Andretti: “La F1 deve mantenere le radici in Europa”

31 marzo 2012 17:34 Scritto da: Davide Reinato

L’ex campione del mondo di Formula 1, Mario Andretti, in una intervista a CNBC ha sottolineato come la Formula 1 deve tenere salde le sue radici in Europa.

Lo statunitense, ormai settantaduenne, ha sottolinato: “La Formula 1 ha bisogno di essere presente negli Stati Uniti, così come gli States hanno bisogno di una gara di F1. Con il Circuit of Americas ad Austin e l’evento previsto in New Jersey nel 2013, diventerà tutto davvero interessante. La Formula Uno è sempre stata importante perché immersa in uno scenario mondiale, ma negli ultimi 10 o 15 anni si è passati ad una nuova dimensione”.

Chiaro riferimento quello di Mario all’espansione in Asia e Medio Oriente: “Non bisogna mai allontanarsi troppo dal punto di partenza. E per la F1 è chiaro che questo sia l’Europa. Non c’è niente di sbagliato ad espandersi, ma spero solamente che Mister Ecclestone mantenga forte la tradizione della Formula 1 in Europa”.

Come non sposare il pensiero di Andretti? Peccato che – recentemente – Ecclestone ha proprio dichiarato l’esatto contrario, affermando che l’Europa potrà contare su poche gare nel prossimo futuro. Sperando che questa volta Mr. E. si sbagli!

13 Commenti

  • gabriele72

    avete sentito?il magnate dei cancelli automatici ha lasciato tutto alla chiesa..zio bernie,lascia la f1 a me..che poi ci penso io..:)

  • Una cosa è certa, i nuovi circuiti, per quanto avveniristici, dal punto di vista dello spettacolo fanno pietà. Ridateci Imola, il vecchio Hockenheim, il vecchio Silverstone circuiti da veri manici e con sorpassi veri e non da drs, con la possibilità di difendersi e con regole non proibitive per lo sviluppo dei motori, in poche parole ridateci la vera F1!

  • Se ci focalizziamo sui circuiti storici, l’Europa da solo riesce a mettere su 40 gran premi in una stagione. Peccato che le dinamiche che motivanno la scelta di un circus piutosto che un’altro sono altri. Quando Ecclecstone decisi di lasciare la Francia qualche anno fa si pensò a un danno enorme all’immagine della F1. Toh! non sucesse niente. Il mondo (purtroppo per i nostalgici) deve andare avanti.

    • Non mi pare che i “successi” dei gran premi di Cina, Bahrein o Corea (che nessuno va a vedere) giustifichino un cambio di orizzonte così ampio.
      Voglio dire…sono il primo a dire che la realtà degli interessi economici va oltre i desideri dei tifosi più tradizionalisti. E il primo ad affermare che la ricerca di nuovi mercati sia un compito del management di un’impresa. Ma limitare a cinque o sei i gran premi in europa, abbandonare la Francia o la Germania, o la Spagna o il Belgio credo voglia dire eccedere nella direzione opposta.
      In sintesi: perchè si dovrebbe accettare un’alternanza tra Francia e Belgio e non una tra Abu Dhabi e Bahrein? O tra Cina e Corea? O tra Singapore e Malesia?

  • Per fortuna Ecclestone non la pensa come te Mario… E la differenza si vede: lui è il grande boss, tu …

  • L’Europa l’ombellico del mondo!?? Andretti è da un sacco di tempo che non si dice più questa cazzata!

  • Al di là di ciò che dice Mario Andretti quando si parla di Formula 1 si pensa immediatamente all Europa e più precisamente a tutti quei circuiti che l hanno resa tale ovvero famosissima e agitatrice di tanto agonismo. Personalmente anche la Formula 1 deve sopravvivere ed Ecclestone credo che stia facendo un lavoro ammirevole seppur con delle scelte poco popolari. Ma ragazzi se si va su un circuito ci si aspetta che ci siano abbastanza telespettatori tali da compensare l enorme costo di affitto del circuito he bisogna pagare. Sono tutti fattori concatenati e se manca uno solo di questi l intero sistema è compromesso e un fattore di grande importanza in questi giri economici sono proprio gli sponsor che come stormi di uccelli vanno da un circuito all altro come più gli aggrada e e per trovare un miglior “clima” soprattutto.

    • Marcello hai toccato un punto giusto. Perchè noi romantici vorremmo che si corresse ancora a Brands Hatch e sul vecchio Hockenheim, ma per tenere in piedi una baracca così costosa ci vogliono i soldi, e i soldi li mettono gli sponsor, e gli sponsor vogliono portare il marchio Formula 1 dove ci sono mercati promettenti. Sennò le scritte pubblicitarie sui circuiti chi le guarda? A cosa servono? Non parlerei di costi di allestimento di una gara; il giro immane di soldi che decreta l’assegnazione dei gran premi è quello legato alla pubblicità, alla conoscenza dei marchi. E per i marchi è importante che siano tante le persone che lo vedono, che lo conoscono. Chi se ne frega se queste persone non distinguerebbero un’auto da corsa da una bicicletta. La realtà è questa.
      Io continuo a sperare in Brands Hatch e nel vecchio Hockenheim, comunque :-)

      • theracingline . net/racingcircuits/racingcircuits/archives/Hockenheim/fb05-002.jpg
        ecco il caro vecchio Hockenheimring :(((((((((((((((((

  • Posso capire il voler espandersi fuori dall’europa, ma almeno bisognerebbe mantenere i circuiti europei migliori, invece si va verso un’alternanza tra SPA e Paul Ricard, 2 circuiti magnifici che dovrebbero esseci ogni anno senza dimenticare Imola, fantastico anche quello, e si conservano obbrobri tipo valencia…… Se si devono ridurre i gp europei almeno manteniamo i circuiti piu belli no?

  • Grande Mario, la f1 se non manterrà un po di tradizione diventerà un’altra cosa, continuiamo a fare gare nel deserto così la chiameremo definitivamente circus con Bernie la scimmietta e qunant’altro

  • gabriele72

    dipende da cosa si intende per prossimo futuro..nonostante i soldi,non credo che zio bernie sia immortale..in un prossimo futuro,toccherà anche a lui passare a miglior vita!?

  • Bravo Marione, diglielo!

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!