Trulli out. Jarno non se la prende, ma attacca il sistema Italia

17 febbraio 2012 20:27 Scritto da: Diego Mandolfo

A poche ore dalla comunicazione del suo licenziamento da parte della Caterham F1, Jarno Trulli consegna all’ANSA le sue prime dichiarazioni da ex pilota di Formula 1. Oggi infatti è stato ufficializzato l’avvicendamento con Vitaly Petrov: operazione che era già nell’aria da tempo. Jarno Trulli la prende però con filosofia e altruismo, augurando ogni bene alla sua ex squadra, con la quale aveva un contratto valido per tutto il 2012. Da parte sua arrivano però parole dure contro il sistema italiano, che non consente ai piloti tricolore di crescere e arrivare in F1.

Il pescarese era un “navigato” della F1, con ben 256 GP all’attivo. Secondo, tra i driver in attività, solo a Shumacher con 288 e a Rubens Barrichello con 322 gare nel proprio carnet. Jarno e Rubens sono quindi i due veterani della F1 silurati in questo 2012. Resta Schumy, che vanta però ben altre credenziali. Finiti ormai i volanti disponibili per questa stagione, Jarno sarà assente dallo starting grid. E’ stato presente, ininterrottamente, dal 1997. A vincere sono stati i milioni portati in dote dal russo ex Lotus Renault, Vitaly Petrov. Solfo fondamentali i suoi per la sopravvivenza della squadra.

Ed è proprio rivolto alla squadra il primo pensiero di Trulli, che con amarezza e disillusione si fa da parte, convinto che le sponsorizzazioni dietro a Petrov possano garantire un futuro al team di Fernandes e ai suoi dipendenti. Il tutto però ha l’amaro sapore della sconfitta dello sport, dei talenti italiani e del buon gusto. Il dio denaro vince. Queste le dichiarazioni di Jarno, che non si è detto sorpreso da come sia finita la vicenda:

Personalmente non sono dispiaciuto: ero preparato ad un divorzio dalla Caterham, sapendo che le difficoltà economiche avrebbero spinto il team a trovare un adeguato pilota supportato finanziariamente. I piccoli team hanno determinate esigenze e i contratti sono chiari. Adesso spero che con il contributo di Petrov, tutte le persone che lavorano lì possono avere un futuro più sereno. E’ un peccato che non ci siano più piloti italiani in Formula 1. Mi dispiace, ma il problema non è mio: altri devono prendersi la responsabilità di questo impoverimento, per una situazione che dopo tutto non è iniziata ieri, e per la quale non è stato fatto nulla. In Italia non c’è un sistema che aiuti i piloti ad emergere ad alto livello, quindi è normale che finisca così. Ci sono talenti, ma senza alcun supporto sono senza speranza. Mi piacerebbe vedere più coinvolgimento da parte di ognuno, ma in un simile momento di crisi per il Paese non riesco a vedere come un giovane pilota (italiano ndr) possa trovare aiuto ed essere considerato da qualche team“.

Una considerazione amara questa lasciataci da Trulli, abbastanza diversa da quanto invece ci ha riferito il collega di Autosprint, Roberto Chinchero, secondo il quale la sfortuna dei talenti italiani sarebbe invece una “balla”. Adesso comunque Trulli, oggi 37enne, garantisce che rimarrà nel mondo delle corse, con o senza Formula 1, nella quale non si correva in totale assenza di italiani dal lontano 1970. Si dice comunque molto impegnato anche nelle sue altre attività: un’azienda di vini e un hotel in Svizzera. Bisogna comunque sottolineare l’uscita in grande stile di Jarno, che fa un passo indietro sperando che i “milioni” di Petrov garantiscano un futuro alla squadra. Se fosse un politico si direbbe che non è affatto attaccato al poltrona, nel suo caso non lo è al volante della CT-01. Chapeau!

 

24 Commenti

  • Jarno è entrato comunque nella storia della formula uno mondiale.. l’ultimo pilota TARGATO ITALIA!

  • che signore!dopo 2 anni di indecenze,avrebbe potuto sparare a zero su fernandes e co. e invece ha pensato al bene di chi lavora alla caterham…è proprio vero che in questo mondo le persone perbene vengono fatte fuori senza scrupolo!peccato non averlo visto mai con una Rossa,altro che quella magapippa galattica di Fisichella!

