Arrivederci Rubens, gregario e Leonida della F1

28 febbraio 2012 21:47 Scritto da: Antonino Rendina

La settimana prossima sistemeremo tutto, sono fiducioso”. Con queste parole Rubens Barrichello ha confermato ufficiosamente il suo passaggio in Indycar, mettendo la parola fine alla sua carriera in Formula 1.

E dopo quasi vent’anni di Gran premi il nome Barrichello è diventato un marchio. Barrichello è sinonimo di professionalità, dedizione, abnegazione, impegno, longevità agonistica. E’ allo stesso tempo il sinonimo della seconda guida perfetta.

Leale, obbediente agli “ordini superiori”. Mai tanto veloce da impensierire il compagno di turno più quotato ma abbastanza competitivo per seguirlo come un’ombra, per farne le veci, per aiutarlo davvero. Non a parole o con promesse non rispettate, ma con fatti pesanti.

Ce ne fossero in giro di scudieri forti come Rubinho, che da ragazzino studiava per essere l’erede di Ayrton Senna, il suo idolo di sempre. Una carriera folgorante nelle serie minori in Europa, poi il salto in F1 a ventun anni in Jordan con la fama di predestinato.

Il suo mentore Ayrton se lo coccola ma il destino nei primi anni è amaro. Un incidente terribile lo lascia privo di conoscenza durante le libere di un Gp tragico, lo stesso della morte di Ayrton.

La vita di Rubens viene stravolta nell’arco di tre giorni. Riprende a fatica la forma migliore, perde forse un po’ di quella incoscienza e spregiudicatezza che trasforma in teoria un pilota veloce in un fenomeno.

La vera consacrazione agonistica arriva ben cinque anni dopo, nel 1999, quando con la sorpresa Stewart finisce tre volte a podio. Convince così la Ferrari che decide di affidargli un volante dal 2000.

E’ l’inizio di una epopea straordinaria, Barrichello con Schumacher formerà la coppia più vincente di tutti i tempi. Rubens entra in Ferrari con il sogno di sfidare Schumi, si accorgerà presto di non essere lui l’uomo di classifica scelto dal team per vincere il Giro ma soltanto il più prezioso dei gregari.

Con la Rossa arrivano nove vittorie in sei anni, alcune delle quali memorabili. Su tutte Suzuka 2003, quando anela lo spirito di squadra della Ferrari consegnando con una gara magistrale il sesto mondiale a Schumacher.

Un’altro successo da incorniciare è Cina 2004, prima volta a Shanghai per il Circus, con il presidente Montezemolo che chiede a tutti i costi una vittoria per l’importanza commerciale del mercato asiatico. Niente di più facile con la F2004. Ma Schumi manca clamorosamente all’appello. E ci penserà Rubinho, ancora una volta tappabuchi di lusso. Ancora una volta arriva il gol che non t’aspetti del mediano.

Collaudatore fine, gran sensibilità di piede sul bagnato, veloce sia sul giro singolo che in gara. Sono tanti i pregi tecnici di Barrichello ma a fare da contraltare ci sono alcuni limiti caratteriali.

Lui che è la quintessenza della malinconia brasiliana, la saudade, piagnucolone spesso senza motivo. Sempre troppo restio ad accettare l’evidente superiorità alla guida di Michael Schumacher.

Gli anni in Rosso diventano pesanti, quasi un tormento. “Il materiale non è lo stesso”, “La squadra fa solo quello che dice lui” ecc… La rottura definitiva nella farsa di Indinapolis nel 2005. Stop, è ora di cambiare.

Arriva la Honda, poi diventata Brawn. Nel 2009 due vittorie ma anche la colpa più grande. Quella di non riuscire a lottare per il titolo nemmeno contro il team mate Jenson Button, pilota fortissimo ma non certo paragonabile a Schumacher.

Arriva così la Williams e un lento crepuscolo. Ma Rubens non molla, combatte contro il tempo che avanza e avversari tenaci. La F1 sono le sue Termopili. Da lì non si passa. Come Leonida che resiste ai persiani, stoico combattente fino all’ultimo.

Ad Abu Dhabi nel 2011 è autore di una strepitosa quanto inutile rimonta. Nonostante sia teoricamente già appiedato e senza obiettivi di classifica.

Il veterano è in piedi finchè può. Lotta con il cuore, si sbraccia, prova a ripetere numeri impossibili come quello della prima e indimenticabile vittoria in Germania nel 2000.

Quando trionfò guidando sotto un diluvio con le gomme da asciutto, facendo commuovere tutti, ferraristi e non.

Perchè in fondo la generosità e la passione pagano sempre, per questo mai nessuno ha parlato male di Barrichello. Prima giovane promessa, poi grande gregario, infine esempio per giovani piloti come Hulkenberg e Maldonado.

