Forever

    Barrichello ormai ha fatto il suo tempo, sarebbe meglio che andasse in pensione ;))

  • Come dire:
    Correrò in F1 tranne che sui circuiti cittadini perchè non essendoci vie di fuga sono troppo pericolosi!
    Se hai paura va a fare il tassista adesso hanno anche liberalizzato le licenze!

    • Diciamo piuttosto che in Formula Indy sono indietro di “secoli” in tema di sicurezza dei piloti. La questione non è semplice come la fai tu: Barrichello ha paura è per questo deve andare a fare il tassista. La sicurezza negli sport motoristici deve essere al primo posto: prima dello spettacolo, prima dei soldi e prima di ogni altra cosa, perchè si rischia la vita e purtroppo il 2011 lo ha dimostrato in maniera crudele con due ragazzi giovanissimi morti. Se Barrichello ha paura e non vuole correre sugli ovali non vedo perchè dovrebbe essere oggetto di scherno. Invece spero che gli altri piloti della Formula Indy prendano Barrichello come modello da seguire e si rifiutino anche loro di correre in condizioni di sicurezza così precarie, spingendo per ottenere condizioni più sicure per poter correre, divetirsi e divertirci. Chiudo con uno sguardo alla F1: molto spesso noi tifosi (io per primo) critichiamo Ecclestone e la FIA, però riguardo al tema della sicurezza bisogna riconoscere che nel periodo Ecclestone-Mosley si sono fatti grandi passi avanti e di questo dovremmo ringraziarli, pur criticandoli per altre scelte non sempre a favore dello spettacolo.

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