30 Aprile 1994: ricordando Roland Ratzenberger

30 aprile 2012 12:00 Scritto da: Davide Reinato

Roland Ratzenberger

Diventare un pilota di Formula 1 era un sogno che aveva portato sempre con sé. Con molti sacrifici ed una grande passione, Roland Ratzenberger ci era riuscito. Iniziò a correre seriamente a 23 anni, un’età in cui oggi in F1 ci si arriva. Roland non era un fenomeno, ma era un buon pilota che pagava un po’ d’inesperienza, ma che compensava con la voglia di fare e di arrivare.

Passata gran parte della sua breve carriera tra F3 e prototipi, coglie al volo l’opportunità di fare il grande salto in Formula 1 con la Simtek, il team britannico fondato da Max Mosley e Nick Wirth. Il sogno di Roland si era avverato, nonostante il team lo avesse ingaggiato solamente per le prime cinque corse. Ma, dopo 10 anni di sacrifici, l’occasione era arrivata. La sua era però una sfida enorme: tentare la qualificazione con una Simtek che beccava circa 6 secondi dal primo. Il primo tentativo gli andò a vuoto, mentre in Giappone riescì a correre e finire la gara: undicesimo a cinque giri di distacco, risultato ottenuto godendo anche di diversi ritiri. Risultati amari, lontani dai sogni di gloria. Poi quel GP di San Marino 1994.

L’ultimo giro di Roland fu quello di qualifica. Alla chicane delle Acque Minerali, fece un errore che lo portò leggermente fuori pista. Accortosi di non aver fatto danni, proseguì fino al traguardo facendo segnare il suo tempo. Non rientrò ai box e stava facendo un ulteriore tentativo, quando alla curva Villeneuve si staccò l’ala anteriore, infilandosi sotto la monoposto e facendo andare la Simtek dritta verso il muretto a oltre trecento all’ora. Il botto fu terribile: seguirono diversi testacoda, poi la vettura si fermò in mezzo alla pista.

La testa di Ratzenberger si chinò di lato, gelando il sangue nelle vene di chi lo stava guardando. Tutti capirono che era già morto, ma si tentò di rianimarlo ugualmente, prima di portarlo con l’elicottero in ospedale dove venne annunciato il decesso, dopo pochi minuti dall’arrivo. Un particolare che spesso è stato sottovalutato ed omesso: con il pilota morto sul colpo, come dimostrò la successiva autopsia, l’impianto sarebbe dovuto essere sottoposto a sequestro e il GP di San Marino, come ovvia conseguenza, sospeso. Ma adesso come allora “The show must go on” e si continuò a correre: quel 1° Maggio 1994 si portò via un altro pilota e grande uomo, Ayrton Senna. Due destini che si uniscono. Quello di Roland, l’ultimo degli arrivati, e quello di Ayrton, il migliore del lotto. Quel weekend di Imola, nessuno lo dimenticherà mai.

Ai funerali di Ratzenberger andarono solo pochi addetti ai lavori, tra cui Max Mosley, il quale disse: “Roland è stato dimenticato. Sono andato al suo funeale perché tutti sono andati a quello di Ayrton. Credevo fosse importante che qualcuno andasse anche al suo”.

21 Commenti

  • Onore ed eterna memoria a Roland e a tutti i piloti che hanno perso la vita nel portare la loro e la nostra passione a questi livelli.

  • ADDIO CAMPIONI, CIAO AYRTON MIO GRANDE IDOLO, SEI E SARAI SEMPRE NEL MIO CUORE E NEI MIEI RICORDI.

  • Ricordo a mala pena la morte di Villeneuve (avevo 11 anni), ma fu la prima volta che mi accostai alla morte con una persona che stimavo e che adoravo quasi la conoscessi. Poi le cose sono cambiate e la sicurezza aumento’ cosi’ tanto che sembrava impossibile potesse succedere di nuovo. Poi due volte nello stesso GP. Fu un Gp molto triste. Avevamo Biglietti prato per la domenica, eravamo indecisi se andare o no, poi decidemmo di andare. Ero alla Tosa e dopo l’incidente di Senna, quando vidi arrivare lo stesso elicottero che il giorno prima aveva portato via il povero Roland capii che era successa la stessa cosa. Non c’erano telefoni ed internet, le notizie erano confuse, ma il silenzio lo ricordo come qualcosa di incredibile…..

  • ..domani per l’appunto saranno 18 anni dalla scomparsa di Senna ,a tal proposito ho sempre avuto un dubbio e volevo sapere cosa ne pensavate.
    Se è vero come si è sostenuto in seguito al incidente, anche in tribunale, che l’uscita di pista di Ayrton è stata provocata dalla rottura del piantone dello sterzo perchè negli attimi prima del tremendo impatto non si vede il pilota della Williams girare il volante fino a fine “corsa”?
    Mi spiego meglio, durante la percorrenza della curva del Tamburello ed anche nella via di fuga,si vede Senna mantenere le mani sul volante pressoche alla stessa inclinazione, mentre secondo me se gli si fosse rotto lo sterzo tra le “mani” ,avrebbe dovuto, d’istinto, cercare di girarlo il più possibile a sinistra quind si dovrebbe vedere la sua mano destra spuntare perpendicolare rispetto al musetto della vettura invece tutto questo non succede.
    Non so se son riuscito a spiegare cosa volevo dire ci vorebbe un disegno,cmq grazie..

