Gilles Villeneuve: profeta della F1 oltre ogni limite

7 maggio 2012 00:53 Scritto da: Antonino Rendina

Foto © Ercole Colombo

Gilles Villeneuve se n’è andato lasciando una ferita aperta nel cuore di milioni di tifosi, innamorati delle gesta agonistiche del piccolo aviatore canadese. L’uomo che sorpassava in punti impossibili, il pilota che guidava su tre ruote pur di non gettare la spugna.

Gilles minuto, silenzioso, schivo, padre di famiglia dolce e affettuoso fuori dall’abitacolo. Un ragazzo d’oro che faceva quasi tenerezza per la semplicità e la purezza degli intenti, capace però di trasformarsi al volante, diventando un cacciatore spietato, un funambolo da circo che a distanza di anni scalda ancora i cuori di tanti appassionati.

Ventisette rosso è un marchio, perchè Villeneuve è stato unico nel suo genere. Diversissimo per pilotaggio, talento, modo di interpretare la sfida, da tutti gli altri campioni di questa disciplina.  Lui che lottava come un ossesso curva dopo curva, che incantava per qualità di guida e generosità di spirito. Talento e velocità, ma anche un altruismo verso i colleghi insolito in un mondo dove il primo avversario è il compagno di squadra.

Villeneuve nel 1979 aiutò Jody Scheckter a vincere un mondiale, senza mettergli i bastoni tra le ruote, perchè gli era amico. E da un altro grande amico fu pugnalato alle spalle, quel Didier Pironi – buon pilota- che a Imola 1982 si inventò però il sorpasso più vigliacco della storia della F1. Una storia, quella di Gilles, che è poesia pura che merita di essere narrata e ricordata. Quasi insegnata a chi non ha potuto vedere dal vivo le imprese del pilota canadese.

Schopenhauer, filosofo romantico dell’800, diceva: “Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri”. In questa frase può racchiudersi quello che era Villeneuve al volante, la sua differenza abissale con il resto dei fenomeni che pure l’hanno preceduto e seguito. Anche i più grandi della storia come Schumacher, Prost, Senna non hanno avvicinato la leggenda tutta italocanadese del ventisette rosso. Il ragazzo che ha fatto commuovere Enzo Ferrari. Il pilota al quale il Drake voleva bene come un figlio.

Lo stesso Senna, per leggenda e mito pari – se non superiore – a Gilles, era diverso dal canadese. Ayrton nonostante avesse un carattere genuino, generoso, mistico era un pilota dei tempi moderni; schierato, “politicizzato”, pieno di onori ma di altrettanti oneri. Senna affrontava ogni curva come fosse una magia, ogni giro di pista era un capolavoro. Rasentava la perfezione di guida. Gilles era puro istinto, ogni curva poteva essere l’ultima, il rischio non era una variabile ma una costante, ogni giro di pista era uno schizzo di follia mista a coraggio.

Senna era Michelangelo Buonarroti, Donnington ’93 è paragonabile agli affreschi della Cappella Sistina. Da sindrome di Stendhal. Villeneuve era a confronto un rivoluzionario francese pieno di ideali, Digione ’79 è il suo personale attacco alla Bastiglia. E’ la vittoria di un ideale. Quello del dare gas a ogni costo, del coraggio che sfocia in temerarietà. Del gesto che fa impazzire la folla.

Gilles ha un significato per la F1 che va al di là delle sei vittorie e delle emozioni in Ferrari. E’ un significato che tocca l’essenza più profonda dell’automobilismo. Un piccolo uomo venuto dal Canada dimostrò che il limite, come noi essere umani lo concepiamo, può essere sempre superato. Semplicemente non esiste. Gilles piegava una macchina di 700 e passa Cv al suo volere, così come Neo di Matrix piega senza problemi il cucchiaio nella nota trilogia. Perchè la pista era il codice decifrato da Villeneuve grazie a un cuore e a un talento immensi.

Per questo Villeneuve, nella sua leggenda, è semplicemente unico. Lui è stato il “profeta” della F1, il pilota che ha scoperchiato tutte le potenzialità ma allo stesso tempo i limiti dell’uomo alla guida di una vettura da corsa. Che ha detto agli altri: “si può guidare così, ma non vi conviene”. Ha incantato, ha emozionato, ha fatto piangere una nazione intera e non solo.

Villeneuve è John Lennon, è Kennedy, è Napoleone, è Cesare. E’ l’idealismo che si fa uomo. Uno dei personaggi che, sebbene si tratti “solo” di sport, a modo suo ha cambiato le cose, ha fatto Storia, ci ha lasciato qualcosa.

