I lettori di BlogF1.it intervistano Paul Hembery

23 febbraio 2012 09:45 Scritto da: Redazione

Oltre 150 domande inviate in redazione con le vostre curiosità che abbiamo girato a Paul Hembery. Per ovvi motivi di spazio, abbiamo selezionato le più interessanti, alle quali il Direttore Motorsport di Pirelli ha risposto.

Walter D. (Reggio Calabria)
Ho letto che ogni team avra 11 set di gomme slick per ogni gara, ma che non sono a disposizione tutti contemporaneamente. Come vengono distribuiti i set per ogni squadra?

PH: “Ciao Walter. Si, ci sono alcune regole complesse attorno a tutto ciò, al fine di accertarsi che i piloti vadano in pista il più possibile ad ogni sessione, piuttosto che vederli risparmiare gomme per le sessioni successive. In sostanza, ogni vettura ha a disposizione 11 set di gomme per il weekend di gara. Le squadre devono restituire un set dopo la prima sessione di prove libere del venerdì e poi altri due set dopo la seconda sessione. Questo significa che rimangono a disposizione otto treni di gomme per il resto del weekend. Due di questi set devono tornare a noi dopo le prove del sabato mattina, in modo che i piloti abbiano a disposizione sei treni a disposizione per qualifiche e gara, che possono usare come e quando vogliono. In base a come la squadra utilizza questi pneumatici, si va a delineare la strategia di gara”

Sandro G. (Frosinone)
Si e parlato molto delle nuove mescole piu morbide. E’ possibile che i tempi veloci di Jerez, tutti sotto ai record del 2011, siano stati influenzati da questo fattore?

PH: “Grazie per la tua domanda, Sandro. Le nostre gomme quest’anno dovrebbero essere, in generale, più veloci, ma non vorrei ci si concentrasse troppo sui tempi dei test. Le squadre stanno provando tanti elementi  e le monoposto si trovano in fasi diverse di sviluppo, oltre a girare con differenti carichi di benzina. Tutti questi fattori hanno un effetto notevole sui tempi che, come è noto, non tendono ad essere la priorità per i piloti. Un’altra cosa importante da ricordare è che le temperature ambientali durante i test pre-stagione tendono ad essere molto più basse di quelle che avremo nelle gare e anche questo influenza i tempi. ”.

Andrea R. (Bologna)
E’ vero che le gomme piu squadrate sono state studiate per ridurre il rischio di blistering? Come agisce il profilo piu squadrato?

PH: “Questo è certamente uno dei motivi per cui abbiamo scelto un profilo più squadrato, caro Andrea. Fondamentalmente, un profilo squadrato consente di avere una impronta a terra più grande e questo assicura che le sollecitazioni vengano distribuite su un’area più estesa. Ciò permette di ridurre al minimo l’accumulo di calore in aree critiche, riducendo il rischio di blistering. Non che la formazione delle bolle sia stato un grande problema per noi lo scorso anno, ma visto che siamo in grado di ridurre al minimo questo rischio, è giusto scegliere di farlo. ”

David P. (Prato)
Con le gomme piu morbide c’e rischio che i marbles aumentino?

PH: “Ciao Davide! Posso comprendere che il primo pensiero possa essere questo, ma in realtà è vero il contrario: ci aspettiamo di vedere un minor numero di marbles rispetto allo scorso anno, perché abbiamo progettato le nostre mescole per offrire prestazioni migliori più a lungo. Questo significa che ci sarà meno gomma che si separerà dalla ruota. I primi test hanno confermato che il fenomeno dei marbles è meno pronunciato rispetto a prima. ”

Francesco M. (Castellamare del Golfo)
Su BlogF1.it si e parlato dell’evoluzione del Racing Tyre System, per la raccolta di dati in pista e che sara collegato anche con la FOM. Quali dati saranno disponibili a noi spettatori?

