Montmelò: la rivincita delle piccole, ma la RB c’è. Rebus Ferrari…

Si sono chiusi venerdì quattro intensi giorni di test per le squadre in Catalogna. Tra le illustri pieghe di Barcellona, il circuito tipo del mondiale per eccellenza, tutti i team – eccetto la desaparecida Hispania – sono scesi in pista in vista del 2012.

Come per Jerez, i giudizi non possono che essere  quantomeno provvisori visto e considerato che ogni scuderia ha fatto un lavoro personalizzato e spesso diverso dalle altre.

Eppure rispetto ai test di Jerez, dal sapore di primo giorno di scuola, questa seconda tornata di prove qualche indicazione più precisa sullo stato di forma dei team l’ha offerta eccome. Dobbiamo andarci con i piedi di piombo, certo, ma senza alcun tipo di omertà, perchè in tante ore di prove qualcosa si è visto.

Non c’è nulla di male nel dire che, osservando le cose da fuori, la Ferrari ha fatto un lavoro a tratti “incomprensibile” per i più. Più tormentato e a “singhiozzo” rispetto a Jerez. La scuderia italiana ha passato tantissimo tempo ai box persa in una nevrotica ricerca delle giuste regolazioni per gli scarichi e per l’assetto in generale.

L’impressione è che la macchina sia davvero complessa e che necessiti di più aderenza al posteriore. La nota positiva è che, come già visto a Jerez, sembrano scomparsi i problemi di temperatura con le gomme nei primi giri. In poche parole l’inserimento curva e l’anteriore  sono davvero migliorati. Lì il carico sembra esserci. Difficile però trovare tutta la velocità che serve e il giusto bilanciamento.

La Ferrari non ha mai cercato il tempo e ha preferito concentrarsi su stint medio lunghi. Purtroppo non sempre  assecondata da una perfetta affidabilità. Numerosi sono stati anche vari problemini tecnici che l’hanno afflittà tantochè solo nell’ultimo giorno – e quasi sul finire della sessione – la Rossa ha toccato quota cento giri.

Il lavoro da fare è ancora molto, il bicchiere è semplicemente mezzo. Mezzo pieno se state con Massa che ha parlato “grandi passi in avanti“. Mezzo vuoto se ricordiamo le ultime dichiarazioni di uno scettico Alonso.

Se poi si vuol ragionare con i freddi dati alla mano il bicchiere potrebbe risultare addirittura “spaccato” visto che in quattro giorni il Cavallino non ha mai fatto tremare il cronometro. Ma questo è un pessimismo troppo prematuro per essere avallato. Come già detto bisogna avere fiducia nel lavoro di una squadra che ha avuto il coraggio di stravolgere completamente la vettura.

Più solida è sembrata invece la McLaren, capace di fare giù buoni long run sia con Hamilton che con Button. La Mp4-27 è apparsa molto costante nel comportamento con le mescole.  E l’affidabilità sembra Ok. Anche gli inglesi però si sono nascosti per bene senza sfoderare tutto il loro potenziale. Ma a differenza della Ferrari quella di Woking è sembrata una scelta più voluta che forzata.

Capitolo Red Bull. La Rb8 sembra ancora la vettura da battere. Lo ha dimostrato Vettel mercoledì con un impressionante run su gomme medie. Più di venti giri con tempi che scendevano man mano con incredibile regolarità.  Il passo dei bibitari è ancora mostruoso. Ma per gli angloaustriaci il campanello d’allarme è rappresentato da qualche problema tecnico di troppo. Soprattutto al cambio.

Preoccupanti le pause lunghissime a cui è stato costretto ai box Webber negli ultimi giorni di test. Vuoi vedere che Newey ha sacrificato un po’ di affidabilità per trovare il massimo di efficienza aerodinamica? Il dubbio che questa auto sia fragile come quella del 2010 è sorto. Ma anche qui c’è tempo per rimediare.

La big che ha convinto e impressionato di più è stata la Mercedes. Concreta e inossidabile, la W03 appena nata ha sfoderato una grandissima affidabilità. Con centinaia di giri fatti da Schumacher e Rosberg. Insieme hanno corso in due giornate più di quattro Gp di Barcellona. Senza patire alcun inconveniente tecnico di rilievo. Se la stella a tre punte si dimostrerà anche veloce saranno problemi per tutti.

Test fallimentari per la Lotus che per problemi al telaio ha dovuto rinunciare a giorni fondamentali. Ne recupererà uno ma dopo le buone sensazioni dell’Andalusia questo stop non ci voleva. A guardare poi la classifica finale delle prove si può parlare di vero e proprio exploit per Sauber e Williams.

La compagine elvetica si è dimostrata veloce e concreta. Tanti giri per Kobayashi e il miglior tempo assoluto dei test con 1’22″359. Una vera e propria sorpresa. La nuova C-31 sembra nata bene. Gran passo in avanti anche per la Williams, con Maldonado che ha macinato chilometri su chilometri.

Il venezuelano è secondo nella classifica generale con 1’22″391, tempo fatto segnare giovedì.  Pastor si è però ripetuto venerdì girando in 22″ e 5 piazzandosi subito dietro la Sauber. A Grove si sono detti soddisfatti per un’affidabilità che forse non vedevano da anni. Sono i primi effetti della cura Coughlan?

Riscontri positivi anche per Force India e Toro Rosso, con gli indiani che si piazzano terzi con il bravo di Resta mentre il team faentino ha svolto un lavoro di routine senza troppi problemi.

Aspettando il ruggito di Ferrari, McLaren e Red Bull le piccole si prendono la scena al Montmelò. I top team rimangono dietro le quinte; chi sornione (McLaren) chi in cerca del nodo gordiano per risolvere i propri problemi ( Ferrari).

La Red Bull aspetta tutti al varco. Le marce non sono entrate sempre ma quando il cambio ha funzionato sono stati dolori per tutti, chiedere a Hamilton che ha osservato da vicino la progressione del solito, scatenato, Vettel.

 

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