“Italia culla di talenti sfortunati? Una balla!”

17 febbraio 2012 16:37 Scritto da: Marco Di Marco

La stagione di Formula 1 che si aprirà tra un mese a Melbourne, vedrà al via dei giovani particolarmente interessanti. Abbiamo colto l’occasione di fare il punto della situazione con una firma prestigiosa di Autosprint, Roberto Chinchero, proprio nel giorno in cui l’Italia si è resa conto che nel 2012 non avrà nessun rappresentante in pista.

Trulli è ormai fuori dalla Formula 1 ed all’orizzonte non si vedono piloti tricolore in grado di occupare un sedile su una monoposto della massima formula. Non per mancanza di talento ma per mera mancanza di budget adeguati. Cosa pensi di questo stallo nel ricambio generazionale? Ritieni che la CSAI stia facendo tutto quanto in suo potere per promuovere i talenti tricolore?

RC:“Quello dei piloti Italiani è un argomento di cui parlano in tanti ma che conoscono in pochi. Negli ultimi anni ci sono stati dei piloti Italiani che hanno meritato sul campo la promozione in Formula 1 a tempo pieno, ma per mancanza di supporti economici, limiti di età, ed anche senza il pizzico di fortuna che serve sempre, non hanno ottenuto quanto era auspicabile. Parlo di Edoardo Mortara, Giorgio Pantano e del Luca Filippi versione 2011. Onestamente oggi non vedo altri piloti con palmares da F1 nel nostro vivaio, potrebbero esplodere da un momento all’altro, ma al momento la situazione è questa. Ci sono tanti ragazzi italiani che per mancanza di soldi non sono riusciti ad accedere alle maggiori formule propedeutiche, ma anche tanti altri che pur riuscendoci non hanno ottenuto risultati di rilievo. Diffidate di chi ci vuol far credere che l’Italia sia una culla di talenti tutti sfortunati e fuori dai giri che contano: è una balla. Cosa può fare la Csai? Credo che una federazione nazionale debba garantire il corretto funzionamento dei campionati propedeutici, non occuparsi delle carriere dei piloti. Purtroppo, sentendo il parere di molti team manager, sembra invece che la gestione di una palestra importante come quella della Formula 3 nazionale non sia stata gestita al meglio. Non ci sono segreti, per avere un vivaio in salute bisogna incrementare in più possibile il numero di praticanti, e sperare di beccare il ragazzino con i numeri del campione”.

La Toro Rosso nei test di Jerez ha dimostrato un notevole potenziale sia con Ricciardo che con Vergne. Tuttavia, è nota la rivalità tra i due sin dai tempi della WSR. La scelta di farli convivere sotto lo stesso tetto sarà deleteria per la Toro Rosso o potrà consentire alla scuderia faentina di fare l’atteso salto di qualità?

RC:“Spesso si abusa della parola ‘professionismo’. Personalmente ritengo che un professionista dello sport si differenzi da un amatore o ‘dilettante’ non solo per le doti specifiche richieste in una disciplina, ma anche per la capacità di saper gestire tutti gli aspetti del contesto in cui opera. Ricciardo e Vergne hanno avuto dal gruppo Red Bull una grande chance, ma non hanno ancora un palmares ed una conoscenza che possano permette loro di poter dettare le linee guida all’interno del team. Mi aspetto quindi che siano i due piloti a farsi guidare dalla squadra, rivaleggiando in pista quando si tratta di realizzare un giro veloce, ma senza alcuna politica nei box. Per la Toro Rosso la gestione dei due piloti non dovrebbe essere un problema, anche perché la minaccia del licenziamento credo sia un deterrente sufficiente a far rigare tutti dritti. Dopo tre stagioni con il tandem Buemi-Alguersuari, credo che il team avesse bisogno di aria nuova. Il salto di qualità dipenderà ovviamente dalla rapidità di adattamento di Vergne e Ricciardo ma anche dal potenziale della nuova monoposto”.

Nico Hulkenberg ha finalmente trovato spazio in una squadra molto competitiva quale la Force India. Credi che riuscirà a dimostrare il suo potenziale rimasto parzialmente inespresso nella stagione 2010? Anche in questo caso, come vedi la convivenza col suo compagno Di Resta il quale, nella stagione d’esordio, è riuscito ad oscurare Sutil?

RC“Per prima cosa devo sottolineare che pur riuscendo ad ottenere ottimi riscontri, Di Resta nel corso del campionato non ha comunque raggiunto il rendimento complessivo di Sutil. Hulkenberg sarà maggiormente sotto pressione rispetto al compagno, se non altro perché le sue quotazioni nel paddock sono state sempre molto alte. Ora, dopo le parole, servono i risultati e non è un passaggio sempre facile. Nico ha tutto per far bene, e pur non correndo da titolare, nel 2011 ha avuto comunque modo di essere in pista e familiarizzare con le Pirelli. Credo che tra i due (considerando anche le caratteristiche caratteriali) non ci saranno scintille, ma un confronto leale. Questo sulla carta, poi la parola passerà alla pista”.

