Tost: “Toro Rosso presto nella top 5!”

15 marzo 2012 00:01 Scritto da: Marco Di Marco

E’ la seconda squadra italiana e spesso questo particolare viene dimenticato. In un momento in cui il motorsport tricolore si trova ad affrontare una stagione in F1 senza rappresentanti al via, la Toro Rosso assume una importanza fondamentale nella geopolitica motoristica.

Sorta sulle ceneri della gloriosa Minardi nel 2005, la scuderia faentina riveste oggi il rulo di junior team della Red Bull, provvedendo a selezionare per la casa madre non soltanto driver da affiancare in un futuro non troppo lontano al campione del mondo Vettel, ma anche a svezzare ottimi tecnici italiani.

La Toro Rosso si accinge ad affrontare il via della stagione con una monoposto, la STR7, logica evoluzione della vettura che l’ha preceduta. Ciò nonostante il team tecnico diretto da Ascanelli ha stupito molti per le raffinatezze aerodinamiche presentate.

Il responsabile del team, Franz Tost, si è lasciato andare con la Gazzetta dello Sport a delle dichiarazioni d’amore verso la squadra ed i ragazzi che la compongono. Intervistato in merito, il manager austriaco ha infatti ricordato con piacere il 2005 quando ricevette la proposta da parte di Mateschitz,  di far evolvere la ex Minardi per farla divenire un vero e proprio junior team Red Bull.

Una evoluzione lenta ma ricca di gioie. Nei primi anni fu infatti necessario un notevole incremento del personale per far fronte alle ridotte dimensione ereditate dalla precedente realtà “casalinga” qual’era la Minardi, mentre la Red Bull Technologies supportava la sorella minore con disegni, parti della vettura e personale dedito esclusivamente alla supervisione del lavoro.

Il frutto di questa evoluzione sbocciò con la splendida pole position e vittoria di Vettel a Monza nel 2008. In quella stagione la Toro Rosso crebbe notevolmente, ed oltre alla citata vittoria, finì spesso a punti grazie al golden boy tedesco.

Il passo successivo compiuto dalla squadra di Faenza fu il distacco tecnico dalla Red Bull e quindi il diventare a tutti gli effetti un vero e proprio costruttore, con la conseguenza di un ulteriore ampliamento dell’organico, oggi composto da 300 elementi, e la creazione di un dipartimento di progettazione con 30 progettisti.

Tost è intervenuto inoltre sull’argomento piloti affermando “la scelta di non confermare Buemi ed Algersuari è dipesa dall’analisi dei dati dei Gp e delle prove svolte al simulatore. Non sono stati abbastanza forti per meritarsi di correre in Red Bull, e per questo abbiamo optato per due giovani talenti quali Ricciardo e Vergne“. Parole di certo dure, ma che confermano tuttavia il ruolo di junior team che riveste ancora oggi il team italiano, al quale va dato comunque il merito di valorizzare giovani che altrimenti dovrebbero cercare fortuna in altre categorie.

Il manager austriaco ha inoltre lodato i suoi uomini dichiarando: “La Toro Rosso è una squadra al 100% italiana. I ragazzi lavorano 24 ore su 24 anche il sabato e la domenica e questo è possibile grazie ad una realtà fortemente legata ai motori quale quella Emiliana. Inoltre abbiamo un ottimo rapporto con la Ferrari che ci fornisce sia il motore che il Kers nonchè tecnici di elevata qualità che ci seguono molto da vicino“.

Infine la dichiarazione che tutti attendevano viste anche le ottime premesse dei test : “Prima o poi saremo tra i primi 5 del mondiale“. Una dichiarazione che sembra fondata visto l’ottimo sviluppo effettuato dal team faentino nel corso degli ultimi anni e visti anche il talento di cui sono dotati i due piloti attuali.

Un grande in bocca al lupo quindi ai ragazzi del team, che con il loro impegno e dedizione tengono alta la bandiera italiana nella massima categoria motoristica.

3 Commenti

  • Beh, c’è anche da dire che lo “zoccolo duro” è prettamente italiano, così come la stragrande maggioranza dei meccanici. La politica e la proprietà sono stranieri, il cuore, la passione e le “mani” totalmente italiane, anzi romagnole!

    Si può fare un paragone con la magica Lamborghini.
    Audi non solo l’ha salvata, ma ha fatto molto di più: ha creato un modello di lavoro e gestione tedesco (rigoroso, limpido e preciso) mantenedo tutto ciò che ha fatto della Lambo un mito: cuore, filosofia progettuale, tecnici e fabbrica…tutto made in S. Agata!

  • Eppure non riesco a sentirla completamente italiana. Non più di quanto l’inno austriaco sia rappresentativo per la Red Bull. Con il dovuto rispetto per gli austriaci, sia ben inteso.

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!