Il comportamento degli pneumatici Pirelli

19 aprile 2012 00:01 Scritto da: Davide Reinato

Gli pneumatici sono l’unico mezzo di contatto tra la vettura e l’asfalto. Devono forzatamente assicurare massima aderenza, durata e sicurezza. Tutte prerogative che Pirelli ha tenuto in considerazione nella progettazione degli pneumatici che equipaggiano oggi le monoposto di Formula 1. Questi standard garantiscono alle vetture di poter scaricare tutta la potenza a terra, in ogni condizione di asfalto, ad ogni temperatura e con tutte le variabili atmosferiche. I fattori fondamentali che si influenzano le prestazioni sono tre: tipologia d’asfalto, condizioni atmosferiche e temperature ambientale.

L’asfalto gioca un ruolo primario quando si parla di gomme, in quanto determina lo stress delle coperture sotto forma di usura. Il livello di abrasività incide sulla scelta delle mescole che devono stabilire l’ottimale coesione con la superifice stradale, garantendo un’elevata aderenza e, al tempo stesso, una condizione di usura quanto più contenuta possibile.

Altro elemento importante è la temperatura ambientale che influisce indirettamente sul comportamento delle gomme, specie sulle pressioni e sul lavoro della carcassa. Ogni mescola ha un proprio target termico che possiamo così determinare:

– 95 gradi per la mescola supersoft, la più facile da mandare in temperatura
– 105 gradi per la soft
– 115 gradi per la medium
– 125 gradi per la hard, con picco di grip inferiore, ma con più stabilità prestazionale.

Infine, in condizioni di pioggia, occorrono prodotti specifici per il bagnato. Pirelli per il 2012 ha introdotto il nuovo Cinturato Blue Wet, utilizzato con grandi quantità di acqua in pista, e il Cinturato Green Intermediate, per pista umida.

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