Jules Bianchi sembra aver assunto il ruolo di eterna promessa non avendo convinto nella passata stagione GP2. Credi che sia la scelta di occupare il ruolo di terzo pilota presso la Force India nonché la scelta di disputare un campionato come la WSR, molto competitivo ma molto meno visibile rispetto alla GP2, siano indice di una parabola discendente intrapresa del francese? Ritieni inoltre che queste scelte, prese di concordo con lo staff del programma giovani Ferrari, si debbano considerare come ultima chiamata al fine di valutarlo come seria alternativa a Felipe Massa nella prossima stagione?

RC: “Quando si entra nella prestigiosa orbita Ferrari ci sono tanti benefit ma anche qualche svantaggio, come la pressione e le grandi aspettative che innegabilmente hanno i tanti appassionati e gli stessi addetti ai lavori. Bianchi nel 2011 era chiamato a vincere il campionato GP2 perché era al secondo anno nella categoria, ma non ha raggiunto l’obiettivo. Recentemente il suo manager Nicolas Todt non ha nascosto la delusione legata al risultato mancato, ma credo che a volte anche le aspettative possano essere eccessive e mal calcolate. Una stagione può anche andare male, ed i motivi possono essere molti. Pochi hanno sottolineato che Grosjean ha vinto il campionato GP2 al suo quarto tentativo, e nel mezzo il francese aveva anche un’esperienza in F1. Ora Bianchi sa di avere un’altra chance importante, ed è giusto che volendo ambire ai massimi traguardi, dimostri di essere un pilota in grado di fare la differenza, cosa che finora si è vista poco. Sfumata la possibilità di essere in F1 come titolare, credo che la possibilità migliore in assoluto fosse proprio quella Force India, unico team ad aver sempre promosso il proprio terzo pilota nel ruolo di titolare. E’ anche l’unica squadra che finora ha interpretato il ruolo di friday-tester nel modo più serio. La scelta della WSR è stata dettata dalla non-concomitanza con i weekend di Formula 1. Purtroppo i piloti che prendono parte alla prove di F.1 del venerdì non possono competere in GP2 non per vincoli regolamentari, quanto per l’incompatibilità con gli orari ed il lavoro richiesto dalla GP2. Se sarà un’ultima chiamata non può saperlo nessuno, ma è anche vero che il tempo a disposizione di Bianchi non è infinito”.

Argomento Grosejean. Non è un esordiente e di sicuro avrà su di se una pressione notevole vista la sfortunata esperienza in Renault. Nonostante ciò ha saputo vincere con tutte le vetture che ha guidato. Secondo te come potrà comportarsi in questa stagione? Ritieni ci sia la possibilità che riesca a tenere dietro Raikkonen?

RC: “Non credo che Grosjean avrà addosso tanta pressione. L’attenzione mediatica nei confronti della Lotus sarà focalizzata, almeno inizialmente, su Raikkonen, ed in più il suo compito sarà quello (non proibitivo) di non far rimpiangere Vitaly Petrov. Grosjean è maturato molto, e potrebbe essere una delle sorprese del 2012. Mi aspetto che nella seconda parte della stagione possa arrivare qualche exploit, e perché no, tenere dietro anche Raikkonen in qualche occasione”.

Domanda finale sulla scelta di Helmut Marko di far fuori sia Algersuari che Buemi. In effetti i due ex piloti Toro Rosso non avevano impressionato così come Vettel nel 2008, anche se Algersuari ha dimostrato nel corso della passata stagione una crescita notevole. Tu cosa pensi di questa decisione? Credi che Buemi da terzo pilota Red Bull possa ambire al sedile di Webber? Ed infine ritieni che Algersuari possa rientrare in Formula 1 nella prossima stagione, magari con un top team così come da lui dichiarato?

RC: “Il piloti del gruppo Red Bull, che comprende Toro Rosso, godono di grandi vantaggi legati al far parte di quella famiglia. Però, ed i primi a saperlo sono i piloti stessi, sono costantemente sotto giudizio (insindacabile) di Helmut Marko. Dopo tre anni hanno deciso che Alguersuari e Buemi non sono Vettel, ed onestamente questo lo si sapeva già dal 2010. Non si può sapere cosa riserverà loro il futuro, ma credo che Buemi si sia ben gestito in una situazione intricata come quella degli ultimi mesi. E’ stato zitto, nessuna polemica, ed è terzo pilota Red Bull. Con l’imprevedibilità del rendimento di Webber, non si sa mai. Alguersuari credo che dovrà rassegnarsi all’idea che se vuole rientrare in F1 nel ruolo di pilota titolare dovrà farlo con l’aiuto di supporti economici. E’ cresciuto, ha anche ottenuto qualche buon risultato, ma in Formula 1 ci sono almeno altri tre giovani che non hanno nulla in meno dello spagnolo. Non sarà facile per Alguersuari rientrare, a meno che non scelga la scorciatoia economica”.

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