Rosberg: il “mediano” che si è ribellato al destino

17 aprile 2012 01:49 Scritto da: Antonino Rendina

Dalla Williams di papà Keke alla Mercedes che è un po’ casa sua, visto che Nico è a tutti gli effetti tedesco e non finlandese.

Sei anni e tre gare volate via in un soffio di vento gelido che l’aveva trasformato da giovanissima promessa a pilota incompiuto. Uno di quelli che aspetta sempre l’auto giusta. Quella, per intenderci, che per molti altri non è mai arrivata.

Rosberg jr è veloce, concreto, affidabile nell’abitacolo, disponibile e brillante fuori. Un tipo okay che è sempre piaciuto a tutti ma che non ha mai fatto impazzire nessuno.

Lo strano destino di chi sa fare tutto bene ma forse niente in modo eccellente. Eppure spulciando le statistiche il suo rendimento è stato sempre altissimo, soprattutto nei confronti dei compagni di squadra, incluso il sette volte campione del mondo Michael Schumacher.

“Una vita da mediano” insomma, uno di quelli che “non ha nè lo spunto della punta nè del 10 che peccato…”

Ma Nico sabato mattina ha deciso di non volerci più stare “lì nel mezzo“, ha abbassato la visiera con cattiveria e ha realizzato il giro più bello della sua vita corsaiola. Cinque chilometri di perfezione stilistica e agonistica, un danzare armonico e pulito tra le curve sinuose del tracciato di Shanghai per poi lanciarsi come un’iradiddio sui rettilinei.

Ha battuto Schumacher in qualifica dopo due passaggi a vuoto nelle prime gare. E’ ritornato davanti al kaiser nel giorno più importante.

Mettendo dalle qualificazioni una seria ipoteca su quella prima vittoria che sembrava irragiungibile, quasi una maledizione. Lui era il figlio d’arte dai modi gentili che raramente infastidiva gli avversari.

Una bravura al volante un po’ fine a se stessa, “anonima” a voler essere cattivi. Fino alla magica domenica di Shanghai. Che Rosberg non ha soltanto vissuto da dominatore incontrastato ma nella quale ha fatto soprattutto sentire la sua voce: “Ehi ragazzi ci sono anche io” avrà pensato sul podio stretto nella morsa dei dioscuri McLaren.

Nico si è ribellato con perentoria autorità al suo destino da piazzato di lusso. Le urla di gioia al traguardo più che per la vittoria sono arrivate per la liberazione da uno zero in casella immeritato, doloroso, ingiusto.

Il tedesco non sarà un numero 10 ma non è nemmeno quel centrocampista tutto legna e poca classe per il quale rischiava di passare. E’ un signor pilota che a parità di macchina può giocarsela con tanti campioni più blasonati.

E’ stato il primo campione della Gp2 (nel 2005), fa parte di quella generazione di talenti che ha visto sbocciare gente del calibro di Hamilton e Vettel. E se la Mercedes confermerà la competitività della Cina la vittoria di Rosberg rischia di diventare la prima di una lunga serie di soddisfazioni e non di restare semplicemente un episodico assolo.

34 Commenti

  • ci sono tanti bravi piloti in formula 1…saperne valutare il reale valore non è facile perchè davvero rientrato tanti fattori…prendiamo ad esempio Massa:

    fin dagli esordi si è dimostrato veloce e concreto e pare anche dagli addetti un buon collaudatore. Tanto è vero che nel 2008 arrivò a giocarsi il titolo mondiale con un certo Hamilton considerato da molti l’astro nascente della formula 1 e ritengo ad armi pari… sia la Ferrari che la Mclaren quell’ anno con risultati alterni avevano vetture performanti e competitive per tutto il campionato.
    Ora in queste due ultime stagioni sembra che Massa sia un pilota mediocre…incapace di buone prestazioni… dove sta la verità?

    un altro esempio: Button:
    considerato per anni dalla stampa un discreto pilota ma nulla di più…ora sembra essere diventato il nuovo Prost, intelligente e calcolatore , veloce , preciso e cattivo nei sorpassi , capace di passare da predestinato scuderio del talentuoso Hamilton a pilota che bastona spesso e volentieri il compagno di scuderia.
    Dove sta la verità?

    E vi dico anche di più …i tanti bistrattati Fisichella e Trulli hanno dimostrato in carriera di avere doti di gran piloti…Fisichella in gara non sfigurava nei confronti di Button e Trulli in prova non era meno veloce dell’ attuale Hamilton.

    Quello che fa passare un buon pilota a vincente a volte sono solo delle coincidenze favorevoli…capitare al momento giusto nel posto giusto!

    Un altro gran pilota che in pochi ricorderanno fu Modena…corse negli anni ’80…bravissmo ma non fortunato nelle scelte e nel destino.

    Lo stesso ;spostandoci in un alto campo motoristico, ho sempre pensato del confronto Biaggi – Rossi…
    per tanti anni si è ritenuto Rossi il Dio in terra ( tutta la stampa concorde ) e Biaggi lo sfigato meno talentuoso capace solo di lamentarsi!
    Non ho mai pensato questo…ed ora i fatti mi stanno dando ragione…
    Rossi non è quel Dio in terra che ci volevano far credere…e Biaggi non era così scarso
    come la stampa e tv l’ha fatto passare!

    Come ripeto …trovarsi nel momento giusto al posto giusto fa molto… e a volte piccoli incidenti piccoli episodi sfavorevoli possono giocarti un intera carriera.

    Il “campione vero” a mio parere è forse colui che riesce a crearsi il destino…anche quando l’occasione non pare propizia…e fa qualcosa di straordinario …regala emozioni…sa spingersi al di là del limite laddovè gli altri ( buoni atleti ) si fermano.

Lascia il tuo commento

Devi aver fatto il Log In per poter inserire un commento

Se non fai parte della community, registrati qui!