E adesso, uno con il suo palmares – il più presente di tutti (323 Gp), vincitore di 11 Gp e sei titoli costruttori, nonchè due volte vicecampione del mondo (2002 e 2004)- è pronto a gettarsi con entusiasmo in un altro mondo.

Quello dell’America corsaiola fatta di ovali e spettacolo, meno complicata e tecnologica ma non per questo meno competitiva. Acceleratore, freno e gomme fumanti, tutto in formatoYankee.

Per uno come Barrichello che si definisce “Amante della velocità” è il massimo. E se nella 500 miglia di Indianapolis un “matto da legare” farà un’invasione di pista magari Rubinho si troverà  catapultato nella Victory Lane a bere la bottiglia di latte più ambita nel mondo delle corse.

A noi per adesso piace ricordarlo come pilota di F1 così:

33 Commenti

  • ferraristasempre

    ripensavo al fatto che tra le invasioni di pista e barrichello c’è sempre un gran feeling… 😀
    http :// www. youtube.com/watch?v=j3AKYeEDif0

  • grande rubens!!!! ci ha regalato grandi emozioni, nel bene e nel male, rimanendo sempre un bel personaggio!!!quella vittoria fu davvero stupenda….mi sembra ieri!!!! forse il popolo ferrarista è sempre stato un po’ ingrato verso di lui!!! un campione sincero, leale e fidato!! non tutti i piloti di f1 possono uscire dalla f1 atesta alta come lui!!!! peccato che nessuno si sia accorto della lenta fine della sua carriera..:(
    ciao rubens!e grazie!!!

  • Grande Rubinho!
    Indelebile l’immagine del podio di Hockenheimring 2000.
    Sei e rimarrai sempre nell’enorme cuore dei Ferraristi!!!

  • Mi sono davvero commossa per questo video…nel 2000 ero troppo piccola er seguire la F1,ma non ho dubbi che sia stato un gran premio da brividi ! O almeno io li ho avuti vedendo la sintesi ! Era questa la f1 del passato di cui tutti parlano ? STUPENDA !!!!!!

    • ferraristasempre

      eheh, beh di solito per f1 del passato ci si riferisce ad anni ben antecedenti al 2000, ma di sicuro questa gara è memorabile :) in meno di due ore si passò dallo sconforto totale, con schumacher che aveva fatto due metri in due gp, a un cauto ottimismo sul fatto che barrichello potesse accaparrarsi due punticini, per arrivare poi alla speranza, all’incredulità e infine alla gioia 😀

    • Caribbean Black

      Ciao Fede, ben ritrovata :)

      Io ad essere sincero quel gran premio del video lo ricordo abbastanza bene, e credimi, barrichello si, davvero una bella rimonta dalla posizione 22, ma viziata totalmente dall’invasione di quel cretino della mercedes….altrimenti sarebbe stata altra storia…

      Sia chiaro…con i se e con i ma, non si va da nessuna parte…

    • Alexandro HAMALORAI

      Bè F1 del passato, era 12 anni fà, non tanto passato direi, altrimenti mi sentirei un vecchio 😀

      Solitamente per quella del passato ci si riferisce agli anni 70 e 80, quella dopo il 90 è gia f1 moderna che inizia con l’introduzione dell’elettronica.

      Piuttosto sono stati i personaggi, schumacher e hakkinen su tutti.

  • Barricchello per me è un grande campione, ha avuto solo la sfortuna di trovarsi con un compagno/fenomeno di nome schumi in un team che puntava solo sulla prima guida, fosse stato in MC con una vettura paragonabile alle ferrari di quei tempi avrebbe vinto molto di piu.

  • Cosa fa un Brasiliano sul podio piú alto con l´inno tedesco ?

    – Emozioni immense !

    Grazie tante Signor Barrichello.

  • Rosso dentro

    Dopo questo video la “saudade” è venuta pure a me!!!
    Ciao Rubens, buona fortuna.

  • Alexandro HAMALORAI

    Fantastica vittoria!!!

    Mi vengono i brividi a pensare a tutti i giri che fece con le slick sollevando quella nube d’acqua.

    Mi ha fatto piacere rivedere queste immagini

  • Bella, bella, bellissima quella vittoria, me la ricordo molto bene. Stupendi gli abbracci ricevuti dagli avversari e meravigliose le lacrime sul podio… una vittoria da vero guerriero della formula 1 che piangeva come un bambino.
    Stupenda quella gara.

    • Vedere un pilota di formula uno piangere di felicità come fece Barrichello per una vittoria è una cosa più che bella, ti trascina e credo che quelle lacrime di gioia hanno trasportato anche me e molti appasionati di formula uno a condividere con lui quel momento.

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