  • Ma ragazzi Trulli ha 38 anni e ha passato 15 stagioni in F1, era nella logica delle cose che prima o poi dovesse smettere. Non mi sembra un dramma…

  • Grande Jarno,
    sei entrato nella storia della F1!
    Purtroppo la F1 di oggi è solo business, chi porta soldi si siederà d’avanti a un volante di F1.
    In questa era dove le auto contano all’80% sulle prestazioni rispetto al pilota, c’è posto solo per coloro che portano “liquidi”.
    Comunque sia andata, sei stato un buon pilota!
    Grazie

  • Ci vorrebbe un manager italiano alla Marko (ma con più etica) che seguisse i giovani peninsulari e li portasse quantomeno fino alla GP3.
    Lasciate perdere lo Stato.
    Ovviamente il manager dovrebbe lavorare al di fuori del circuito dei media, che non lo considererebbero nemmeno di striscio. Dovrebbe lavorare fuori dall’Italia per l’Italia.
    Un ex pilota andrebbe bene.
    Trulli, perché non lo fai tu? Che ha pure un discreto stile?

  • Non si puo’ pretendere che ci siano piloti italiani da far crescere e buttare nel mondo delle corse, quando ovunque qua in italia fin da piccoli nn fanno altro che rimbarbirti tutti i santissimi giorni con calcio, calcio, calcio, e se si parla un pochino di F1 sembra quasi di rovinare le notizie con un intruso. ma andate a c….

  • è vero oggi oltre al talento (per chi cè la ) ci voglioni i milioni di euro/dollari.

    però dopo tanti anni di F1 il vecchio Trulli qualche milioncino di euro lo poteva tirare fuori dai suoi conti bancari, essendo stato a stipendio per 3 anni in Renault e per 5 alla Toyota (non voglio contare jordan,
    prost e team lotus). Trulli non è un ragazzino alle prime armi senza soldi, tutto quà.

  • Mi dispiace per Jarno, ha fondamentalmente ragione. Peró… non ci lamenta dei troppi pulsanti sul volante, in vista di problemi contrattuali. Come è possibile che per Raikkonen, che non aveva mai usato kers e drs, i nuovi pulsanti sono solo un dettaglio, e invece per Jarno, che di nuovo aveva solo il kers, i nuovi pulsanti sono fonte di lamentele (“sembra di stare in un videogame”)? A mio parere queste esternazioni sono state un errore di ingenuità, anche se poi probabilmente le cose non sarebbero cambiate.

  • Jarno l’ho sempre ammirato come persona, ma anche come pilota. Forse il suo problema è stato non avere sotto le chiappe un missile col quale esibire il suo talento, quelle poche volte che ci si è trovato invece ha dovuto fare i conti col compagno “scomodo” e magari pupillo del team boss! … Briatore. :-)
    Auguri Jarno.

  • Alexandro HAMALORAI

    Ho sentito la CSAI parlare tanto negli ultimi anni, ma di fatti (se i risultati sono questi) ne ho visti 0!!!!

    La Ferrari se avesse avuto le palle avrebbe fatto fare il collaudatore a Bortolotti già fin dal 2008 o almeno farlo entrare nel giro.

    Poi dopo 5/6 anni, magari dopo averlo girato per 1 anno o 2 ad una scuderia di metà livello, lo avrebbe potuto mettere sotto contratto.

  • poco da fare signori si nasce …. cmq capisco il disappunto ma l italia ha ben altre gatte da pelare in questo momento… qui molti nn arrivano a fine mese e le chiuse d attivita commerciali sono all ordine del giorno e a fatica si riesce a fornire ai cittadini una parvenza di stato sociale figuriamoci se si trovano fondi per lo sport … nn dimentichiamoci mai delle condizioni in cui sit rova il sistema italia :(((