Uno così non nascerà mai più e forse non “deve” nascere più visto il prezzo pagato. Cavaliere del rischio per eccellenza, corridore con un alone di malinconia e poesia che lo circondava in ogni attimo. Poeta maledetto della F1, semplicemente il “piccolo aviatore”. Il pilota che ha portato all’anelito l’essenza delle corse, in una dimensione che trascende spazio e tempo. Immane, eterna, metafisica. Salut, Gilles.

22 Commenti

  • Chi non ha vissuto la febbre villeneuve non puo’ capire cosa abbia rappresentato questo pilota per la f1 di quegli anni, tutta la sua vita e’ una specie di favola con un finale triste tremendamente triste perchè se n’è andato con l’animo avvelenato da quel maledetto gp di imola tradito da quello che credeva un amico e sopratutto dal volta faccia di una squadra e dell’uomo che lo ha appoggiato e amato come un figlio, Enzo Ferrari

  • complimenti per il bellissimo articolo,meglio di così non lo potevi descrivere.peccato che non tutti qui abbiano potuto vivere quel magico periodo per la rossa,molto più appagante che non quello di schumy,nonostante la scarsità di titoli e vittorie,ma decisamente molto più emozionante.gilles è l’anima della formula uno,non morirà mai.nessuno come lui come scritto appunto nell’articolo.

  • le auto dell’82 .. erano come quelle del ’94 … e come le gruppo B nei rally … l’estremo di una evoluzione dove il rischio e lo spettacolo erano inversamente proporzionali alla sicurezza … forse proprio per queste sono rimaste nella leggenda … cosi’ come nella drammaticità … rimanendo alla F1 attuale forse l’unico che potrebbe incarnare qualcosa di simile e’ sicuramente Hamilton ma e’ stato castrato fin dall’inizio dai regolamenti e dalle vetture troppo restrittive in nome di uno spettacolo che ancora stentiamo a vedere … (lo spettacolo non e’ dato dal n. di sorpassi, ma da staccate al limite dalle sportellate dalle strategie differenti per ottenere un unico obiettivo la vittoria)… con i regolamenti e le vetture attuali il mito Villeneuve non sarebbe semplicemente esistito … appiedato al secondo incidente …

    • Ma ti immagini quante di quelle penalità del piffero avrebbe preso? Eppure tutti i piloti che corsero con lui sono concordi nel definirlo un grande bastardo ma anche il più leale di tutti…

  • Per me le macchine dell’82 sono state le più belle mai viste. Purtroppo anche tra le più pericolose…

  • Eh, si. Gilles era Gilles. E quella fortissima Ferrari dell’82 rimane indelebile. Altre, nella forma, si dimenticano quella no.

  • cheburaska56

    Allora la Ferrari provava a Fiorano e Lui tutte le volte che girava faceva sempre l’ultimo giro per gli appassionati appicicati alla rete, e il tornantino era sempre in derapata.
    Come lui nessuno!

  • « Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene. » E.F.

  • Purtroppo non ho potuto Ammirarlo dal vivo …. pilota piu unico che raro oltre ad essere una bella persona per quanto c é dato sapere…. ciao grandissimo !

  • Avevo 11 anni. Mio padre era “maniaco” proprio come lo sono io adesso. Prima di tutto c’era la F1 e per me era lo stesso. Ricordo come se fosse ieri l’incidente……
    Ciao Grande Gilles

  • Per carità, Villeneuve delle volte combinava anche delle sonore sciocchezze…però un pilota che non si dava mai per vinto, che non amministrava mai, che non si arrendeva mai, e che oltretutto era il più veloce di tutti, e neanche di poco, può essere definito solo “irripetibile”.

  • Io ho cominciato ad amare la formula 1 proprio grazie a Gilles vista la mia età ;)… “si può guidare così, ma non vi conviene” solo lui poteva dire una frase del genere. Chi è che va ai box dopo mezzo giro su 3 ruote e grida ai meccanici “ho forato la posteriore sinistra cambiatela!!!” per sentirsi rispondere “…. veramente non hai più neanche il mozzo…”
    Schumi e Senna hanno vinto immensamente più di lui ma come Gilles in fomula 1 non c’è stato nessuno.

  • un mio grosso rammarico non aver vissuto piloti straordinari come gilles villeneuve e ayrton senna

  • Ci sono stati i piloti, i campioni, i fuoriclasse come Senna e Schumacher. E poi c’è stato Gilles, lui assolutamente unico.
    Pensiamo alle corse noiose. E poi pensiamo che con Villeuve una corsa non era mai noiosa, nemmeno se avesse corso a Valencia. Credo che basti per capire il valore di un uomo così.

  • “Il rischio non era una variabile ma una costante”.Che bella frase!Credo ci sia tutto Gilles in queste parole….

  • Ero piccolo…. ma ho capito subito…. Grazie Gilles!

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