Giornalista respinto dal Bahrain per intervista “Scomoda”

19 aprile 2012 17:36 Scritto da: Davide Reinato

Risuonano in testa le parole di Shaikh Al Khalifa che, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, aveva ammesso: “Se qualcuno vorrà protestare in modo pacifico, con cartelli sulle tribune, che lo faccia pure. E’ democrazia”.

La favoletta è durata poco, dato che ieri ben 80 manifestanti sono stati arrestati in “maniera preventiva”. Una sorta di processo alle intenzioni, un modo di fare repressione psicologica contro chi era pronto a scendere in piazza. Ed in quel contesto, il giornalista de “La Stampa” – Stefano Mancini – aveva intervistato un dissidente e questo, alla faccia della finta democrazia dello Stato del Golfo, è bastato per non far entrare l’italiano nel paese per svolgere regolarmente il proprio lavoro.

Riportiamo il racconto dello stesso Mancini, al quale và tutta la nostra solidarietà. Solo una volta informata la FIA l’italiano ha potuto ottenere il visto per l’ingresso nel Paese.

“La tensione sale in Bahrein alla vigilia del ritorno del Gran Premio, cancellato lo scorso anno dopo la sanguinosa repressione delle proteste di piazza. E nel giorno dell’arresto di 80 oppositori, aver intervistato un dissidente è un buon motivo per finire nella lista nera ed essere respinto alla frontiera.

Scopro di essere indesiderato soltanto al mio arrivo a Manama, eppure i segnali li avevo già avuti al check-in a Dubai dove insistevano sul fatto che non potevo volare perché ero senza biglietto di ritorno, quando la data del rientro era invece stampata chiaramente.

Ripenserò un paio d’ore più tardi alla conversazione che ha preceduto il mio viaggio. Ci mediterò davanti all’ufficio visti, mentre i miei documenti sono da venti minuti nelle mani di un poliziotto dai modi gentili. Sono tutti educati e cordiali, gli addetti alla sicurezza, fino a un minuto prima di comunicarmi che qualcosa non va. «Lavora per un giornale?», chiede l’uomo in divisa. «Sì». «Mi scriva il nome». «Il mio?». «No, quello del giornale». E’ la frase chiave, la password che mi spalanca davanti agli occhi una situazione che fino a quel momento rifiutavo di prendere in considerazione: sanno che due giorni prima ho intervistato Nabeel Rajab, un bahreinita a capo di un’associazione per i diritti umani. E, soprattutto, qualcuno li ha informati che avrei dovuto incontrarlo per visitare assieme a lui e altri un villaggio dove – parole di Rajab – la repressione era stata più violenta.

E’ tardi per rimproverarmi di aver usato il cellulare, di essermi presentato con nome e cognome, di aver preso un appuntamento senza sospettare che la persona che cercavo potesse essere intercettata. Il poliziotto mi ha identificato al di là di ogni ragionevole dubbio e i suoi modi diventano bruschi: «Venga via con me». Senza troppe cerimonie mi accompagna fino al portellone dell’aereo che sta ripartendo per Dubai: vengo respinto per aver avuto rapporti con i dissidenti.

«Vedo che le piace molto volare con la nostra compagnia», mi sorride la stessa hostess del volo di andata, ignara dei retroscena. A Dubai informo dell’accaduto la Federazione internazionale dell’Automobile, che sollecita gli organizzatori a intervenire. Le trattative diplomatiche durano ore, poi dal circuito arriva una mail con il visto: la Fia ha convinto le autorità che fare a meno dei giornalisti non è prassi accettabile”.

