Renault RE 40, la madre degli scarichi soffianti

26 febbraio 2012 12:28 Scritto da: Marco Di Marco

Il tormentone scarichi sta certamente caratterizzando i test in vista della stagione 2012, dopo aver monopolizzato l’attenzione nella scorsa stagione quando era ancora possibile utilizzare i gas in rilascio per ottenere un aumento dell’aderenza posteriore.

La soluzione introdotta dalla Red Bull e subito imitata da tutte le scuderie trova in realtà le sue origini negli anni 80 grazie a Jean Claude Migeot.

L’ingegnere francese, nel 1983, si trova di fronte ad una sfida aerodinamica notevole. La Federazione aveva infatti imposto il posizionamento delle minigonne ad una altezza tale da limitare le elevatissime velocità di percorrenza di curva che le monoposto dell’epoca avevano raggiunto.

Tale limitazione aveva comportato una consistente perdita di carico aerodinamico che doveva essere ad ogni modo recuperato. La storia ricorda come la Brabham avesse aggirato il divieto dotando la propria vettura di un sistema idraulico che consentiva, una volta uscita dalla pitlane, di abbassare la monoposto quel tanto che bastava per ricreare il sigillo aerodinamico. Soluzione discussa e che verrà vietata l’anno successivo poiché contraria allo spirito del regolamento.

Migeot, che all’epoca prestava servizio presso il team Renault, adotta in occasione del Gp di Montecarlo sulla RE 40 un sistema perfettamente legale, gli scarichi soffianti nel diffusore.

Se in origine il tecnico francese aveva pensato di creare delle minigonne pneumatiche sfruttando i gas di scarico, gli scarsi risultati ottenuti indirizzarono l’equipe della losanga verso una soluzione già nota in ambito aeronautico. Con il soffiaggio direttamente nel diffusore si ottenne un grande vantaggio alle basse velocità, mentre nelle curve veloci un semplice alleggerimento sul pedale del gas rendeva la vettura particolarmente nervosa a causa di una sensibile perdita di carico aerodinamico.

Alain Prost, all’epoca pilota di punta della scuderia francese, non fu molto tenero all’inizio con Migeot. Il soffiaggio nel diffusore comportava una tecnica di guida meno fluida, decisamente diversa da quella tipica del professore, ma alla lunga il sistema venne migliorato e consentì a Prost di lottare per il mondiale sino alla fine, dovendosi chinare a Piquet solo all’ultima gara in Sudafrica, a causa del cedimento del motore.

Ancora una volta il passato ispira il presente e Newey, da buon nostalgico delle vetture “vintage”, plasma alla perfezione soluzioni vincenti.

3 Commenti

  • Grandissimo artcolo, complimenti a Marco di Marco!
    Qualche tempo fa (non ricordo se qui o altrove) scrissi più o meno un intervento del genere (ovviamente molto più corto :) ) dove sostenevo che Newey (si, è un GRANDISSIMO GENIO) ma NON ha INVENTATO NIENTE!
    Ha “solo” (passatemi il termine che sminuizza il lavoro del genio) riportato in F1 concetti e soluzioni già sperimentate.
    Questo, in più, fa capire come il regolamento attuale va a castrare l inventiva dei progettisti.
    Risultato : tante critiche….
    E’ bello leggere un articolo del genere :)

    Piccola nota su Migeot: un GRANDE!

    • Marco Di Marco

      Ciao bcs, ti ringrazio per i complimenti. Sono concorde con te nel ritenere che il regolamento attuale stia castrando la fantasia dei progettisti. Lo stesso Newey ha spesso manifestato la sua insofferenza per questa situazione.
      Sul fatto che non abbia inventato niente sono d’accordo a metà. Se è vero che sia gli scarichi soffiati che i “camini” (se non sbaglio ripresi dalla Shadow degli anni 70), non sono sue creazioni originali, è pur vero che è riuscito ad adattarle alla perfezione alle vetture attuali interpretando meglio di altri il regolamento.
      Non dimentichiamoci però le sue innovazioni che hanno fatto scuola come le protezioni laterali per la testa basse invertendo il roll bar nel 96 (tuttavia anche in Jordan lo stesso anno utilizzarono una medesima soluzione)e le ali ai lati del telaio sulla McLaren nel 98.
      Diciamo che con i limiti attuali ripesca dal passato soluzioni che funzionano :)

  • le brabham di murray nei primi anni 80 sono un po come le redbull di newey oggi sempre al limite anzi oltre il lecito ma a dirigere il team c’era un certo bernie ecclestone….

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