    • Red Bull Forever

      ho ben capito – sinceramente é una domanda che mi son sempre fatta anch’io.
      Non ho più seguito il processo però, quindi non so quale siano state le spiegazioni dei “periti”.
      PS: come mai tanti pollici versi, hai litigato con qualcuno?

    • Se tu intenti vedere il volante con la mano destra di Senna che spunta fuori dall’abitacolo visto dal davanti della macchina, NO perche quella macchina montava un volante da 12 che in pratica era incassato dentro l’abicacolo quinti nessuna visione esterna si poteva vedere il movimento del volante. Solo dal camera car si poteva vedere quello che dici tu (se o capito bene quello che chiedi). Ma come sappiamo tutti il signor Bernie Ecclestone prima fece sparire il filmato del camera car poi dopo anni vene fuori il filmato dove si vede che il volante ha delle ondulazioni strane e quando arriva al tamburello improvvisamente il filmato si annerisce. Morale della favola Ecclestone da buon cappo della mala copre i suoi amici. Durante i funerali di Ayrton a San Paolo si dice che Frank Williams abbia confessato a Leonardo (fratello minore di Ayrton) che la vettura sia andata a sbattere per un guasto. Poi ce la famosa foto scattata dal fotografo di Auto Sprinti scattata sul luogo dell’incidente appena successo che si vede il volante fuori dall’abitacolo col piantone ancora ancorato al volante

    • Come descritto nel post precedente:
      “La morte del Grande Ayrton del giorno seguente, purtroppo, lo ha messo in secondo piano. Come se ci fossero delle vite di serie A e vite di serie B…”

      Anche nel giorno dell’anniversario della morte di Ratzenberger parlate di Senna!

      • Red Bull Forever

        scusa, hai ragione!
        E’ solo che questa cosa dell’assoluzione Williams l’ho sempre vista come una gran porcata, mentre quello di Roland é stato un normale incidente di gara!

  • Ricordo ancora, come fosse ieri, quella macchina blu che termina le sue piroette e quel casco che ancora per pochi attimi continua a muoversi per forza d’inerzia.
    Purtroppo era successo ciò che tutti i telespettatori avevano pensato.

    Nessuna immagine ha immortalato l’impatto ma tutti hanno visto l’inaspettata conseguenza di un, forse, banale incidente.

    La morte del Grande Ayrton del giorno seguente, purtroppo, lo ha messo in secondo piano. Come se ci fossero delle vite di serie A e vite di serie B…..

  • Red Bull Forever

    mi pare che Senna fu uno dei pochi piloti a visitare la camera ardente, forse aveva avuto un presentimento?
    Povero Roland!

  • Un fine settimana incredibile. Io vidi l’incidente in autobus, in un televisorino portatile. Ovviamente fu chiaro che Ratzenberger era morto, e mi parve la fine di un incantesimo. La Formula 1 non sembrava più pericolosa, pareva che davvero si fosse trovato il modo di assicurare la vita dei piloti, e invece in tre giorni la realtà si svelò in maniera sconvolgente. Che il giorno dopo morisse anche Senna fu un trauma ancora più inaspettato.
    Il Circus ha sempre avuto grandi capacità di reazione alla morte dei piloti, e il livello di sicurezza odierno è notevole. Direi che su una cosa si può, e si deve lavorare, prima che sia la fatalità a dare la sveglia: la possibilità che le vetture decollino una sull’altra (tipo Wheldon, o tipo Webber a Valencia due anni fa). Non capisco cosa si aspetti a dotare le vetture di dispositivi contro l’effetto trampolino dato dal contatto tra le ruote. Le macchine sarebbero molto più brutte, come in America, ma davvero si salverebbero delle vite, prima ancora di doverne piangere la perdita.

  • Purtroppo a volte in maniera anche un po’ cinica giudichiamo alcune imposizioni estetiche o quant’altro serva ad aumentare la sicurezza (vedi scalino 2012) però credo che non sia mai abbastanza la sicurezza…
    preferisco vedere vetture brutte ma sicure di vedere vite lasciate sull’asfalto per sport…sia esso senna, o il più sconosciuto dei piloti non conta..

  • Purtroppo a volte in maniera anche un po’ cinica giudichiamo alcune imposizioni estetiche o quant’altro serva ad aumentare la sicurezza (vedi scalino 2012) però credo che non sia mai abbastanza la sicurezza…
    preferisco vedere vetture brutte ma sicure di vedere vite lasciate sull’asfalto per sport…sia esso senna, o il più sconosciuto dei piloti non conta..

  • ..incredibile son gia passati 18 anni e mi sembra ieri,oltre alla prematura scomparsa di Roland e Ayrton, ricordo anche un incidente pazzesco di Barichello con la Jordan che prese letteralmente il volo su un cordolo,e il povero Rubens ci lascio tutti gli incisivi.
    Riposa in pace Ratzenberger..

  • … purtroppo ho assistito di persona anche al gg seguente … ho ancora in mente il sangue e i segni dell’impossibile tentato dai medici per salvare Senna … Roland secondo me non era stato considerato come meno importante del campione … quanto tutti rimanemmo un po’ increduli nel vedere quella testa immobile … ed erano passati molti anni dall’ultimo grave incidente in F1 … tutti si erano abituati alla sicurezza quasi scontata … la tragica scomparsa del campione dei campioni il gg seguente … ha fatto di colpo realizzare che si era scavalcato il limite …. che di fatto ha cambiato la F1 in modo radicale.

  • un weekend maledetto,ricordo con grande tristezza quella 3 giorni di imola.
    riposa in pace Roland.

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