PH: “Purtroppo questo non dipende da noi. Se fosse per me, condividerei più dati con tutti i tifosi e gli spettatori, in quanto si tratta di qualcosa che può davvero migliorare la fruizione delle gare. Ma le squadre sono propense, comprensibilmente, alla protezione dei dati, quindi c’è spesso una certa riluttanza a rendere i dati visibili. Per questo motivo siamo vincolati da clausole di riservatezza. FOM sceglie di fornire alcuni dei dati per le televisioni ed è nostro interesse cercare di persuadere a condividere il più possibile. Quest’anno avremo sicuramente la grafica che aiuterà a capire quali mescole montano i piloti in pista”.

Roberto C. (Catania)
Perche non si e fatto nulla per evitare che alcuni piloti decidano di rimanere ai box nelle Q3?

PH: “Questo è un punto davvero interessante, Roberto, e sta a cuore anche a me. Non è divertente per i piloti guardare i piloti seduti in garage, quando invece dovrebbero essere in pista per qualificarsi. Ci piacerebbe trovare una soluzione per assicurarci che questo non accada più e abbiamo già proposto alcuni suggerimenti, tra cui la reintroduzione delle gomme da qualifica. Ma prima di fare qualunque cosa, dobbiamo avere l’unanimità delle squadre. Siamo aperti a qualsiasi suggerimento per il futuro”.

Saverio G. (Pisa)
Le prestazioni della gomma media e quella dura sono ora piu ristrette. Come incidera questo sulle strategie di gara?

PH: “In generale, abbiamo chiuso il divario di prestazione tra tutti i composti perché pensiamo che questo dia più spazio per creare strategie diverse tra loro. Le squadre devono utilizzare due diversi tipi di gomme per ogni gara, ma se un composto è significativamente più lento rispetto agli altri, è ovvio che il team userà la mescola più lenta per un breve period di tempo e ciò limita le opzioni strategiche. Chiudendo il gap tra le mescole, le squadre potranno contare su più strategie a disposizione”.

Domenico A. (Marcianise)
Prima che possa chiedertelo Stella Bruno della Rai, lo faccio io: quanti pistop vedremo quest’anno?

PH: “Ciao Domenico. L’obiettivo in termini di pit-stop rimane invariato rispetto allo scorso anno. Tra due e tre ad ogni gara, motivo per cui abbiamo progettato la vita dei nostri pneumatici per avere prestazione per circa 100 km. L’anno scorso abbiamo avuto una media di 2.25 pitstop per pilota a gara, dunque direi che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo alla perfezione”.

Paolo V. (Roma)
A che punto siete con le trattative per avere una nuova monoposto per sviluppare le gomme 2013?

PH: “Ci stiamo avvicinando ad una soluzione. Il problema è che abbiamo bisogno di una vettura moderna per testare i nostri pneumatici, in modo da avere un quadro realistico di come si comportano le gomme su una attuale monoposto. Allo stesso modo, non sarebbe giusto dare un vantaggio ad una squadra rispetto ad un’altra, quindi stiamo cercando una soluzione che lasci tutti contenti”.

Ambrogio M. (Milano)
Recentemente Pirelli ha firmato un accordo per ridurre l’impatto climatico dei propri pneumatici sull’ambiente. Questo vuol dire gomme “ecologiche” anche per la Formula 1?

PH: “L’ambiente è sempre stato in cima alle nostre priorità, motivo per cui abbiamo eliminato tutti gli oli nocivi dal nostro processo produttivo molto tempo prima del termine previsto dalla normativa europea. Inoltre, ogni pneumatico usato – circa 34.000 per la F1 lo scorso anno – viene riciclato per fornire combustibile per altre industrie. Anche il nostro stabilimento di Izmit opera rispettando le più recenti normative ambientali e protocolli vigenti. Dunque, le nostre gomme da Formula 1, sono state progettate pensando all’ambiente e siamo sempre alla ricerca del modo di migliorare per il futuro”.

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