12 Commenti

  • Come volevasi ampiamente dimostrare: E’ solamente calma “apparente”

  • Spero tanto che nonostante la follia di correre a tutti i costi, l’evento nn sfoci nel sangue.. anke una sola vittima sarebbe un costo insopportabile per dei ragazzini ke devono ‘rincorrersi’ cn le macchinine rispetto a tanta gente che vive nell’indigenza quotidiana

  • che schifo…che schifo…perchè devono mentire? Perche Ecclestone non la smette di cercare di restare in vita a suon di dollari, perchè? ho creduto, ingenuamente, che davvero la situazione fosse migliorata, che davvero le cose stessero meglio, ma dopo questa notizia davvero…domani di sicuro non vedo le libere…il gp non lo so…che schifo…

  • che vergogna è un episodio inacettabile questo

  • dopo una lunghissima assenza (dovuta a problemi internet) torno sul blog e invece di trovare qualche notizia prettamente sportiva, mi tocca leggere dell’ennesimo “stupro” che la beneamata coppia Zio Bernie-FIA ha perpetrato ai danni del NOSTRO sport preferito.
    Quest’ultimo avvenimento non è altro che l’esempio lampante che Ecclestone, la FIA e (forse) anche le squadre si disinteressano altamente dei problemi che vi sono nei luoghi dove la f1 va a correre. Si corre in luoghi che non hanno nulla a che fare con la storia della F1 ma neppure con il futuro dell’auto, da corsa e non: si è spesso scesi a patti con Paesi dalla Democrazia barzelletta, mentre i luoghi che hanno segnato la F1 vengono abbandonati. Ma Ecclestone ha visto le tribune di Shangai domenica (alla faccia dell’esaltazione di Mazzoni per la tribuna sul rettilineo piena)? Desolatamente vuote. L’India ha problemi ben più grossi anche sociali, eppure si è spinto per correrci, agevolando alla grande i promotori cosa che non si è mai fatta con SPA o Monza. Il Bahrein è una polveriera, eppure si è andati lo stesso e si correrà con tutto l’ambiente circondato da migliaia di soldati. E sapete cosa vi dico? Spero in un gesto eclatante (ma non violento) che sospenda il GP (anche se Alonso fosse in testa ormai sicuro della vittoria) … un modo per ridicolizzare il governo in primis e la F1. Magari servirà a qualcosa, magari no. Tuttavia godrei un sacco una sospensione del GP con la richiesta dei danni alla F1 da parte di tutti coloro che ci investono … Cause in cui il maggior imputato sarebbe Ecclestone … Scusate lo sfogo … ma non se ne può più …

    • Era una volta Sport, Passione, Sfida, Evoluzione, Tecnica, Velocità, Storia…, (già anche sopratutto per i drammi che ha purtroppo generato con la morte di tanti grandi sportivi, uomini, piloti)
      Oggi Soldi, Soldi, Soldi…. e ci guadagna solo uno.
      Gli altri, come pecore seguono.
      Chiedo scusa a uomini come Senna e Villeneuve (per citare solo loro) che hanno lottato per altri valori e sacrificare la propria vita su altare migliore di quel che si presenta oggi. Il peccato è che la FIA e Ecclecstone usano e abusano anche se indirettamente di questi sacrifici per valorizzare il loro “business” toccando il sensibile tasto delle emozioni. Ma dove veramente l’emozione si deve provare, il rispetto di un popolo che vive una grande oppressione, si tirano dietro e anzi voglio dire, portano avanti il business. Vergona!!!!! E doppia Vergogna a chi partecipa a quel scempio.

  • Se è della Stampa……hanno fatto bene:-)

      • Si certo… Ma diciamo che la Stampa non è il mio giornale preferito. Ovviamente l’episodio è da condannare,ma quelli la non sanno neanche cosa sia il diritto di cronaca… Torno a ripetere,cosa vogliamo sperare da un popolo che lapida altri esseri umani??????????

    • come tutti i TIFOSI(non succede a chi è appasionato di questo sport)ti sei perso l’occasione per tacere

      • Stai calmo….e soprattutto chi sei per giudicare se sono un appassionato o un tifoso..?? Sei peggio della polizia del Bahrain che vuol far tacere tutti…

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