    • Però in tutte le altre discipline sportive, olimpiche e non, ci sono personaggi che non fanno niente tutto il giorno, e sono stipendiati da noi, con o senza risultati.
      Sto parlando di tutti quegli atleti che dietro le spalle hanno la copertura dello stato essendo parte di corpi di forze dell’ordine: Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, ecc.
      Tutti i reparti militari hanno a libro paga degli “atleti” e che vengono fatti entrare solo per meriti sportivi e non per concorsi o capacità. E che non fanno gli atleti solo quando i turni di lavoro glielo permettono, ma a tempo pieno, per “il prestigio dello stato”. Di questi ne conosco personalmente due, uno in polizia perchè campione di judo, e l’altro skipper di regate di vela della GFD.
      Una volta la polizia non aveva una squadra corse? Adesso neanche più i soldi per la benzina danno per la nostra sicurezza, figuriamoci per uno sport motoristico.
      Sicuro sarei più felice se lo stato disponesse 50 milioni di euro all’anno per una stagione in F1 piuttosto che i vitalizi a politici bolliti che non hanno neanche più la forza di scaldare la sedia in parlamento.
      Non sia questo inteso come uno sfogo politico, ma solo per ricordare che lo stato, se volesse, potrebbe impegnarsi anche in questo genere di attività che sicuramente non hanno niente di diverso delle grandi squadre olimpioniche e che terrebbero alto in ogni modo il prestigio dello stato.
      Oppure pagare e sponsorizzare una squadra privata come la Ferrari imponendo un pilota italiano?
      Perchè è bello per i ministri farsi vedere sul podio a monza, sentire l’inno, sentir dire a montezemolo e Domenicali che siamo felici di essere italiani e portare il made in italy in giro per il mondo, con i soldi degli altri…..

      • @Joyspeed, sono completamente d’accordo con te, guarda propongo una ipotesi fantascientifica: Ritorno in F1 dell’Alfa Romeo (del resto non fornisce auto ad apparati dello Stato?), budget ricavato da risparmi su privilegi della ‘casta’, primo travaso di tecnologia dalla Ferrari, poi una volta assestata in F1 e creato un reparto corse degno di questo nome, attingere a piene mani da giovani tecnici RIGOROSAMENTE Italiani, budget 200 milioni/anno, rilancio del marchio Alfa con tutti i ritorni del caso, grande sede con museo del marchio e visite guidate, e perchè no? Itinerari gastronomici (che fanno tanto bene al turismo) a bordo di auto Alfa, nome Alfa Romeo Italian Team. Al volante di queste F1 solo giovani piloti emergenti, che si dovranno sudare la guida in altre categorie, con accessi vincolati e bloccati… Sogno? Sì! Decisamente sto sognando… Marco.

      • Una volta non era la Sauber l”accademia” Ferrari?
        Comunque, sinceramente, non sarebbe una brutta cosa il ritorno dell’Alfa Romeo in F1 come seconda squadra sostenuta da Fiat oppure Maserati.
        Poi non so quanti milioni ha portato Petrov, ma sicuro che non saranno così tanti che lo stato non possa dare per sostenere un pilota italiano 😉

    • Ciao John, il problema non è solo trovare fondi per lo sport, la parte più complessa è trovare la Persona giusta per portare avanti tutto questo.
      Purtroppo oggi abbiamo un sacco di incopetenti nei posti giusti, se non ce ne liberiamo rimane e rimarrà un problema.
      Cordiali saluti.

  • fin troppo signore!Bravo jarno, e ottimo il pensiero sul sistema italia! In bocca al lupo per il futuro!

    • Si l’italia ha ben altri problemi … pero’ esiste una squadra che di problemi ne ha veramente pochi (riguardo ai dollaroni) ma che non fa correre un pilota italiano da
      un bel pò . La Ferrari ha bisogno di soldi per far correre un pilota di casa ???? Possibile che l’esempio Hamilton non abbia insegnato nulla a Maranello ??? Meglio tenersi un pilota bollito piuttosto di far crescere un pilota di casa !!! Ma ovviamnente le logiche commerciali hanno la meglio….

      • bhè, a tal proposito il caso alfonso-santander la dice lunga… anche nei top team bisogna avere gli sponsor piloti….

      • hahahahahahaha! Ma tu credi veramente che la Ferrari avrebbe difficoltà a trovare sponsor indipendentemente da ALONSO?? Informati bene, la Scuderia Ferrari è un’ entità economica indipendente dalla casa costruttrice dal 2009 (prima che arrivasse Santander), inoltre Essendo la Ferrari una delle poche case automobilistiche che aumenta costantemente il suo fatturato di anno in anno non avrebbe difficoltà a dare qualche spicciolo alla Scuderia…

      • Alexandro HAMALORAI

        Fisichella in ferrari nel 2009.

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